La telefonia mobile è sempre più open

L'apertura all'open source da parte di Android e di Symbian definisce un trend in cui si inseriscono molte realtà, interessate a tutte le applicazioni per telefonini e smartphone

Roma – Definire “movimentato” il settore della telefonia mobile è decisamente un eufemismo. Chi parte per primo con un’idea, in men che non si dica si ritrova alle spalle almeno un inseguitore. L’App Store di Apple ha tre mesi di vita e già stanno arrivando lo store per Android e quello per i BlackBerry . Android apre all’open source? Ok, dice Nokia, lo stiamo facendo anche noi.

In realtà il colosso finlandese lo ha annunciato da mesi : la transizione di Symbian all’open source è in corso di sviluppo, come ha confermato la stessa Nokia a Londra al Symbian Smartphone Show , mentre Kris Rinne, vicepresidente di AT&T ha svelato che presto vedrà la luce una nuova Symbian Foundation , con una spiccata vocazione dell’open source e l’obiettivo di rendere disponibile una nuova piattaforma per smartphone entro giugno 2010.

Dal forte di Redmond, Microsoft non sembra intenzionata a cedere dalla propria posizione proprietaria. Eppure l’intreccio tra la telefonia mobile e l’open source si fa sempre più fitto: a bordo dei cellulari vuole salire anche il mondo Mozilla, con Fennec che è giunto alla sua prima alpha pubblica , mentre Opera non sta certo a guardare .

Sistemi operativi e browser non sono gli unici a volersi aprire: anche per applicazioni come OpenOffice sono all’opera i cantieri per la realizzazione di una versione mobile e Funambol , provider di servizi push email, è pronto a scommettere su una piattaforma – ovviamente open – che costituisca una valida alternativa alla soluzione offerta dai BlackBerry di RIM e a MobileMe di iPhone. La soluzione di Funambol si chiama Open Source MobileWe

