La biometria a scuola è una realtà

Negli Stati Uniti sono mumerosi gli istituti scolastici che premono per l'introduzione di sistemi di identificazione biometrica. Alcuni progetti cozzano con le rivendicazioni dei cittadini. Altri sono già attivi

Roma – Schiere di giovani studenti in attesa del rancio scorrono il dito indice sui lettori biometrici: una procedura per ottimizzare i tempi e addebitare il costo dei pasti, per evitare classificazioni basate sulle agevolazioni di cui gli studenti fruiscono, per sopperire alla volatile memoria dei ragazzini, poco propensi a ricordare codici identificativi complessi.

Scanner di impronte nelle scuole È Time a raccontare del progetto prospettato da un istituto scolastico del Colorado, che, al pari di altre scuole americane, per risolvere intollerabili sprechi di tempo intendeva introdurre un sistema biometrico per il pagamento per l’affollatissima mensa. Sarebbe bastata una scansione generale delle impronte degli studenti ad inizio anno per supportare il lavoro dei dipendenti delle mense; sarebbe bastato un rapido passaggio del dito indice per proiettare sullo schermo del cassiere generalità e foto dello studente in attesa del pranzo, e tenere traccia delle consumazioni su un conto personale.

Ma l’insurrezione dei genitori è giunta inattesa. I dirigenti scolastici si sono stupiti della apprensione delle famiglie: del resto le informazioni riguardo agli studenti sono protette dalle leggi a tutela della privacy e sistemi biometrici sono già stati introdotti per gli scopi più disparati , dal controllo del regime alimentare dei piccoli studenti inglesi alla razionalizzazione dei tempi da dedicare ad appelli e contrappelli , dal prestito dei libri nelle biblioteche alla sorveglianza preventiva che possa supportare le indagini nel caso il cui il bimbo sia vittima di rapimenti.

Ma i dirigenti dell’istituto, costretti a bloccare il piano biometrico sul nascere, erano forse poco consapevoli del fervente dibattito in corso: forse non erano a conoscenza del fatto che alcuni stati americani ( Michigan , Illinois e Iowa ) e non pongono ostacoli all’avvento della società della sorveglianza scolastica, forse disconoscevano le rivendicazioni delle associazioni a difesa dei diritti dei cittadini che sembra stiano facendo vacillare persino la determinazione di uno stato dedito alla sorveglianza pervasiva come il Regno Unito .

È Digg a rilanciare l’interrogativo che si pone Time : “Le scuole dovrebbero raccogliere le impronte digitali dei vostri figli?”
C’è chi si schiera con decisione a favore del provvedimento. I fautori del “sì” ritengono che le preoccupazioni dei genitori siano ingiustificate, si affidano ad un quadro legislativo che ritengono capace di tutelare i dati dei minori da stato e mercato e non riescono ad immaginare scenari per cui orde di malintenzionati possano ambire a riciclare l’identità dei pargoletti.

C’è chi invece tenta di mediare, proponendo soluzioni meno invasive , che non riducano il corpo ad una password: codici identificativi semplici, schede personali da passare sui lettori ottici potrebbero garantire la stessa razionalizzazione dei tempi senza abdicare alla privacy dei ragazzi, senza costringerli a consegnare il dito indice a database spesso poco sicuri. Altri utenti tentano di sottolineare la differenze che differenziano i sistemi di identificazione basati sulle impronte digitali: esistono strumenti che traducono in codici hash il posizionamento di qualche decina di punti individuati sull’impronta, quanto basta per verificare la corrispondenza tra lo studente e il suo profilo, ma solo operando su database relativamente ristretti .

Altri sembrano non diffidare dei sistemi biometrici, quanto invece delle società che gestiscono i dati raccolti dalla scuole. Non è necessaria l’impronta digitale dello studente perché i database siano appetibili: contengono informazioni riguardo a consumi ed abitudini, contengono le generalità dell’individuo, quanto basta agli uomini del marketing per profilarlo, quanto basta allo stato per vaticinare il suo futuro.

Sono numerosi anche coloro che ritengono che i sistemi biometrici contribuiscano a creare un clima poco propizio per la crescita: finestre di sicurezza, cam di sicurezza, sistemi identificativi di sicurezza costringono i ragazzi a vivere in strutture che ricordano i penitenziari, monitorati come fossero criminali. Un’equa proporzionalità tra le misure tecnologiche e l’obiettivo di sveltire le pratiche scolastiche appare oggi quantomai rilevante.

