Surface RT, denuncia per Microsoft

Uno studio legale avvia una class action che raccoglie i proprietari di azioni Microsoft: le comunicazioni diffuse dalla corporation in merito al suo discusso gadget con CPU ARM sarebbero state erronee

Roma – Microsoft non è mai stata particolarmente chiara sul numero di sistemi Surface RT venduti, e ora questa mancanza di chiarezza ha dato origine a una class action contro la corporation a opera dello studio legale Robbins Geller Rudman & Dowd.

Surface RT Non è la prima volta che Surface RT si trova al centro di una contesa legale , anche se le accuse sono potenzialmente molto gravi visto che Microsoft è chiamata a rispondere delle sue dichiarazioni presunte “materialmente false e ingannevoli riguardanti le performance finanziarie” del tablet-convertibile con CPU ARM e sistema operativo a piastrelle (Windows RT).

La class action è aperta alla partecipazione di chi ha acquistato azioni Microsoft fra il 18 aprile e il 18 luglio, periodo temporale nel quale le “dichiarazioni ingannevoli” avrebbero nascosto la reale portata finanziaria della commercializzazione di Surface RT ad azionisti e investitori. Alla fine, come si sa, il costo delle unità Surface RT invendute e lasciate a marcire nei magazzini è ammontato a 900 milioni di dollari .

Lo studio legale del Massachusetts che ha avviato la class action – e che si fa vanto di essere specializzato in questo genere di iniziative – chiama direttamente in causa i più alti livelli del management di Microsoft, inclusi il CEO Steve Ballmer, l’ex-CFO Peter Klein, il vice-presidente Frank Brod e Tami Reller della divisione Windows.

Alfonso Maruccia

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  • Paul scrive:
    imperi e umanità
    Non mi stupisco, da sempre gli imperi si sono costruiti sulle schiavitù, più a meno accentuate. Il lavoro sarà sempre più merce rara in Italia che come al solito pensiamo in piccolo. L'immigrazione ci porta sì schiavi ma utilizzati in campagna, nelle pizzerie, in qualche fabbrichetta..., (ovviamente in buona parte in nero) senza contare l'enorme aumento della criminalità. Mi vien da pensare che su imperi che si ergono altri si estinguono. Avete dati sulla natalità italiana?
    • Brusco scrive:
      Re: imperi e umanità

      Mi vien da pensare che su imperi che si ergono
      altri si estinguono. Avete dati sulla natalità
      italiana?L'impero italiano è stato proclamato dall'allora capo del governo il 9 maggio 1936, ma durò solo fino al 1941. :In ogni caso, secondo i dati OCSE, il tasso di natalitá in Italia è del 9,1 %. Sotto di noi ci sono fra gli altri Germania, Taiwan e Giappone.
  • spettacolar e scrive:
    video che spiega tutto
    http://www.youtube.com/watch?v=b-fUc3AciuE
    • Guarda che stronzata scrive:
      Re: video che spiega tutto
      Senza offesa ma...il video è una vera e propria cagata ! Ma come si fa a postare roba del genere? Ma nuoooooooooo!!! MA che grandissima C A G A T A!!!!!
  • Claudio scrive:
    UE e Dazi
    L'unione europea nasce per liberare il mercato interno, inizialmente con soli 6 paesi, e limitatamente a carbone, ferro e acciaio, poi la nascita della CEE a 12 con liberazione del passaggio di tutte le merci e di tutti i cittadini e parliamo di appena 29 anni fa.Questo vantaggio l'Europa lo ha avuto solo per qualche hanno perché poi con la spinta delle lobby sono state tolti tutti i dazi anche per le merci verso l'Europa. E così è nato il mercato Asia-Europa e la fine della manodopera locale. L'Unione Europea deve imporre Dazi altissimi, tanto alti da imporre tutti di produrre all'interno dell'UE, sia alle aziende europee che a quelle extracomunitarie, Stati Uniti e Canada compresi, materie prime escluse (gas, petrolio, ecc).
    • lavos scrive:
      Re: UE e Dazi
      Otterresti solo un aumento del costo della vita, peggiorando la situazione.
      • FAPFAP scrive:
        Re: UE e Dazi
        - Scritto da: lavos
        Otterresti solo un aumento del costo della vita,
        peggiorando la
        situazione.Non credo. Non su produzioni in scala industriale.Ed in ogni caso, a lungo andare, questa situazione ci porterà a non essere un mercato appetibile perché composto da miserabili. Sta già succedendo in realtà.
    • Miani scrive:
      Re: UE e Dazi

      L'unione europea nasce per liberare il mercato
      interno, Caso mai liberalizzare, nel senso di togliere barriere doganali o di altro tipo alle merci. "Liberare" significa un'altra cosa.
      inizialmente con soli 6 paesi, e
      limitatamente a carbone, ferro e acciaio, poi la
      nascita della CEE a 12 con liberazione del
      passaggio di tutte le merci e di tutti i
      cittadini Veramente l'allargamento è più graduale: 1973, tre membri in più; 1981, 1 membro in più; 1986, 2 membri in più, e solo qui siamo a 12 Stati.L'unione doganale era già stata decisa per la maggior parte dei prodotti fin dal 1968.
      e parliamo di appena 29 anni
      fa.1984? Che è sucXXXXX alla CEE di particolare nel 1984? Mi sfugge.
      Questo vantaggio l'Europa lo ha avuto solo per
      qualche hanno Sì, nell'istruzione elementare non c'è stato alcun vantaggio. Anzi, un regresso. :@
      L'Unione Europea deve imporre Dazi altissimi,
      tanto alti da imporre tutti di produrre
      all'interno dell'UE, sia alle aziende europee che
      a quelle extracomunitarie, Stati Uniti e Canada
      compresi, materie prime escluse (gas, petrolio,
      ecc).Bene, scrivi una lettera ai responsabili UE e diglielo. Iniziando così: "Dal prossimo hanno...".
    • collione scrive:
      Re: UE e Dazi
      perchè dici che i dazi non ci sono? io ho comprato spesso roba elettronica in Cina e i dazi si aggirano intorno al 40%roba da spennare i polli!!!
    • MacGeek scrive:
      Re: UE e Dazi
      - Scritto da: Claudio
      L'unione europea nasce per liberare il mercato
      interno, inizialmente con soli 6 paesi, e
      limitatamente a carbone, ferro e acciaio, poi la
      nascita della CEE a 12 con liberazione del
      passaggio di tutte le merci e di tutti i
      cittadini e parliamo di appena 29 anni
      fa.
      Questo vantaggio l'Europa lo ha avuto solo per
      qualche hanno perché poi con la spinta delle
      lobby sono state tolti tutti i dazi anche per le
      merci verso l'Europa. E così è nato il mercato
      Asia-Europa e la fine della manodopera locale.
      L'Unione Europea deve imporre Dazi altissimi,
      tanto alti da imporre tutti di produrre
      all'interno dell'UE, sia alle aziende europee che
      a quelle extracomunitarie, Stati Uniti e Canada
      compresi, materie prime escluse (gas, petrolio,
      ecc).Esatto. L'errore primario è aver tolto i dazi. Ovvio che in un mercato globalizzato la produzione si sposta dove la manodopera del lavoro costa meno.Non dico che debbano essere 'altissimi' (altrimenti finisci come l'ex-blocco comunista). Però dovrebbero essere ADEGUATI. Adeguati abbastanza da far si che convenga alle aziende produrre localmente la maggior parte dei beni, senza uccidere del tutto l'export (perché se tu metti un dazio elevato da una nazione, quella fa lo stesso con te).Invece qui si è sbracato tutto con il risultato di portarci in una spirale recessiva probabilmente senza uscita.
      • Luke1 scrive:
        Re: UE e Dazi
        Inutile continuare a fossilizzarsi sul costo della manodopera: l'automazione crescente renderà irrilevante questo fattore. Meglio puntare su ricerca e sviluppo: il continente con la migliore tecnologia vince.- Scritto da: MacGeek
        - Scritto da: Claudio

