Hemlis, la sicurezza non basta

Schiacciata dagli effetti di rete e da una concorrenza sempre più generalista, il progetto dedicato alla messaggistica sicura fondato da Peter Sunde dichiara la resa: lo sviluppo è stato interrotto
Schiacciata dagli effetti di rete e da una concorrenza sempre più generalista, il progetto dedicato alla messaggistica sicura fondato da Peter Sunde dichiara la resa: lo sviluppo è stato interrotto

Peter Sunde, deposte le vesti di fondatore di The Pirate Bay e convertitosi alla causa dell’imprenditoria etica in Rete, aveva creduto in Hemlis fin dal 2013, quando il Datagate aveva già assunto le dimensioni dello scandalo. Riteneva che un’applicazione di messaggistica sicura e privata potesse catturare l’attenzione degli utenti scossi dai continui attentati al loro diritto alla privacy. Il metrcato l’ha costretto a ricredersi.

Lo sviluppo di Hemlis è stato abbandonato, hanno annunciato nelle scorse ore i responsabili della piattaforma: “I nuovi servizi di messaggistica falliscono miseramente – si osserva nel post – Da quando abbiamo iniziato a lavorare ad Hemlis nuovi e vecchi servizi sono stati rilasciati e sono stati aggiornati. Nessuno di questi è ancora riuscito ad intaccare nemmeno minimamente il predominio dei più grandi. Che sono progressivamente cresciuti.”

È vero che il mercato della messaggistica cifrata e sicura si è affollato di nuove offerte e una miriade di nuovi contendenti aspirano a conquistarsi la fiducia dei cittadini. È altresì vero che molti dei colossi di settore si sono attrezzati per cavalcare la tendenza: da WhatsApp a iMessage , passando per le comunicazioni veicolate da Android , le aziende già affermate hanno variamente implementato soluzioni dedicate a privacy e sicurezza capaci di rassicurare utenti ancora non abbastanza inquietati . È così che i nuovi nati si sono scontrati con le implacabili dinamiche degli effetti di Rete, incapaci di differenziarsi a sufficienza e di offrire motivazioni abbastanza forti per spingere gli utenti a scegliere network meno popolati.

“Il nostro obiettivo di creare un servizio di messaggistica per le masse basato sul semplice fatto che sia privato, sicuro e bello, non è abbastanza”, ammettono dunque gli sviluppatori ponendo fine al progetto Hemlis, ancora prima di essersi scontrati con le rivendicazioni di un’intelligence che vorrebbe potersi insinuare in ogni comunicazione e con leggi che potrebbero vanificare ogni garanzia offerta agli utenti.

Anche Peter Sunde, nel raccontare le traversie che hanno frenato l’evolvere del progetto, non può che ammettere l’insuccesso. E promettere di lavorare su altri fronti: “Sto personalmente cercando di rendere le persone e il mondo politico consapevoli del fatto che non debbano essere necessari sistemi come Heml.is – spiega – Dovremmo essere protetti dai governi invece che cercare di proteggerci da loro”.

Gaia Bottà

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24 04 2015
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