HP, la scissione e i licenziamenti

Nel programma di ristrutturazione perderanno il lavoro dai 25mila ai 30 mila dipendenti nella divisione Enterprise e 3300 dipendenti nella divisione PC e stampanti. Il CEO Whitman promette saranno gli ultimi tagli

Roma – L’ annunciata scissione che dal primo novembre separerà HP in una azienda dedicata a PC e stampanti e in una azienda dedicata ai servizi enterprise creerà una faglia che inghiottirà decine di migliaia di dipendenti.


HP, lo ha comunicato agli analisti, ha nei propri programmi un risparmio di 2,7 miliardi l’anno, pari al costo della ristrutturazione: il contenimento dei costi si è rivelato necessario alla luce del progressivo declino dei profitti dovuto a un sostanziale cambiamento dello scenario del mercato, consumer e enterprise, e a una serie di dispendiose acquisizioni, fra cui quella di Autonomy , che non hanno ottenuto i risultati sperati.

La divisione Enterprise Services , che HP prevede rappresenterà il 40 per cento del fatturato nel nuovo assetto aziendale e che conta ora 252mila lavoratori, sarà quella più colpita dai licenziamenti, con il taglio del 10-12 per cento dell’attuale forza lavoro, vale a dire dai 25mila ai 30mila dipendenti . Originata dall’ acquisizione di EDS , aveva portato HP ad un totale di 350mila dipendenti, nel corso degli anni sfoltiti di almeno 55mila posizioni. Mike Nefkens, a capo del comparto, ha comunicato che si prevede che entro il 2018 il 60 per cento dei dipendenti di questa divisione sarà delocalizzata in paesi in cui il costo del lavoro è basso, a fronte di una stima attuale del 42 per cento.

La divisione dedicata a PC consumer e stampanti , che conta ora circa 50mila dipendenti, da qui al 2018 subirà invece un taglio di 3.300 posti di lavoro , con 1200 licenziamenti nel corso del prossimo anno.

“Queste attività di ristrutturazione permetteranno di far fronte a dei costi più competitivi e sostenibili per la nuova Hewlett Packard Enterprise – ha dichiarato il CEO Meg Whitman – Abbiamo fatto una grande mole di lavoro negli ultimi anni per ridurre i costi e semplificare i processi e questi ultimi provvedimenti elimineranno il bisogno di ulteriori ristrutturazioni aziendali”. Gli analisti non se sono pienamente convinti .

Gaia Bottà

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  • M.R. scrive:
    Intanto...
    .... ....la gestione della memoria sui dispositivi APPLE è "fumosa" e manchevole.Quando attacchi i dispositivi al computer e apri Itunes lo spazio non si trova mai tra quello indicato dal telefono / tablet e quello indicato dal programma. C'è poi quella dannata voce "altro" che occupa svariati gigabyte su cui non hai alcun controllo e non puoi eliminare (a meno di jailbreack e acXXXXX root al dispositivo con installazioni di APP non certificate, ma potrei sbagliarmi). Sui dispositivi da 16Gb ogni byte è prezioso e la memosria diminuisce anche senza usarlo, figuriamoci esere costretti ad avere applicazioni che non ti servono e sei obbligato a mantenere (ad es APPLE WATCH e adesso CARPLAY e WALLET).In questo si possono dare tranquillamente la mano con Samsung e tutti i produttori che "personalizzano" il proprio SO farcendolo di ogni cosa inutile o meno (ma stà all' utente decidere se gli è utile o meno)
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