        L'unione europea nasce per liberare il
        mercato

        interno, inizialmente con soli 6 paesi, e

        limitatamente a carbone, ferro e acciaio,
        poi
        la

        nascita della CEE a 12 con liberazione del

        passaggio di tutte le merci e di tutti i

        cittadini e parliamo di appena 29 anni

        fa.

        Questo vantaggio l'Europa lo ha avuto solo
        per

        qualche hanno perché poi con la spinta delle

        lobby sono state tolti tutti i dazi anche
        per
        le

        merci verso l'Europa. E così è nato il
        mercato

        Asia-Europa e la fine della manodopera
        locale.

        L'Unione Europea deve imporre Dazi altissimi,

        tanto alti da imporre tutti di produrre

        all'interno dell'UE, sia alle aziende
        europee
        che

        a quelle extracomunitarie, Stati Uniti e
        Canada

        compresi, materie prime escluse (gas,
        petrolio,

        ecc).

        Esatto. L'errore primario è aver tolto i dazi.
        Ovvio che in un mercato globalizzato la
        produzione si sposta dove la manodopera del
        lavoro costa
        meno.

        Non dico che debbano essere 'altissimi'
        (altrimenti finisci come l'ex-blocco comunista).
        Però dovrebbero essere ADEGUATI. Adeguati
        abbastanza da far si che convenga alle aziende
        produrre localmente la maggior parte dei beni,
        senza uccidere del tutto l'export (perché se tu
        metti un dazio elevato da una nazione, quella fa
        lo stesso con
        te).

        Invece qui si è sbracato tutto con il risultato
        di portarci in una spirale recessiva
        probabilmente senza
        uscita.
        • MacGeek scrive:
          Re: UE e Dazi
          - Scritto da: Luke1
          Inutile continuare a fossilizzarsi sul costo
          della manodopera: l'automazione crescente renderà
          irrilevante questo fattore. Meglio puntare su
          ricerca e sviluppo: il continente con la migliore
          tecnologia
          vince.Se la fabbrica che produce l'iPhone (e altri oggetti elettronici), che è il top della tecnologia ed è prodotto in altissima serie da milioni di pezzi, ha una forza lavoro di 1 MILIONE DI OPERAI, significa che l'automazione arriva fino ad un certo punto e la manodopera serve ancora.Non mettiamoci poi piccole produzioni più artigianali dove automazioni pesanti non sono neanche pensabili. Poi non è solo il costo delle persone, è anche il costo dell'energia e del sistema paese.Da noi l'energia è costosissima (grazie referendum antinucleari e idiozie come i pannellini & ventoline) e alcune aziende scappano solo per quello.
          • Domenico Mattia scrive:
            Re: UE e Dazi

            Da noi l'energia è costosissima (grazie
            referendum antinucleari e idiozie come i
            pannellini & ventoline) e alcune aziende scappano
            solo per
            quello.Tuttavia non è la più cara d'Europa. Ho trovato questo specchietto, e l'energia elettrica per uso industriale a Malta, in Austria e a Cipro è più cara che in italia, almeno con i dati del 2011 (per l'Austria ho usato quelli del 2009). http://goo.gl/fOVGr1Per contro in diversi Paesi in cui il nucleare non c'è costa decisamente di meno. Non credo ci sia corrispondenza diretta fra le due cose.
          • MacGeek scrive:
            Re: UE e Dazi
            - Scritto da: Domenico Mattia
            Tuttavia non è la più cara d'Europa. Ho trovato
            questo specchietto, e l'energia elettrica per uso
            industriale a Malta, in Austria e a Cipro è più
            cara che in italia, almeno con i dati del 2011
            (per l'Austria ho usato quelli del 2009).Guarda meglio, quella più aggiornata.http://epp.eurostat.ec.europa.eu/statistics_explained/images/e/e7/Half-yearly_electricity_and_gas_prices_2012s2.pngCome costo per le industrie siamo dietro solo a Cipro (che, vabbè, non è paragonabile).Per i consumatori privati ci battono solo Germania e Danimarca, entrambe nazioni che come noi hanno esagerato con la moda delle inutili e costose fonti energetiche INTERMITTENTI.
            http://goo.gl/fOVGr1
            Per contro in diversi Paesi in cui il nucleare
            non c'è costa decisamente di meno. Non credo ci
            sia corrispondenza diretta fra le due
            cose.No? Riguarda meglio. In Francia, la nazione che ha il 70% dell'energia prodotta dal nucleare, l'energia per le aziende costa quasi 1/3 che da noi. Barilla poco tempo fa disse che se spostasse le sue fabbriche in Francia risparmierebbe 30 MILIONI/ANNO solo per l'energia.
          • Domenico Mattia scrive:
            Re: UE e Dazi


            Tuttavia non è la più cara d'Europa. Ho
            trovato

            questo specchietto, e l'energia elettrica
            per
            uso

            industriale a Malta, in Austria e a Cipro è
            più

            cara che in italia, almeno con i dati del
            2011

            (per l'Austria ho usato quelli del 2009).

