L'indice Winklevoss per il Bitcoin

I gemelli, già noti al pubblico per l'affaire Facebook, puntano alla valutazione unica della crittomoneta. Offrendo la propria credibilità per mettere in piedi un cambio ufficiale

Roma – I gemelli Winklevoss hanno proposto un indice per stabilire in via ufficiale il tasso di cambio della crittovaluta Bitcoin, il loro “Winkdex”.

La Winklevoss Capital, la società fondata dai gemelli Tyler e Cameron Winklevoss con i 65 milioni di dollari guadagnati dalla pace legale con il colosso Facebook, aveva esordito finanziando il social network per investitori SumZero , fondato nel 2008 dai loro ex-colleghi di Harvard Divya Narendra e Aalap Mahadevia.

Nel complicato mercato legato alla moneta crittografica, che lungo il suo percorso di affermazione è alle prese con l’eccessiva volatilità, i giudizi delle singole autorità nazionali ed i problemi di sicurezza dei suoi exchange, i gemelli avevano poi già esordito costituendo un proprio fondo di investimenti in Bitcoin per cui hanno avviato la procedura per la quotazione in Borsa e che di fatto porterà sul mercato azionario ufficiale la questione dei Bitcoin.

Così, mentre gli utenti dell’exchange Mt. Gox protestano per la sparizione dei loro soldi, proprio pensando alla necessità di una valutazione ufficiale di Bitcon, per evitare che una variazione a seconda dell’exchange cui si fa riferimento possa comprometterne stabilità e – di conseguenza – affidabilità, gli ex compagni di università di Mark Zuckerberg hanno pensato di lanciare la proposta di un tasso di cambio ufficiale unificato.

Claudio Tamburrino

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  • Serendipipi scrive:
    Dubbi
    Con tutti i problemi che affliggono Internet, con le questioni di sicurezza portate alla luce dai recenti scandali, e con le disfunzionalità di connessione italiesi, la vedo dura che Microsoft o Google sfondino in italia.Sicuramente a livello professionale non saranno in molti a mettersi nelle mani delle troppe variabili implicate in questo sistema.Non conto i ragazzini, futuri adulti che faranno le loro "scelte" sulla base di ciò che sarà.
    • pallino pinco scrive:
      Re: Dubbi
      ma che dici... ormai dropbox a livello professionale ha sostituito le penne usb, che ora sono considerate improvvisamente vecchie come lo furono i floppy qualche anno fa. E Microsoft ha il grande vantaggio di office, quindi ha tutte le possibilità di sfondare
      • Serendipipi scrive:
        Re: Dubbi
        Mi baso sull'esperienza del mio studio e di tutti quelli con cui sono in contatto, che sono molti e sparsi nel mondo.Lavoro in uno studio di ingegneria e si, usiamo OneDrive, DropBox e Google Drive, ma solo per mettere file fortemente criptati che condividiamo con altri studi.Non ci passa nemmeno per l'anticamera della mente di lavorare online sui documenti, per i motivi che ho esposto.Lavoriamo anche con il Cad, ed anche con quello evitiamo di fare lavori condivisi: abbiamo scoperto che, oltre al problema riservatezza dei documenti (non ci fidiamo affatto della rassicurazioni politiche dei fornitori di servizi, vedi i continui furti di dati che queste multinazionali subiscono) abbiamo visto che risulta ancora più semplice il vecchio scambio di file.Ogni tanto, per problemi di connessione, dobbiamo (devono) ricorrere al corriere o al pony express che consegna la chiavetta.Siamo alla preistoria dell'informatica, costruita sugli errori di clienti e fornitori, che pagano per essi.Noi non abbiamo nessuna intenzione di fare da cavie; quando saremo in fase storica vedremo cosa fare.
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