Tre giorni fa è stato inviato alla SEC (Securities and Exchange Commission) degli Stati Uniti il documento (form S-1) che conferma l’intenzione di presentare una IPO (offerta pubblica iniziale). Secondo The Information, la quotazione in Borsa di OpenAI potrebbe essere posticipata al 2027. L’azienda californiana lascerebbe spazio ai concorrenti SpaceX e Anthropic.
OpenAI punta all’auto-miglioramento ricorsivo
OpenAI ha annunciato l’invio della documentazione in forma confidenziale per anticipare eventuali fughe di notizie. L’azienda ha scelto la stessa strategia di Anthropic, a differenza di SpaceX, quindi non ha fornito nessun dettaglio. Nel comunicato ufficiale è scritto:
Non abbiamo ancora deciso le tempistiche. Potrebbe volerci un po’ di tempo perché ci sono cose che vogliamo fare che probabilmente saranno più semplici come società privata. Ma si tratta di una serie complessa di compromessi e questo ci dà la possibilità di quotarci in Borsa prima, se alla fine si rivelerà la scelta migliore.
Non è noto quanti soldi intende raccogliere con l’IPO ma, in base alle ultime indiscrezioni, l’obiettivo è raggiungere una valutazione di 1.000 miliardi di dollari (attualmente è circa 852 miliardi di dollari).
In base al messaggio inviato dal CEO Sam Altman ai dipendenti, la quotazione in Borsa potrebbe avvenire nel 2027. Una delle cose che avrebbe conseguenze sull’IPO è lo sviluppo di modelli AI che possono creare autonomamente nuovi modelli AI. Questo processo è noto come auto-miglioramento ricorsivo (descritto recentemente da Anthropic). Il CEO ha inoltre comunicato che verrà presto lanciata un’offerta pubblica di acquisto al prezzo attuale delle azioni (687,69 dollari).
OpenAI investe miliardi di dollari nella costruzione di nuovi data center. Dato che i costi superano le entrate (nonostante ChatGPT sia il chatbot più utilizzato in assoluto), il rischio per gli investitori è sicuramente maggiore. I capitali delle società di investimento potrebbero finire nelle casse di Anthropic e SpaceX che, a differenza di OpenAI, generano profitti.
L’azienda guidata da Sam Altman deve inoltre fronteggiare un lungo elenco di denunce, l’ultima delle quali è stata presentata dal Procuratore Generale della Florida. OpenAI ha vinto la causa contro Elon Musk, ma lo scontro proseguirà in appello. Il CEO ha ribadito pochi giorni fa che l’obiettivo di OpenAI è realizzare una AGI (intelligenza artificiale generale) a beneficio di tutta l’umanità.