            Guarda meglio, quella più aggiornata.
            http://epp.eurostat.ec.europa.eu/statistics_explaiE vabbè, i prezzi vanno su e giù. :-) Ogni anno è un po' un caso a sé.
            Come costo per le industrie siamo dietro solo a
            Cipro (che, vabbè, non è
            paragonabile).Perché non è paragonabile? Sempre nella UE sta.
            Per i consumatori privati ci battono solo
            Germania e Danimarca, entrambe nazioni che come
            noi hanno esagerato con la moda delle inutili e
            costose fonti energetiche
            INTERMITTENTI.Veramente la Germania ha ancora le centrali nucleari. Lo spegnimento totale avverrà solo nel 2022, siamo ben lontani. Far pagare di più all'utenza domestica è una scelta politica (discutibile) per spingere al risparmio.In compenso Paesi che hanno molte pale eoliche, come la Norvegia e l'Irlanda, avendo venti sostenuti, di centrali nucleari non ne hanno mai avute. E l'energia costa meno che in Italia (parlo del prezzo industriale).

            http://goo.gl/fOVGr1

            Per contro in diversi Paesi in cui il
            nucleare

            non c'è costa decisamente di meno. Non credo
            ci

            sia corrispondenza diretta fra le due

            cose.

            No? Riguarda meglio.
            In Francia, la nazione che ha il 70% dell'energia
            prodotta dal nucleare, l'energia per le aziende
            costa quasi 1/3 che da noi. Barilla poco tempo fa
            disse che se spostasse le sue fabbriche in
            Francia risparmierebbe 30 MILIONI/ANNO solo per
            l'energia.Nessun Paese potrebbe ragionevolmente permettersi il numero di centrali nucleari pro capite che ha la Francia. E con tutto questo, il prezzo dell'energia è più basso in Finlandia, Svezia e in Bulgaria, anche se di poco. E lo è ancora di più in Bosnia-Erzegovina e in MonteXXXXX. Come vedi, una corrispondenza matematica non c'è.E tra l'altro essendo l'energia nucleare poco modulabile, una parte va necessariamente venduta, altrimenti andrebbe persa. Alla Francia va di lusso che ha diversi Stati confinanti assetati di energia. Se per posizione geografica fosse un'isola in mezzo all'oceano, quell'energia non potrebbe esportarla. Ma i soldi per far funzionare a vuoto le centrali li spenderebbe lo stesso. Quindi nel calcolo dei costi devi considerare anche questo vantaggio, geografico più che tecnologico.
          • Luke1 scrive:
            Re: UE e Dazi
            - Scritto da: MacGeek
            Se la fabbrica che produce l'iPhone (e altri
            oggetti elettronici), che è il top della
            tecnologia ed è prodotto in altissima serie da
            milioni di pezzi, ha una forza lavoro di 1
            MILIONE DI OPERAI, significa che l'automazione
            arriva fino ad un certo punto e la manodopera
            serve
            ancora.Evidentemente non é il così al top della tecnologia dato che Foxconn ha annunciato che installerà un milione di robot per svolgere il lavoro dei suoi attuali operai cinesi."Taiwan-based Foxconn Technology Group, announced last August that it plans to install one million robots within three years to do the work that its workers in China presently do."http://www.forbes.com/sites/singularity/2012/07/23/the-end-of-chinese-manufacturing-and-rebirth-of-u-s-industry/Una cosa deve essere chiara: la Cina a livello di automazione industriale non è competitiva con l'occidente, il suoi costi di produzione sono stati inferiori ai nostri fino a quando la sua forza lavoro è costata meno dei robot, ricoprendo, in effetti, il ruolo di surrogato di macchine industriali. Ma ora che vengono immessi sul mercato robot più economici e molto più duttili, che costeranno meno dell'operaio cinese o malese più economico, questo vantaggio competitivo non esiste più. In Cina lo sanno e stanno iniziando anche per proprio conto un'opera di robotizzazione industriale, ma resta il fatto che alla fine di questo proXXXXX i costi di produzione verranno determinati dalla tecnologia impiegata e non dal costo del lavoro.In occidente non potevamo competere con la Cina a livello di salari e costo del lavoro, sarebbe stata un'alchimia che non avrebbe retto a livello macroeconomico: ci saremmo trasformati in un ulteriore realtà continentale di schiavi che a loro volta non avrebbero potuto acquistare i prodotti da loro stessi fabbricati, come la Cina che infatti non possiede una classe media (in relazione al numero di abitanti). Guardare avanti vuol dire puntare sull'elemento che ha arricchito la classe media occidentale nel corso dello scorso secolo, ovvero la tecnologia e l'automazione, che hanno permesso ad un numero sempre più ridotto di lavoratori di produrre più ricchezza abbassando il costo unitario dei prodotti. Questo deve essere tenuto bene a mente anche e soprattutto per quanto concerne la realtà industriale italiana, in declino da trent'anni a causa del clientelismo e della corruzione che anziché favorire la competizione premiando le soluzioni produttivo-infrastrutturali più moderne ed efficienti hanno portato alla sopravvivenza delle società che disponevano di "agganci", di conoscenze politiche e della sicurezza di incassare denaro pubblico. In questo modo abbiamo accumulato un enorme svantaggio tecnologico, ed è questo il nostro problema, un problema che non si risolve abbassando i salari, o introducendo più precariato, o dando la colpa ai dazi, all'euro o agli extracomunitari che fanno lavori che nessuno che voglia vivere secondo gli standard di vita occidentali potrebbe più svolgere (una forza lavoro che tra l'altro permette, a molte imprese italiane scarsamente automatizzate e bisognose di forza lavoro molto economica, di sopravvivere) ma solo con massicci investimenti in settori mirati che rivoluzionino la nostra realtà produttiva.

            Non mettiamoci poi piccole produzioni più
            artigianali dove automazioni pesanti non sono
            neanche pensabili.
            Ti sei dimenticato di aggiungere "per ora". Le realtà che contano veramente ai fini della creazione della ricchezza sono quelle industriali per via dei volumi e dei costi di produzione. Quali sarebbero queste piccole produzioni artigianali su cui il nostro paese dovrebbe costruire il suo futuro? L'alta moda?