Dario Bonacina

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  • attilio scrive:
    io lo so da mo
    vecchia storia, io ormai è da anni che mi faccio le radiografie direttamente a casa o in ufficio, aggiornatevi
  • Orfheo scrive:
    Costo.
    Credo che la domanda giusta qui sia ... "quanto costa?" attualmente un apparecchiatura per raggi X ... diciamo da "dentista"?Da quello che ho visto ... con questa tecnica ... usando per esempio un rotolo continuamente "spalmato" di colla, e arrotolato a "nastro di moebius" (come i vecchi nastri delle ormai obsolete macchine da scrivere), si potrebbe ottenere un apparato "molto" meno costoso.La pompa a vuoto non c'e' bisogno di venderla, una volta fatto il vuoto, l'aggeggio puo' funzionare per un tempo molto lungo.Orfheo.
    • luca scrive:
      Re: Costo.
      Penso sia piu' economico il caro vecchio tubo a vuoto con anodo e catodo. I motivi del costo penso che siano piuttosto da ricercare nella necessita' di quantita ben calibrate di raggi X e per periodi ben calibrati.Un simile sistema meccanico per la produzioe di raggi X sarebbe sicuramente molto piu' complesso e quindi costoso.
      • Orfheo scrive:
        Re: Costo.
        Puo' essere. Difficile da dire cosi' su due piedi.Ho avuto la sensazione che la "dose" di raggi X dipenda essenzialmente dalla velocita' di srotolamento (l'energia fornita al sistema alla fine) e la durata dal tempo per il quale si srotola.Ma e' possibile che eseguire una "calibrazione" accurata su un sistema "meccanico" potrebbe essere piu' costoso.Orfheo.
  • luca scrive:
    Le macchine a raggi X non sono radiotive
    Come hanno gia altri espresso ribadisco il concetto che le macchine ospedaliere per i raggi X non contengono nessuna sostanza radioattiva ma producono i raggi X tramite per semplificare una sorta di tubo catodico dal funzionamento in parte simile a quello di un comune vecchio TV CRT.Non per niente tutti i vecchi televisori emettono raggi X che vengono pero' schermati dal pesante vetro al piombo anteriore.Ribadisco che sarebbe sempre meglio informarsi accuratamente prima di scrivere su testate ad ampia tiratura, sia pure solo online.I materiali radiottivi in ospedale sono presenti per altri scopi e dove necessari non sono sicuramente sostituibili da nessuna possibile evoluzione di questa scoperta.Cordiali saluti.
  • Salvatore Critello scrive:
    raggi X
    Salve amici sono uno studente T.S.R.M. e leggendo questa notizia ho riscontrato una inesattezza nel seguente brano:"Emergono, da questa esperienza, due aspetti rilevanti: il primo è la possibilità di produrre raggi X in modo economico e sicuro, in quanto non occorrerebbe più costruire macchine in cui siano contenute sorgenti fortemente radioattive, che necessitano di particolari attenzione sia per la manipolazione che per la manutenzione."I raggi X non vengono prodotti da sorgenti radioattive ma da un tubo catodico cioè un'ampolla di vetro (all'interno della quale viene creato il vuoto spinto) che contiene un anodo e un catodo. Il passaggio di corrente elettrica dal catodo all'anodo genera i raggi X a causa di un fenomeno fisico chiamato Bremsstrahlung. Perciò per semplificare si può dire che è la corrente elettrica (a tensioni elevate) che crea i raggi X e non una sostanza radioattiva. La sorgente dei raggi X perciò non emette radiazioni naturali ma soltanto radiazioni artificiali la cui produzione, in medicina, è sotto il controllo e la responsabilità dei T.S.R.M. che decidono la quantità, la potenza e la durata delle radiazioni.Spero di aver dato un contibuto positivo. Vi leggo da anni e siete indispensabili :-)Vi auguro buon lavoro
    • Cobra Reale scrive:
      Re: raggi X
      Non sono un esperto in materia di raggi Röntgen (al contrario di te) ma mi sembrava strano che fossero necessari dei materiali radioattivi per produrre quelle radiazioni. Il tuo post capita al momento giusto, perché volevo chiedere: è vero che anche le normali lampade fluorescenti (volgarmente dette "al neon" anche sareppe più giusto chiamarle "all'argo") sono in grado di emettere radiazioni? I miei dubbi derivano dal fatto che esse sono basati su un principio simile a quello dei tubi catodici dei vecchi schermi a cinescopio, ed è risaputo che i cinescopi emettono raggi Röntgen (nonostante i cinescopi più moderni abbiano uno strato protettivo che riduce le emissioni). A proposito: non capisco come mai nel manuale d'istruzioni in Italiano del mio vecchio televisore Sony black trinitron si parla solo di raggi Röntgen anziché di raggi X... non era meglio se specificavano che sono la stessa cosa?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 25 ottobre 2008 00.19-----------------------------------------------------------
      • salvatore critello scrive:
        Re: raggi X
