Microsoft: sì per la vendita di software a Huawei

Da Washington il via libera alla vendita di software da parte di Microsoft alla cinese Huawei, nonostante la questione legata al ban.
Da Washington il via libera alla vendita di software da parte di Microsoft alla cinese Huawei, nonostante la questione legata al ban.

Microsoft potrà continuare a fare affari con Huawei. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha concesso al gruppo di Redmond l’autorizzazione a fornire software al partner cinese da impiegare nei suoi prodotti e servizi, nonostante l’inclusione di quest’ultimo nella Entity List di Washington.

Microsoft: via libera dagli USA al business con Huawei

In termini concreti, Microsoft potrà continuare a fornire a Huawei le licenze di Windows 10 necessarie alla commercializzazione di soluzioni server e laptop con il sistema operativo preinstallato, così come quelle del pacchetto Office per la produttività. Di seguito, in forma tradotta, la dichiarazione attribuita a un portavoce di Microsoft e riportata sulle pagine di Bloomberg.

Il 20 novembre il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha accolto la richiesta di Microsoft per la licenza necessaria alla fornitura di software destinati al mercato di Huawei. Apprezziamo la risposta dell’autorità alla nostra domanda.

Nei mesi scorsi si è parlato dell’arrivo di un MateBook con piattaforma Deepin Linux. Si è trattato con tutta probabilità di una mossa preventiva da parte di Huawei, così da poter contare su un piano B nel caso in cui fosse risultato impossibile installare Windows 10 sui portatili commercializzati. Un po’ come avvenuto con la presentazione di HarmonyOS che, sebbene almeno in un primo momento non sia destinato a sostituire Android, è sviluppato in modo da poter essere eseguito anche sui dispositivi mobile nel caso di un’interruzione forzata della partnership con Google.

A fine maggio, a pochi giorni dall’annuncio del ban, la linea MateBook è scomparsa dallo store ufficiale di Microsoft, per poi tornare in vendita nella seconda metà di giugno a quasi un mese di distanza.

Fonte: Bloomberg
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