            Poi non è solo il costo delle persone, è anche il
            costo dell'energia e del sistema
            paese.
            Da noi l'energia è costosissima (grazie
            referendum antinucleari e idiozie come i
            pannellini & ventoline) e alcune aziende scappano
            solo per
            quello.Tristemente devo notare come non ti renda conto di quanto sono cambiate le cose. Quattro anni fa per ogni watt prodotto bisognava spendere quattro euro in pannelli solari, oggi 0,50, ed è in costante discesa. Solo quest'anno verranno complessivamente prodotti nel mondo pannelli solari per 30GW, corrispondenti a 200 centrali Alta. Grazie alle nanotecnologie l'efficienza dei pannelli solari prodotti migliorerà del 25% già entro il 2016.Se i governi degli ultimi venti anni avessero avuto un minimo di lungimiranza (o di onestà), con un sud che dispone di un'irradiazione solare che la Germania può solo sognare avremmo investito in solar factories che ora ci permetterebbero di ridurre considerevolmente la nostra dipendenza dai combustibili fossili. Invece il piano del governo Berlusconi consisteva nell'acquistare dai francesi centrali nucleari terza generazione (già superati), la cui costruzione avrebbe richiesto vent'anni (a voler essere ottimisti) e 15 miliardi di euro di spesa (ottimismo a profusione anche qui) per produrre 1600 megawatt corrispondenti solo al 25% del fabbisogno complessivo. La Germania con il suo programma per le rinnovabili coprirà il 66% del fabbisogno per il 2030.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 16 agosto 2013 22.04-----------------------------------------------------------
          • Domenico Mattia scrive:
            Re: UE e Dazi

            Evidentemente non é il così al top della
            tecnologia dato che Foxconn ha annunciato che
            installerà un milione di robot per svolgere il
            lavoro dei suoi attuali operai
            cinesi.

            "Taiwan-based Foxconn Technology Group, announced
            last August that it plans to install one million
            robots within three years to do the work that its
            workers in China presently
            do."


            http://www.forbes.com/sites/singularity/2012/07/23Attenzione però: lo ha annunciato, e probabilmente lo farà. Ma se si accorge che i contrattempi aumentano in modo esponenziale, non gli costa grandi sacrifici tornare indietro.Non esiste industria che non risparmi sostituendo tutti gli operai con i robot. Per quanto costi poco la manodopera, costerà sempre di più dell'elettricitá necessaria a far funzionare i robot. La questione è solo dell'investimento iniziale, e ovviamente dei risultati ottenuti dopo la sostituzione uomo -
            robot.
            Tristemente devo notare come non ti renda conto
            di quanto sono cambiate le cose. Quattro anni fa
            per ogni watt prodotto bisognava spendere quattro
            euro in pannelli solari, oggi 0,50, ed è in
            costante discesa. Solo quest'anno verranno
            complessivamente prodotti nel mondo pannelli
            solari per 30GW, 30 GWh. L'energia si misura in Wh.
            corrispondenti a 200 centrali
            Alta. Grazie alle nanotecnologie l'efficienza dei
            pannelli solari prodotti migliorerà del 25% già
            entro il
            2016.Mah sai, queste cose si dicono sempre, quando una tecnologia riceve incentivi, e il solare ne riceve parecchi. Voglio proprio vedere se questa promessa sarà mantenuta, e se chi l'ha fatta nel 2013 dovrà pagare una grossa penale, in caso di errore di previsione. :-)
            Se i governi degli ultimi venti anni avessero
            avuto un minimo di lungimiranza (o di onestà),
            con un sud che dispone di un'irradiazione solare
            che la Germania può solo sognare avremmo
            investito in solar factories che ora ci
            permetterebbero di ridurre considerevolmente la
            nostra dipendenza dai combustibili fossili.I luoghi in cui mettere le centrali solari in Italia sono gli stessi in cui stanno le attivitá umane: campi agricoli e città. O c'è una cosa, o c'è l'altra. :(L'alta densità abitativa, unita a un territorio in gran parte muntuoso, non lascia grandi spazi di manovra.
            Invece il piano del governo Berlusconi consisteva
            nell'acquistare dai francesi centrali nucleari
            terza generazione (già superati), Veramente un piano vero e proprio non era stato ancora tracciato... Erano ipotesi. E poi certi dettagli li discute l'Eni, non il presidente del consiglio.
            la cui
            costruzione avrebbe richiesto vent'anni (a voler
            essere ottimisti) e 15 miliardi di euro di spesa
            (ottimismo a profusione anche qui) per produrre
            1600 megawatt corrispondenti solo al 25% del
            fabbisogno complessivo. La Germania con il suo
            programma per le rinnovabili coprirà il 66% del
            fabbisogno per il
            2030.Anche queste, sono proiezioni. Non sempre nell'ambito dell'energia volere è potere. :|
          • MacGeek scrive:
            Re: UE e Dazi
            - Scritto da: Luke1
            In occidente non potevamo competere con la Cina a
            livello di salari e costo del lavoro, sarebbe
            stata un'alchimia che non avrebbe retto a livello
            macroeconomico: ci saremmo trasformati in un
            ulteriore realtà continentale di schiavi che a
            loro volta non avrebbero potuto acquistare i
            prodotti da loro stessi fabbricati, come la Cina
            che infatti non possiede una classe media (in
            relazione al numero di abitanti). Guardare avanti
            vuol dire puntare sull'elemento che ha arricchito
            la classe media occidentale nel corso dello
            scorso secolo, ovvero la tecnologia e
            l'automazione, che hanno permesso ad un numero
            sempre più ridotto di lavoratori di produrre più
            ricchezza abbassando il costo unitario dei
            prodotti.Ok. Anche quando sarà così non potremo competere lo stesso per via del costo dell'energia.Là usano carbone e stanno costruendo decine di centrali nucleari (il futuro programmato è quello per loro), qui va di moda installare costosissimi (ma 'verdi'!!!) pannellini, cinesi, per altro...
            Ti sei dimenticato di aggiungere "per ora".
            Le realtà che contano veramente ai fini della
            creazione della ricchezza sono quelle industriali
            per via dei volumi e dei costi di produzione.
            Quali sarebbero queste piccole produzioni
            artigianali su cui il nostro paese dovrebbe
            costruire il suo futuro? L'alta moda?La moda in generale.Non ci si veste in 'divise' tutte uguali. Ognuno cerca un capo 'originale', quindi le produzioni unitarie sono necessariamente limitate (a parte eccezioni tipo qualche jeans modaiolo).
            Tristemente devo notare come non ti renda conto
            di quanto sono cambiate le cose. Quattro anni fa
            per ogni watt prodotto bisognava spendere quattro
            euro in pannelli solari, oggi 0,50, ed è in
            costante discesa. Solo quest'anno verranno
            complessivamente prodotti nel mondo pannelli
            solari per 30GW, corrispondenti a 200 centrali
            Alta. Grazie alle nanotecnologie l'efficienza dei
            pannelli solari prodotti migliorerà del 25% già
            entro il 2016.Non cambia il problema. Di notte e quando piove i pannelli solari non funzionano, la terra dove metterli non ti costa meno. Quando metti 1 W di pannello solare ti serve SEMPRE un 1 W di centrale a gas/carbone di backup. Che avrà un fattore di capacità inferiore di quanto potrebbe perché deve stare ferma (per dare la priorità, per legge, al pannellino) quando c'è il sole. Quindi quando produce costa di più.Finché non si inventano un sistema per stoccare l'energia economico, le fonti intermittenti praticamente non sono convenienti neanche se pannelli e ventoline fossero gratis.
            La Germania con il suo
            programma per le rinnovabili coprirà il 66% del
            fabbisogno per il
            2030.Mi 'dispiace' per loro. Significherà solo che anche le loro fabbriche si sposteranno in paesi limitrofi più ragionevoli, come fanno oggi le nostre.
    • giorgio taglio scrive:
      Re: UE e Dazi
      Altro idiota inutile e analfabeta mahh
    • Il contrabban diere scrive:
      Re: UE e Dazi
      - Scritto da: Claudio
      L'Unione Europea deve imporre Dazi altissimi,
      tanto alti da imporre tutti di produrre
      all'interno dell'UE, sia alle aziende europee che
      a quelle extracomunitarie, Stati Uniti e Canada
      compresi, materie prime escluse (gas, petrolio,
      ecc).Give me the five, brother! :D
    • The Smuggler scrive:
      Re: UE e Dazi
      - Scritto da: Claudio
      L'Unione Europea deve imporre Dazi altissimi,
      tanto alti da imporre tutti di produrre
      all'interno dell'UE, sia alle aziende europee che
      a quelle extracomunitarie, Stati Uniti e Canada
      compresi, materie prime escluse (gas, petrolio,
      ecc).Dammi il cinque, fratello! :D
  • Solange scrive:
    Ma non era solo Apple
    Che sfruttatava i lavoratori...Strano. Non l'avrei mai detto
    • Joves Best scrive:
      Re: Ma non era solo Apple
      - Scritto da: Solange
      Che sfruttatava i lavoratori...
      Strano. Non l'avrei mai detto[img]http://b.vimeocdn.com/ts/168/056/168056694_640.jpg[/img]
  • FabrizioC scrive:
    Pochi 85 secondi?
    Se 85 secondi sembrano pochi per uno smartphone che ne dite di 60 per un Ducato e di conseguenza 30 secondi per un sedile?E non in Brasile, ma in Italia!I cicli di produzione industriale sono questi e anche più spinti, quegli 85 secondi non significano niente di per se se non a fare notizia se presentati nel modo sbagliato.Non significa affatto che ci vogliano 85 secondi per produrlo, ne che per tutte le operazioni sia necessario quel tempo.PS. non voglio togliere peso al problema delle condizioni di lavoro... ma Chaplin e i suoi "Tempi moderni" ci dovrebbero insegnare qualcosa!Inoltre, c'è un'altra ragione per cui le multinazionali vanno a produrre in Brasile oltre al mercato del lavoro molto più favorevole sia in termini di costi ma anche di possibilità di ricambio, ed è la protezione del mercato interno: i prodotti importati hanno un dazio per cui conviene meno produrre all'estero e vendere all'interno!
    • Trollollero scrive:
      Re: Pochi 85 secondi?
      - Scritto da: FabrizioC
      Se 85 secondi sembrano pochi per uno smartphone
      che ne dite di 60 per un Ducato e di conseguenza
      30 secondi per un
      sedile?
      E non in Brasile, ma in Italia!