        mi scuso per l'enorme ritardo di questa risposta ma spero possa cmq essere utile. Per quanto riguarda le lampadine nn sono preparato sull'argomento. Sicuramente anche se si producono radiazioni non sono da considerare raggi x. Come ho scritto nel precedente post per produrre radiazioni X sono necessarie tensioni elevate, per l'esattezza almeno 10kV (10.000 volt). E' da tenere presente che per una radiografia ad una mano si usano 40-45 kV. Non è possibile creare raggi X con tensioni inferiori.
    • 101001 scrive:
      Re: raggi X
      - Scritto da: Salvatore Critello
      I raggi X non vengono prodotti da sorgenti
      radioattive ma da un tubo catodico cioè
      un'ampolla di vetro (all'interno della quale
      viene creato il vuoto spinto) che contiene un
      anodo e un catodo. Il passaggio di corrente
      elettrica dal catodo all'anodo genera i raggi X a
      causa di un fenomeno fisico chiamato
      Bremsstrahlung. Perciò per semplificare si può
      dire che è la corrente elettrica (a tensioni
      elevate) che crea i raggi X e non una sostanza
      radioattiva.Quindi se:1. Anche questo esperimento si fa nel vuoto. 2. I fenomeni elettrostatici col nastro adesivo mi sembrano noti.Allora stai a vedere che l'unica cosa che fa il nastro adesivo è produrre elettricità e il contenitore a vuoto fa il resto? La scoperta dell'acqua calda?
  • Guido Angeli scrive:
    anche lo zucchero
    se si pesta un granello di zucchero, risulta debolmente luminoso, vi risulta?
    • de rerum naturae scrive:
      Re: anche lo zucchero
      Confermo: più che pestarlo basta masticare lo zucchero in una stanza buia (chi ci riesce...) ed osservarsi allo specchio
  • Sutek scrive:
    Lo fa anche il nastro da pacchi
    Anche il comune nastro da pacchi ed in presenza di aria fà il medesimo effetto, che peraltro risulta ben visibile al buio.Spero che un amico che lavora in un laboratorio di fisica mi consenta di fare una misurazione. La cosa è interessante e l'avevo notata da molti anni ma non supponevo trattarsi di raggi X.Saluti ionizzanti
  • Enjoy with Us scrive:
    Altro che i cellulari!
    Avete capito gente? Altro che le radiazioni elettromagnetiche dei cellulari, qui bisogna stare attenti a come si applica lo scotch! Mi immagino già le varie richieste per malattia professionale dei vari magazzinieri/spedizionieri! Ci obbligavano a chiudere le scatole con il nastro da imballaggio e senza alcuna protezione di piombo!A parte gli scherzi, una scoperta davvero interessante!
  • dany13 scrive:
    Produzione Raggi X per Radiografie
    Se lo scopo è trovare un altro sistema per produrre raggi x per radiografie da diagnostica, faccio notare che le radiografie negli ospedali NON si eseguono mediante sorgenti radioattive ma bensì attraverso tubi a vuoto radiogeni che sfruttano l'emissione di raggi x per bremsstrahlung.In ogni caso il fenomeno sembra interessante, può essere di tipo simile ai raggi x generati dai generatori di Van Der Graff?
    • Joliet Jake scrive:
      Re: Produzione Raggi X per Radiografie
      Fico! Mi sono sempre piaciuti! Pawn Hearts è un ottimo album...http://it.wikipedia.org/wiki/Van_der_Graaf_Generator :D
  • Cobra Reale scrive:
    Domanda
    Qusto sistema dovrebbe consentirci di produrre ragi X in modo più economico e sicuro, ma... sbaglio, o i raggi X sono pericolosi di per sé, quindi è bene non esagerare con le radiografie?
    • Sbisolo scrive:
      Re: Domanda
      Certo che i raggi pericolosi possono essere pericolosi: sono radiazioni ionizzanti quindi potenzialmente possono causare tumori o altre alterazioni nell'organismo. Si cercano sempre nuovi modi per ridurre la quantità di raggi X necessari per le radiografie e comunque anche in questo caso si fa un discorso costi/benefici (se permettono di individuare una malattia mortale con buona probabilità, sicuramente può valer la pena di avere una piccolissima probabilità di causarne un'altra).
    • Francesco Pizzetti scrive:
      Re: Domanda
      si i raggi X sono "pericolosi"il punto è il fenomeno per il quale vengono generati che èda approfondire.
    • Massi cadenti scrive:
      Re: Domanda
      - Scritto da: Cobra Reale
      Qusto sistema dovrebbe consentirci di produrre
      ragi X in modo più economico e sicuro, ma...
      sbaglio, o i raggi X sono pericolosi di per sé,
      quindi è bene non esagerare con le
      radiografie?Esatto: come i raggi UV, i raggi gamma e le particelle alfa e beta, sono al di sopra del limite oltre il quale inizia la ionizzazione e quindi possono modificare le strutture molecolari delle cellule dei tessuti umani. L'esposizione ripetuta o prolungata può quindi alterare il DNA dei tessuti causando tumori, leucemie e malattie genetiche più o meno gravi.
    • Magenta scrive:
      Re: Domanda
      Non sbagli ma questa notizia non ti invita da ora a esagerare con le radiografie, riguarda il modo di produrre i raggi x, non l'uso che ne fai.Non e' che se trovi un modo piu' facile di fare qualcosa precedentemente difficile, allora devi necessariamente abbondare.
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