Corre veloce lo sviluppo dei nuovi modelli AI, nonostante la volontà dichiarata di rallentare per evitare grossi guai. Tanto veloce che OpenAI sarebbe già quasi pronta ad annunciare l’arrivo di GPT-6 Cyber. Farà parte della stessa famiglia che ha già visto il debutto di Astra, Sol e Luna, ma così come il suo predecessore (lanciato solo un mese e mezzo fa) sarà ottimizzato per scovare e risolvere le vulnerabilità informatiche nel codice di software, servizi e piattaforme.
OpenAI prepara il nuovo modello GPT-6 Cyber
La redazione di Fortune ha pubblicato l’indiscrezione, attribuendola ad alcune fonti a conoscenza del progetto, rimaste anonime per ovvie ragioni. Non è tutto, perché ha svelato anche che l’organizzazione di Sam Altman sarebbe pronta a presentare un nuovo prodotto correlato, pensato per aiutare i clienti a implementare il modello in modo sicuro e automatizzato.
Al momento non si conoscono altri dettagli. Non è stata resa nota una tempistica precisa e OpenAI non ha confermato né smentito la voce di corridoio. L’autorevolezza della testata ci porta comunque a immaginare che andrà così.
Potenzialità e rischi dell’intelligenza artificiale
GPT-6 Astra ha già mostrato i muscoli, dimostrando che il salto generazionale dai modelli 5.6 non è solo numerico. L’esempio più emblematico è quello che ha consentito di decifrare un messaggio della prima guerra mondiale rimasto avvolto dal mistero per oltre un secolo. Se questo può essere classificato come un utilizzo virtuoso dell’intelligenza artificiale, c’è chi ne sta sfruttando le potenzialità anche per fini meno nobili.
Truffe e raggiri a parte, alcuni ricercatori ritengono che i rischi più grandi non siano legati a un abuso della tecnologia, ma al suo sviluppo incontrollato. Le discussioni sul tema non sono più un’esclusiva degli addetti ai lavori, hanno raggiunto l’opinione pubblica che, scommettiamo, presto si spaccherà tra chi è pro e chi è contro.