      I cicli di produzione industriale sono questi e
      anche più spinti, quegli 85 secondi non
      significano niente di per se se non a fare
      notizia se presentati nel modo
      sbagliato.

      Non significa affatto che ci vogliano 85 secondi
      per produrlo, ne che per tutte le operazioni sia
      necessario quel
      tempo.

      PS. non voglio togliere peso al problema delle
      condizioni di lavoro... ma Chaplin e i suoi
      "Tempi moderni" ci dovrebbero insegnare
      qualcosa!

      Inoltre, c'è un'altra ragione per cui le
      multinazionali vanno a produrre in Brasile oltre
      al mercato del lavoro molto più favorevole sia in
      termini di costi ma anche di possibilità di
      ricambio, ed è la protezione del mercato interno:
      i prodotti importati hanno un dazio per cui
      conviene meno produrre all'estero e vendere
      all'interno!Ottimo.Peccato che il problema reale sia questo:" Fino a <b
      15 </b
      ore di lavoro al giorno, fino a <b
      10 </b
      ore di lavoro da svolgere in piedi, magari per <b
      27 </b
      giorni al mese, senza riposo " (prime <b
      due </b
      righe dell'articolo, pure sbagliate visto che manca un "di cui " prima di "fino"......)Questo non e' lavoro a cottimo (come <i
      parrebbe </i
      che cercassi di far credere....), e' schiavitu' pura e semplice.Ingiustificabile da parte di chiunque, e priva di validi motivi.
      • FabrizioC scrive:
        Re: Pochi 85 secondi?
        O lavori a questo ritmo e per questi turni oppure... "vá pra rua!"
        • Izio01 scrive:
          Re: Pochi 85 secondi?
          - Scritto da: FabrizioC
          O lavori a questo ritmo e per questi turni
          oppure... "vá pra rua!"Dovrei dedurne che tu lavori 15 ore al giorno a ritmo iper serrato, restando in piedi per 10 di esse, oppure devono farlo soltanto gli "altri"?
          • FabrizioC scrive:
            Re: Pochi 85 secondi?
            Ho solo cercato di descrivere come funziona (o almeno funzionava fino qualche anno fa... ma tirando le conclusioni non mi sembra sia cambiato), non significa che lo approvo.
          • Izio01 scrive:
            Re: Pochi 85 secondi?
            - Scritto da: FabrizioC
            Ho solo cercato di descrivere come funziona (o
            almeno funzionava fino qualche anno fa... ma
            tirando le conclusioni non mi sembra sia
            cambiato), non significa che lo approvo.Scusa, avevo frainteso :)
      • prova123 scrive:
        Re: Pochi 85 secondi?
        Il motivo per cui le multinazionali hanno tolto il lavoro all'occidente è perchè al di fuori di ci sono gli schiavi, altrimenti adesso ci sarebbe più lavoro. Questa è la realtà.
        • collione scrive:
          Re: Pochi 85 secondi?
          e poi ci sono le varie Boldrini e soci che, con la scusa dell'aiuto ai poveretti, fanno venire gli schiavi direttamente in Italia, pronti per essere sfruttati sul mercato del lavoro nerovedo operai edili rumeni, polacchi e nord africani, lavorare senza problemi 12 ore al giorno e sotto il sole cocente di Agosto ( no, i padroni edili le vacanze non te le danno )
          • prova123 scrive:
            Re: Pochi 85 secondi?
            Bell'aiuto ai poveretti: praticamente questi sono stati messi in croce (senza la possibilità di poter morire) da FAO & Co. che in 70 anni non ha risolto la situazione per una sola nazione, salvo il fatto di guadagnare indiscriminatamente alle spalle della povera gente (sino ad oggi non ho visto un documento pubblico che illustra le entrate e le uscite annuali) salvo il fatto che per vincere un concorso alla FAO devi essere almeno figlio di cardinale. Il problema dei paesi del terzo mondo è queste: FAO & Co. porta aiuti umanitari gratis, sarebbe una bella cosa se non fosse che questo inibisce la nascita di un mercato interno, in quanto se la gente (senza un soldo in tasca) deve scegliere tra qualcosa "gratis" e qualcosa di un eventuale mercato interno a pagamento è obbligata a scegliere il "gratis" in realtà pagando con la possibilità di essere indipendenti almeno dal punto di vista della sussistenza alimentare. L'alternativa che gli hanno dato sono i prodotti OGM che per natura non producono semenza quindi li obbligherebbero comunque a rimanere dipendenti a vita. Questa è schiavitù ammantata di falsa benevolenza, IMHO se si vuole fare del bene a queste persone non date più denaro a queste multinazionali della povertà.
        • Dino scrive:
          Re: Pochi 85 secondi?