Gaia Bottà

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  • isaia panduri scrive:
    Forse non tutti sanno che
    Il sito del Comune, dal 1997 ad oggi è stato costruito e gestito da una sola unica persona. Una.Sebbene oggi possa essere considerata "redazione" l'ufficio stampa del Comune, nessuno dei giornalisti mette le mani sul sito (ed invero non sarebbe cmq compito loro) e tutto il lavoro continua ad essere svolto dal solo e unico webmaster.Sia la precedente che l'attuale amministrazione non hanno mai potenziato nè la struttura tecnica nè l'organico, paventando di anno in anno nuove e mirabolanti novità che poi immancabimente NON hanno visto la luce...
  • Paolo Mori scrive:
    10 anni che non sembrano essere passati
    ma cos'e' questa notizia? uno scherzo di pessimo gusto?Sotto il profilo dell'accessibilita' e' un disastro, del codice, degli standard.Ma forse ho capito: per questo sito, 10 anni e' come se non fossero passati, usarlo ti riporta indietro al web del 1997
  • Giuffrolo scrive:
    Fuori dal tempo
    Secondo me il sito merita una citazione (positiva) per il fatto di aver precorso i tempi per l'informatizzazione delle informazioni relative ai comuni, rendendole disponibili su internet. Inoltre, merita una bella citazione (negativa) per non aver migliorato l'accessibilità delle stesse nel tempo (nella homepage c'è un calderone di link enorme). Ora che ha fatto 10 anni, credo sia il momento di ristrutturare il sito, magari fornendo DAVVERO servizi interattivi al cittadino.
  • Pinco Palla scrive:
    magma P.A. o giornalistico ??
    magma della pubblica amministrazione online ??Forse avete visto solo il sito del Comune di palermo !!!Dove sono i servizi ON-LINE ??Esistono moltissimni siti della pubblica amministrazione che meriterebbero una citazione, non questo !
    • donuorri scrive:
      Re: magma P.A. o giornalistico ??
      - Scritto da: Pinco Palla
      magma della pubblica amministrazione online ??
      Forse avete visto solo il sito del Comune di
      palermo
      !!!
      Dove sono i servizi ON-LINE ??
      Esistono moltissimni siti della pubblica
      amministrazione che meriterebbero una citazione,
      non questo
      !da palermitano, quoto in pieno. Non capisco proprio perché PI si occupi di fare "pubblicità" ad un sito del genere.Avranno anche iniziato nel 1997, ma dopo dieci anni non è cambiato niente! Dove sono questi servizi online di cui si parla? C'è solo una marea di pagine più o meno aggiornate (ci sono molte sezioni in cui le notizie risalgono al 2002-2003), senza alcuna interattività prevista.Sinceramente mi sembra una segnalazione del tutto fuor di luogo.PS: in basso c'è il contatore di shinystat: se dividete il numero di visite per 3650 (10 anni) viene una media visite di circa 2300 accessi al giorno, non 4000...
      • TADsince1995 scrive:
        Re: magma P.A. o giornalistico ??

        Avranno anche iniziato nel 1997, ma dopo dieci
        anni non è cambiato niente! Dove sono questi
        servizi online di cui si parla? Beh, è vero... In effetti è molto più utile engineerscorner che il sito del comune! ;)TAD
        • Fabrizio Mondo scrive:
          Re: magma P.A. o giornalistico ??
          - Scritto da: TADsince1995

          Avranno anche iniziato nel 1997, ma dopo dieci

          anni non è cambiato niente! Dove sono questi

          servizi online di cui si parla?

          Beh, è vero... In effetti è molto più utile
          engineerscorner che il sito del comune!
          ;)

          TADSono d'accordo.
  • Carlo scrive:
    Sarà ma ....
    Saranno pure pioneri, ma in 10 anni di vita neppure un miglioramento dal punto di vista dell'accessibilità del sito...
  • sam82 scrive:
    ma che brutto
    Forse 10 anni fa era un sito all'avanguardia... ma guardatelo ora! Solo pagine html e pdf, con una grafica che non definirei certo accattivante!
    • Link Inverse scrive:
      Re: ma che brutto
      - Scritto da: sam82
      Forse 10 anni fa era un sito all'avanguardia...
      ma guardatelo ora! Solo pagine html e pdf, con
      una grafica che non definirei certo
      accattivante!a palermo solo i ricchi hanno (e sanno cos'è) l'ADSL, il sito cosi e' perfetto per tutti i siciliani che girano ancora col 28.8
      • Siciliano scrive:
        Re: ma che brutto
        Ma tu sei di fuori, nemmeno sai che scrivi!
      • siciliano 2 scrive:
        Re: ma che brutto
        sei un imbecille. prima di parlare vieni in sicilia e guarda la situazione.nordista del cavolo
      • TADsince1995 scrive:
        Re: ma che brutto

        a palermo solo i ricchi hanno (e sanno cos'è)
        l'ADSL, il sito cosi e' perfetto per tutti i
        siciliani che girano ancora col
        28.8Ma non diciamo cavolate per favore!!! Ormai è diffusissimo! Se pagare 19 euro al mese è essere ricchi... E poi sono ormai molto poche le zone non coperte.TAD - http://tadlabs.wordpress.com
    • Letargico scrive:
      Re: ma che brutto
      - Scritto da: sam82
      Forse 10 anni fa era un sito all'avanguardia...
      ma guardatelo ora! Solo pagine html e pdf, con
      una grafica che non definirei certo
      accattivante!Scommetto che però se si tratta del sistema operativo windows, la grafica accattivamente di Vista diventa una cosa da deridere!
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