Il P2P è sovrano dell'upload

Più della metà del traffico globale in uscita è imputabile al P2P, ma gli utenti saziano la fame di contenuti anche presso altri banchetti. Ascesa o declino del file sharing?
Più della metà del traffico globale in uscita è imputabile al P2P, ma gli utenti saziano la fame di contenuti anche presso altri banchetti. Ascesa o declino del file sharing?

Sulla torta del traffico globale che scorre in rete rappresentata da uno dei fornitori di filtri di maggior successo incombe una consistente fetta nera: si tratta della percentuale di traffico imputabile al P2P. Domina sugli upload, regge nel download: il P2P è un’attività alla quale gli utenti non sanno rinunciare, ma si fanno largo alternative apprezzate in egual misura.

Fonte dello studio è Sandvine , controllore del traffico per provider che dispensano agli utenti banda che non sempre sono in grado di fornire. L’azienda ha preso in esame la portata del traffico che scorre in 18 paesi del mondo e ha tracciato una stima dell’uso che i netizen fanno della connettività messa a loro disposizione.

Le attività di navigazione sul web rappresentano l’incrollabile maggioranza, il 59 per cento del traffico giornaliero e il 64 per cento del traffico serale: gli utenti si muovono giorno e notte di link in link, il traffico ascrivibile al web browsing, dal pascolare fra foto e profili personali sui social network al frusciare felpato delle pagine dei giornali online. Un ammontare di traffico web nel quale è incluso lo streaming di contenuti sempre più ingombranti e capaci di mettere alla prova le infrastrutture più generose: lo streaming di contenuti video, lo sottolineavano ricerche rilasciate lo scorso anno, sta rubando la scena al P2P. “Le famiglie stanno trascorrendo sempre più del loro tempo libero delle ore serali intrattenendosi e comunicando con servizi come YouTube, Xbox Live e Skype” annuncia il CEO di Sandvine Dave Caputo: si tratta di un “importante cambiamento nel comportamento dei consumatori”.

traffico upstream Il downstream è dominio della navigazione Web, ma il P2P occupa comunque una sostanziale fetta della torta, oltre il 22 per cento. Nell’upstream è però il P2P a farla da padrone: il 61 per cento del traffico in upload consiste nei pacchetti che rimbalzano nelle reti decentrate per il file sharing. La mole del traffico generato dal P2P, suggerisce inoltre una ricerca di MultiMedia Intelligence rappresenta il 44 per cento del traffico globale , una mole di traffico che crescerà del 400 per cento nel giro di 5 anni contando anche sulla adesione di un’industria dei contenuti che abbraccerà il P2P come strumento distributivo .

Nei giorni scorsi una ricerca condotta da un altra azienda specializzata in soluzioni di filetring metteva in evidenza come il materiale condiviso attraverso i servizi di hosting rappresentasse per i netizen un’allettante alternativa al P2P: a confermarlo ci sono i dati Sandvine, che mostrano come i servizi di storage online si stiano facendo largo nelle percentuali di traffico, mantenendosi comunque sotto al 5 per cento sia nel upstream che nel downstream.

Nonostante Sandvine sia alla ricerca di clienti che sembrano languire , i dati rilasciati appaiono decisamente più moderati rispetto a quelli forniti da altre fonti che, tracciando le percentuali su parametri differenti, non esitavano, fino a una manciata di mesi fa, ad attribuire al P2P la responsabilità del 90 per cento del traffico. La cautela nel maneggiare i dati evidentemente resta d’obbligo.

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22 10 2008
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