          Il motivo per cui le multinazionali hanno tolto
          il lavoro all'occidente è perchè al di fuori di
          ci sono gli schiavi, altrimenti adesso ci sarebbe
          più lavoro. E in particolare ci sono gli schiavi in Cina. Puoi insistere e fare tutte le condanne che credi a Apple, a Samsung, a Dell e a Logitech, per il fatto che i loro subfornitori usano manodopera minorile. Poi arriva Lenovo, che deve sottostare solo alle leggi cinesi, e senza nemmeno bisogno di subfornitori ti sforna un prodotto che costa le metè e uccide una dopo l'altra le aziende sottoposte alla legislazione occidentale sul lavoro, una legislazione dalla lacrima facile.Ma gli utenti occidentali la lacrima facile non l'hanno, e acquistano da Lenovo i prodotti economici.Un'altra questione che sembrava complessa, e invece era semplice come una fiaba dei Grimm.
        • FabrizioC scrive:
          Re: Pochi 85 secondi?
          "L'occidente" ha il costo dei diritti e della burocrazia, che "altrove" non ci sono... ma cosa accadrebbe se questa differenza di costo di produzione venisse caricata sui prodotti importati da paesi senza eguali "costi"?La convenienza a produrre all'estero diminuirebbe e il lavoro potrebbe anche tornare.Il Brasile ne è la dimostrazione: se i colossi dell'est vanno a produrci un motivo c'è e non è solo la mancanza di alcuni diritti o il costo della mano d'opera. Fosse solo per quello non avrebbero convenienza a produrci, il fatto è che importare i prodotti per il mercato brasiliano ha un costo maggiore che produrceli grazie alla protezione del mercato interno!
          • Zizzo scrive:
            Re: Pochi 85 secondi?
            Però il Brasile esporta materie prime, che non si fanno in fabbrica, per cui di dazi altrui reciproci ha meno timore
      • giorgio taglio scrive:
        Re: Pochi 85 secondi?
        Cosa fai nella vita, leggi fiabe? Li conosci i Brasiliani sii? No??, ti assicuro ancora troppo tempo gli danno..
        • Trollollero scrive:
          Re: Pochi 85 secondi?
          - Scritto da: giorgio taglio
          Cosa fai nella vita, leggi fiabe? Li conosci i
          Brasiliani sii? No??, ti assicuro ancora troppo
          tempo gli
          danno..E anche per oggi il premio "Idiota del giorno" e' stato assegnato.Dove sta la notizia ? Oggi non l'ha vinto Leguleio.....
    • Luke1 scrive:
      Re: Pochi 85 secondi?
      Prima o poi queste grandi multinazionali dell'elettronica di consumo torneranno a produrre in patria, o in ogni caso, dovunque decidano di produrre, il fattore costo del lavoro sarà ininfluente. Basta osservare i casi di Canon e Tesla. Problemi come quelli osservati scompariranno, ma ne nasceranno altri. Credo sarebbe per esempio opportuno fermarsi a riflettere su come società come Google possano guadagnare miliardi senza praticamente pagare tasse, perché con l'aumento del numero di multinazionali ad altissima capitalizzazione e bassissimo impiego di manodopera questo potrebbe portare ad una paralisi del ciclo economico.- Scritto da: FabrizioC
      Inoltre, c'è un'altra ragione per cui le
      multinazionali vanno a produrre in Brasile oltre
      al mercato del lavoro molto più favorevole sia in
      termini di costi ma anche di possibilità di
      ricambio, ed è la protezione del mercato interno:
      i prodotti importati hanno un dazio per cui
      conviene meno produrre all'estero e vendere
      all'interno!
      • Miani scrive:
        Re: Pochi 85 secondi?

        Prima o poi queste grandi multinazionali
        dell'elettronica di consumo torneranno a produrre
        in patria, o in ogni caso, dovunque decidano di
        produrre, il fattore costo del lavoro sarà
        ininfluente. Basta osservare i casi di Canon e
        Tesla. Non conosco i due casi. Intendi dire che Canon e Tesla sono tornate a produrre in Usa, dopo aver subappaltato la produzione in Cina o in Indonesia?
        • Trollollero scrive:
          Re: Pochi 85 secondi?
          - Scritto da: Miani

          Prima o poi queste grandi multinazionali

          dell'elettronica di consumo torneranno a
          produrre

          in patria, o in ogni caso, dovunque decidano
          di

          produrre, il fattore costo del lavoro sarà

          ininfluente. Basta osservare i casi di Canon
          e

          Tesla.

          Non conosco i due casi. Intendi dire che Canon e
          Tesla sono tornate a produrre in Usa, dopo aver
          subappaltato la produzione in Cina o in
          Indonesia?Tana per Leguleio !
        • Luke1 scrive:
          Re: Pochi 85 secondi?
          - Scritto da: Miani
          Non conosco i due casi. Intendi dire che Canon e
          Tesla sono tornate a produrre in Usa, dopo aver
          subappaltato la produzione in Cina o in
          Indonesia?No, per essere precisi Canon e Tesla hanno rinunciato a produrre in Cina o Indonesia eliminando l'elemento umano, ricorrendo alla robotica. Altre società sono tornate a produrre negli USA come Google, Apple, General Motors, e Ford. Ti invito a leggere questo articolo:http://www.forbes.com/sites/singularity/2012/07/23/the-end-of-chinese-manufacturing-and-rebirth-of-u-s-industry/The End of Chinese Manufacturing and Rebirth of U.S. Industry"rising labor costs, concerns over government-sponsored I.P. theft, and production time lags are already causing companies such as Dow Chemicals, Caterpillar, GE, and Ford to start moving some manufacturing back to the U.S. from China. Google recently announced that its Nexus Q streaming media player would be made in the U.S., and this put pressure on Apple to start following suit."..."The factory assembly that the Chinese are performing is childs play for the next generation of robotswhich will soon become cheaper than human labor. Indeed, one of Chinas largest manufacturers, Taiwan-based Foxconn Technology Group, announced last August that it plans to install one million robots within three years to do the work that its workers in China presently do. It found Chinese labor to be too expensive and demanding. The worlds most advanced car, the Tesla Model S, is also being manufactured in Silicon Valley, which is one of the most expensive places in the country. Tesla can afford this because it is using robots to do the assembly."....http://techreviewblogs.com/2012/06/09/robot-production-no-more-human-workers/"Canon predicts that by 2015 most of their factories will consist of non human workers (Time removed the story from their site), reminds me of a PBS documentary Man vs. Machine. Lets keep in mind how machines are way more effective and cost efficient then human workers. Seems like a great logical production plan, now it raises a good question what about people in need of jobs?"-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 agosto 2013 16.11-----------------------------------------------------------
          • Netizen Kane scrive:
            Re: Pochi 85 secondi?
            - Scritto da: Luke1

