Stadia: come giocheremo con la rete in Italia?

Prendendo in considerazione lo stato attuale delle connessioni Internet in Italia, riusciremo a giocare con il cloud gaming di Stadia?
Prendendo in considerazione lo stato attuale delle connessioni Internet in Italia, riusciremo a giocare con il cloud gaming di Stadia?

Tra le domande ancora rimaste senza risposta in merito a Stadia, la piattaforma di Google per il cloud gaming, c’è quella relativa alla connessione Internet necessaria per poter giocare senza lag né rallentamenti. Premesso che una buona velocità in download non sarà l’unico requisito (il ping risulterà estremamente importante), proviamo a far riferimento alle poche informazioni oggi disponibili per capire se anche in Italia si potrà accedere al servizio senza difficoltà oppure se il nostro paese ancora non è pronto per quella che si prospetta come un’innovazione per l’intero mondo videoludico.

Stadia in Italia: riusciremo a giocare?

Durante la fase di test andata in scena alla fine dello scorso anno, che ha consentito di giocare ad Assassin’s Creed Odyssey all’interno del browser Chrome, ai partecipanti erano richiesti 25 Mbps. Allora la piattaforma era nota con il nome in codice Project Stream. Teniamo questo valore come riferimento e ritocchiamolo verso l’alto fino a 30 Mbps per capire se il nostro paese dispone di tutte le carte in regola per accogliere Stadia. Possiamo ipotizzare che lo stesso discorso varrà per xCloud di Microsoft, servizio concorrente che il gruppo di Redmond annuncerà nel mese di giugno all’E3 2019.

L’analisi della propria specifica situazione va fatta partendo dalle informazioni che i vari operatori garantiscono. Che sia la fibra Wind, un’offerta Fastweb o una alternativa Eolo, soltanto le garanzie dei singoli operatori possono fotografare la realtà in modo capillare. Tuttavia grazie all’Autorità Garante per le Comunicazioni è possibile saperne qualcosa di più, così da intuire quale possa essere l’impatto di Stadia sull’Italia e quale la propria personale esperienza con il servizio.

30 Mbps, dove in Italia?

Lo strumento di cui disponiamo per fotografare lo stato della connettività in Italia è quello messo online da AGCOM. La Broadband Map gestita dall’Autorità e consultabile all’indirizzo maps.agcom.it sotto la voce Reportistica permette con un rapido sguardo di capire quali regioni e province sono raggiunte da connessioni a banda larga di rete fissa da almeno 30 Mbps in download. Sintetizzando, nelle aree colorate di verde scuro oltre il 65% delle famiglie o abitazioni sono coperte da un accesso a Internet con tale velocità, in quelle verde chiaro la quota scende a 50%-65%, in quelle arancio al 35%-50% e infine in quelle rosse precipita nel range 0%-35%. Nel momento in cui viene scritto e pubblicato questo articolo le informazioni sono aggiornate al 9 febbraio 2019.

La connettività in Italia

Effettuiamo uno zoom e andiamo a concentrare l’attenzione sul nord, dove le criticità si concentrano nella Valle d’Aosta, in uno spicchio di Piemonte e nella parte più settentrionale del Veneto.

Le connessioni Internet in Italia oltre i 30 Mbps

Spostandoci verso il centro del paese, le difficoltà emergono in alcune parti di Lazio, Abruzzo e Molise.

Le connessioni Internet in Italia oltre i 30 Mbps

La situazione migliora decisamente al sud.

Le connessioni Internet in Italia oltre i 30 Mbps

Infine uno sguardo alla Sardegna, dove le criticità emergono in prossimità della costa orientale e di quella occidentale.

Le connessioni Internet in Italia oltre i 30 Mbps

I valori sono ovviamente da considerare indicativi e frutto di una calcolo che tiene in considerazione la media registrata nelle diverse zone. Alla definizione delle performance di ogni linea contribuiscono numerosi altri fattori come la distanza dalla centrale, la tecnologia impiegata e la qualità dell’impianto in dotazione all’utente.

Tornando a Stadia, spunto per dare uno sguardo allo stato delle connessioni Internet italiane, possiamo stimare che una buona parte dei nostri connazionali sembra disporre di tutto ciò che serve per accogliere il cloud gaming. Altri dovranno invece con tutta probabilità attendere tempi migliori.

Come Netflix, ma per i giochi

Non è da escludere che Google possa ricorrere ad algoritmi in grado di adattare la qualità del flusso audio-video trasmesso per giocare in streaming, magari in modo dinamico, riducendo la risoluzione del segnale a 1080p o 720p così da evitare rallentamenti, lag o problemi di buffering. Un po’ come già avviene, ad esempio, con piattaforme come Netflix, che nel caso di un calo della banda disponibile abbatte temporaneamente la definizione delle immagini evitando blocchi nella visione dei contenuti.

In sede di presentazione è stato confermato che il servizio di bigG sarà in grado di arrivare al formato 4K e a un framerate di 60 fps. Si è accennato anche al supporto per l’8K, ma in futuro. Ulteriori informazioni ufficiali su Stadia saranno rese note nel corso dell’estate: tra gli altri nodi ancora da sciogliere quelli legati al prezzo dell’abbonamento da sottoscrivere, al catalogo dei giochi e ai dispositivi mobile compatibili.

Precisiamo in chiusura che, sebbene il lancio sia previsto entro l’anno, l’Italia non è stata confermata nell’elenco dei paesi che accoglieranno la piattaforma fin da subito, anche se la pagina ufficiale è già stata localizzata nella nostra lingua: Google ha parlato esplicitamente di Stati Uniti, Canada, Regno Unito ed Europa, senza però far riferimento ai singoli territori del vecchio continente.

Fonte: AGCOM
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