            a great logical production plan, now it raises a
            good question what about people in need of
            jobs?"They die. Sucks to be them.
          • Luke1 scrive:
            Re: Pochi 85 secondi?
            - Scritto da: Netizen Kane
            - Scritto da: Luke1



            a great logical production plan, now it
            raises
            a

            good question what about people in need of

            jobs?"

            They die. Sucks to be them.Indubbiamente. Ma come ha detto Andy McAfee al TED Talk: "solo apparentemente è una buona notizia" (per quelli che sopravvivono).
          • MacGeek scrive:
            Re: Pochi 85 secondi?
            - Scritto da: Luke1
            - Scritto da: Miani


            Non conosco i due casi. Intendi dire che
            Canon
            e

            Tesla sono tornate a produrre in Usa, dopo
            aver

            subappaltato la produzione in Cina o in

            Indonesia?

            No, per essere precisi Canon e Tesla hanno
            rinunciato a produrre in Cina o Indonesia
            eliminando l'elemento umano, ricorrendo alla
            robotica. Altre società sono tornate a produrre
            negli USA come Google, Apple, General Motors, e
            Ford.Tesla produce in California perché ha ricevuto bei finanziamenti dal governo americano per farlo. Tra l'altro Musk è sudafricano, non americano. È voluto andare nella Silicon Valley perché lì c'è il cuore pulsante della tecnologia mondiale (come Horacio Pagani è venuto qui in Italia, e specificatamente in Emilia, a creare la sua supercar Pagani, perché quello è il posto dove nascono le migliori supercar al mondo).È vero che c'è una controtendenza al momento in USA e alcune aziende ad alto profilo (Apple inclusa, ma anche la divisioni lavastoviglie di GE, per dire) sono tornate a produrre parzialmente in USA per una serie di motivi. Non ultimi il patriottismo, il basso costo dell'energia (grazie al fracking), e la maggior possibilità di controlli qualità e ottimizzazioni produttive quando le cose te le fai in casa. Ma anche queste aziende, hanno riportato in patria solo SPECIFICHE linee produttive, non tutte.
          • Miani scrive:
            Re: Pochi 85 secondi?

            Tesla produce in California perché ha ricevuto
            bei finanziamenti dal governo americano per
            farlo. Tra l'altro Musk è sudafricano, non
            americano. È voluto andare nella Silicon
            Valley perché lì c'è il cuore pulsante della
            tecnologia mondiale (come Horacio Pagani è venuto
            qui in Italia, e specificatamente in Emilia, a
            creare la sua supercar Pagani, perché quello è il
            posto dove nascono le migliori supercar al
            mondo).Ecco, messe così le cose mi paiono più plausibili. Se fossi americano, gli incentivi che la California dà alle imprese per tornare a produrre laggiù mi farebbe piacere. Se fossi ai vertici del WTO, inizierei a sospettare casi mascherati di aiuti di Stato e di dumping... Non sempre si riescono a soddisfare tutte le esigenze, insomma. :
            Non
            ultimi il patriottismo, il basso costo
            dell'energia (grazie al fracking), e la maggior
            possibilità di controlli qualità e ottimizzazioni
            produttive quando le cose te le fai in casa. Ma
            anche queste aziende, hanno riportato in patria
            solo SPECIFICHE linee produttive, non
            tutte.Anche a me risultava una cosa del genere. Non so dove lo avevo letto, ma si trattava di un dirigente cinese che illustrava il lavoro nella sua azienda subfornitrice ad un pubblico americano, facendo il confronto dei costi. E il messaggio dall'inizio alla fine del suo discorso era: "Quel lavoro negli Usa non tornerà <B
            mai più </B
            ".
  • Joves Best scrive:
    Ma non era un'azienda seria?
    Ma Samsung non era un'azienda seria? :oMa non s'era detto che era Apple quella che sfruttava i lavoratori? :(Accidenti, mi sa che questi sono peggio di Apple. :
    • Sorin scrive:
      Re: Ma non era un'azienda seria?
      - Scritto da: Joves Best
      Ma Samsung non era un'azienda seria? :o

      Ma non s'era detto che era Apple quella che
      sfruttava i lavoratori?
      :(

      Accidenti, mi sa che questi sono peggio di Apple.

      :Ecco, figuriamoci se non arrivava il solito fanboy lobotomizzato a sparare XXXXX.
      • bertuccia scrive:
        Re: Ma non era un'azienda seria?
        - Scritto da: Sorin

        Ecco, figuriamoci se non arrivava il solito
        fanboy lobotomizzato a sparare
        XXXXX.è solo un troll, nè più nè meno di quelli che commentano questo genere di notizie quando l'imputato è Applesolo che quando tocca a Apple c'è ""qualche"" troll in più..
        • tucumcari scrive:
          Re: Ma non era un'azienda seria?
          - Scritto da: bertuccia
          - Scritto da: Sorin



          Ecco, figuriamoci se non arrivava il solito

          fanboy lobotomizzato a sparare

          XXXXX.

          è solo un troll, nè più nè meno di quelli che
          commentano questo genere di notizie quando
          l'imputato è
          Apple

          solo che quando tocca a Apple c'è ""qualche""
          troll in
          più..No la differenza non è quella la differenza è che nessuno si sogna di difendere Samsung a spada tratta (e giustamente nessuno se lo sogna) mentre nel caso Apple trovi sempre qualche "primate" che cerca giustificazioni improbabili e senza neppure un briciolo di vergogna....
          • Sears Tower scrive:
            Re: Ma non era un'azienda seria?
            Il messaggio giusto era questo:"Mah certa gente è davvero buffa!Io ho cercato di farglielo capire...Poi si lamentano che li prendono in giro e li chiamano macachi!"Ma oramai prevale il politicamente corretto...http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3663739&m=3664601#p3664601
          • ... scrive:
            Re: Ma non era un'azienda seria?
            - Scritto da: Sears Tower
            Il messaggio giusto era questo:

            "Mah certa gente è davvero buffa!
            Io ho cercato di farglielo capire...
            Poi si lamentano che li prendono in giro e li
            chiamano
            macachi!"

            Ma oramai prevale il politicamente corretto...
            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3663739&m=366[yt]lXYIAI8DWG8[/yt]
          • Sears Tower scrive:
            Re: Ma non era un'azienda seria?
            Oh, ecco, le faccine giuste al posto giusto. Altrimenti che tucumcari è?Già finita la gita sul tender?
          • tucumcari scrive:
            Re: Ma non era un'azienda seria?
            - Scritto da: Sears Tower
            Oh, ecco, le faccine giuste al posto giusto.
            Altrimenti che tucumcari
            è?
            Già finita la gita sul tender?Bagnetto caro bagnetto...Si già finito adesso siesta e merendina... ;)Per la verità il tramezzino col tonno non è venuto granchè in compenso è ottimo il tzatziki :)
          • Sears Tower scrive:
            Re: Ma non era un'azienda seria?
            Perbacco, lo so bene che tu, quando dici "io qui non ci torno più", mantieni la promessa. La promessa di tucumcari: "non ci torno più fino alla prossima volta".Altrimenti non saresti una scimmietta demente.A proosito, to' la nocciolina (per la battuta del tender di due ore fa, non per questa).
          • tucumcari scrive:
            Re: Ma non era un'azienda seria?
            - Scritto da: Sears Tower
            Perbacco, lo so bene che tu, quando dici "io qui
            non ci torno più", mantieni la promessa. La
            promessa di tucumcari: "non ci torno più fino
            alla prossima
            volta".
            Altrimenti non saresti una scimmietta demente.
            A proosito, to' la nocciolina (per la <s
            battuta </s
            bagnetto caro bagnetto... del
            tender di due ore fa, non per
            questa).Perchè non ti piace il tonno o non ti piace il tzatziki? :)
          • Sears Tower scrive:
            Re: Ma non era un'azienda seria?
            Una sola faccina? E poi cosa c'è da ridere a evocare piatti greci? La battuta proprio non la vedo.Niente nocciolina.
          • tucumcari scrive:
            Re: Ma non era un'azienda seria?
            - Scritto da: Sears Tower
            Una sola faccina? E poi cosa c'è da <s
            ridere </s
            sorridere a
            evocare piatti greci? La battuta proprio non la
            vedo.
            Niente nocciolina.Devo sempre correggerti... anche se vedo che c'è chi ti <b
            s </b
            correggia..(a ciascuno il suo)...Certo che oggi non sei in forma per niente ti si è sfondato il secchiello? 8)
          • Sears Tower scrive:
            Re: Ma non era un'azienda seria?
            Questa era già meglio, almeno c'era un giuoco di parole. Però impegnati di più.
          • tucumcari scrive:
            Re: Ma non era un'azienda seria?
            - Scritto da: Sears Tower
            Questa era già meglio, almeno c'era un giuoco di
            parole. Però impegnati di
            più.vabbè siamo al solito che noia... :-o :-oNell'attesa che tu riesca a mettermi in secca... per il momento direi che l'acqua non manca.... vedo se prendere il sole o fare un altro bagnetto.
          • Sears Tower scrive:
            Re: Ma non era un'azienda seria?
            Ti ravvivo l'atmosefra col revival:"Di secondo nome faccio Annibal Caro...http://it.wikipedia.org/wiki/Annibal_Caro:-DLo faccio per lui così si sente l'eroe della Macacheide;-)"Però non posso fare sempre tutto io. Impegnati, come qui:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3621318&m=3622768#p3622768
          • Massi729 scrive:
            Re: Ma non era un'azienda seria?
            ma sono l'unico a dire che hai rotto i XXXXXXXX con questo stalking selvaggio?non c'è una cavolo di discussione in cui scrive tucumcari che te a ruota gli fai il verso peggio di una scimmialo vuoi capire che hai rotto il XXXXX?fatti una vita!
          • sgabbio scrive:
            Re: Ma non era un'azienda seria?
            (cylon)(cylon)(cylon)
          • 123 scrive:
            Re: Ma non era un'azienda seria?
            - Scritto da: Massi729
            ma sono l'unico a dire che hai rotto i XXXXXXXX
            con questo stalking
            selvaggio?

            non c'è una cavolo di discussione in cui scrive
            tucumcari che te a ruota gli fai il verso peggio
            di una
            scimmia

            lo vuoi capire che hai rotto il XXXXX?

            fatti una vita!eh, che ci vuoi fare! da quando tucumcari ha ingravidato la moglie di leguleio, quest'ultimo se l'e' legata al dito (pardon: alle corna!) e ha deciso di non dargli tregua sul forum.
          • Trollollero scrive:
            Re: Ma non era un'azienda seria?
            - Scritto da: Sears Tower
            Oh, ecco, le faccine giuste al posto giusto.
            Altrimenti che tucumcari
            è?
            Già finita la gita sul tender?Patetico stalker, quando ti leverai dai XXXXXXXX sara' sempre troppo tardi
          • Trotterello scrive:
            Re: Ma non era un'azienda seria?

            No la differenza non è quella la differenza è che
            nessuno si sogna di difendere Samsung a spada
            trattaEvidentemente è da tanto che non segui questo forum.
    • Skywalkersenior scrive:
      Re: Ma non era un'azienda seria?
      - Scritto da: Joves Best
      Ma Samsung non era un'azienda seria? :o

      Ma non s'era detto che era Apple quella che
      sfruttava i lavoratori?
      :(

      Accidenti, mi sa che questi sono peggio di Apple.

      :Nessuno è "peggio"... inutile fare guerre di religione. Quelle società sono tutte votate (se vogliamo, giustamente) al massimo profitto e sono tutte pronte a sfruttare fino in fondo le condizioni legislative e lavorative più favorevoli, Paese per Paese.In alcuni Paesi questo "giochetto" funziona meglio che in altri, per controlli meno accurati o per condizioni di povertà diffusa che fanno sì che la gente accetti (per un po') di lavorare in condizioni esasperate.La cosa realmente triste è che, in molti casi, una condizione lavorativa meno disumana inciderebbe per una piccola percentuale sul prezzo del prodotto finale, ma la concorrenza spietata e un'utenza finale che guarda solo al prezzo più basso, fanno sì che queste "concessioni" siano le prime ad essere ridotte per risparmiare fino all'ultmo centesimo.
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