Videogiochi in Italia, una storia industriale

di Fabrizio Bartoloni - Dal flipper e dai biliardini fino ai cabinati meccanotecnici artigianali: come la creatività italiana ha contribuito a plasmare il settore, tra inventiva, cloni di pong e riviste ormai mitiche

Roma – Alla fine degli anni ’70 piccole aziende italiane a conduzione familiare, lontane anni luce dal budget e dai mezzi tecnologici dei loro concorrenti statunitensi e giapponesi, si arrangiavano a creare cabinati da sala-giochi con quella artigianalità che rendeva affidabili le nostre piccole ma orgogliose produzioni in campo meccanotecnico.

cabinotti Questi cabinati ospitavano schede madri straniere, alcune riprodotte su licenza, ma per altre distributori e produttori locali si giovavano della carenza legislativa in materia di copyright sui videogiochi per riproporre lavori altrui semplicemente modificandone titolo e autore. A quel periodo risale lo scontro legale tra l’allora distributore ufficiale di Atari nel nostro paese e una di queste ditte, sfociato in una sentenza a tutela del software come opera d’ingegno che fece giurisprudenza .

Solo nell’81 la Zaccaria, forte di una solida tradizione nel campo di flipper e biliardini (arrivò ad essere quarta al mondo dopo Williams, Gottlieb e Bally), rilasciò Quasar, il primo coin-op italiano . Caso per l’epoca inedito, la popolarità di questo titolo lo sospinse anche sul mercato USA. Nel frattempo sotto l’albero di Natale facevano la loro comparsa spudorati cloni di Pong: la natura elementare della sua elettronica ne permetteva a chiunque la realizzazione in proprio.

Ma quando la competizione coinvolse tecnologia più avanzata, quasi tutte furono costrette ad abbandonare il campo: rifare qualcosa di complesso quanto un Atari VCS o una Colecovision è impresa di tutt’altra portata. La GIG provò con “Leonardo”, costruito sotto licenza ufficiale ad immagine della sfortunata Arcadia 2001 , peraltro inferiore alle summenzionate console. D’altro avviso era la Zanussi che con la Creativision preferì importare l’hardware da Hong Kong per poi provvedere in prima persona alla creazione di titoli di corredo, senza riscuotere migliori risultati .

La crisi del mercato videogiochi dell’83 attraversò l’Atlantico col consueto ritardo tecnologico che affliggeva la penisola e imperversò tra l’84 e l’85. A prenderne atto fu la neonata stampa videoludica italiana, all’inizio sotto forma di traduzione delle testate inglesi e, in misura inferiore, americane, che cominciò a vedere la nascita di proprie redazioni e contenuti originali. In questo fu pioniere lo StudioVIT di Riccardo Albini (personaggio in seguito noto per aver inventato il Fantacalcio) con la mitica Video Giochi edita dalla Jackson.

Purtroppo la rivista seguì il fato del trittico di console cui faceva riferimento (Atari 2600, Intellivision, Colecovision) e il corpo redazionale migrò alla non meno leggendaria “Zzap!”, edizione italiana della controparte anglosassone incentrata sul Commodore64, egemone incontrastato del mercato.

A metà degli ’80 gli unici nomi italiani nei crediti appartenevano a nostri connazionali cresciuti Oltremanica come Raf Cecco (all’anagrafe Raffaele) autore di Cybernoid ed Exolon, e più tardi Dino Dini, osannato inventore di Kick Off.

Insospettabile mecenate degli autori di casa nostra era la Systems Editoriale, meglio nota per la sua ammiraglia “Commodore Computer Club”, da sempre immersa nel lato didattico della programmazione dei C64 e affini, che non lesinava di premiare chi tale insegnamento lo metteva in pratica, videogiochi inclusi. A segnare il suo debutto nell’ambiente col mensile “Commodore Club” fu un “giochino”, come lo definisce lo stesso editore Michele Di Pisa , caratterizzato dal marchio di una nota bevanda americana; il primo videogioco pubblicitario in Italia e uno dei primi al mondo, tanto da suscitare un breve articolo di Panorama al momento del suo rilascio.

Il filone che dava un margine di vantaggio alle produzioni tricolori era quello delle avventure testuali , non solo per la complessità linguistica di quelle in arrivo dal Regno Unito ma per una felice generazione di bravi autori, quale lo scrittore Marco Vallarino , iniziata col pionieristico “L’avventura nel castello” di Enrico Colombini nel 1982 . Il più noto, anche grazie al suo ruolo in Zzap! e TGM, era senza dubbio Bonaventura Di Bello , curatore delle collane Epic 3000, Explorer e Viking per le Edizioni Hobby.

Il declino di quel genere vide al contempo la nascita di vere software house italiche quali la Simulmondo, la Idea e la Genias, intente a sfruttare i talenti autoctoni tra cui vale la pena di citare Paolo Galimberti, Ivan Del Duca e Nicola Tomljanovic, per sviluppare attorno a nomi di sicuro appeal in patria come Dylan Dog, Lupo Alberto o il nostro campionato di calcio: al filone sportivo spettava la parte del leone. La loro politica prevedeva la distribuzione tramite negozi di informatica, come già succedeva per i titoli stranieri, piuttosto che la diffusione in edicola spalla a spalla con le pubblicazioni pirata, d’uso fino ad allora. Non riuscivamo però a scrollarci di dosso una sudditanza psicologica che ci indusse a riprodurre con risultati altalenanti i modelli inglesi: Moonshadow riprendeva Antiriad, Dragon’s Kingdom ammiccava a Ghost’n’Goblins e Catalypse rendeva omaggio ad Armalyte.

I primi anni ’90 ci conducono ad un giro di boa: come testimoniavano TGM, K e C+VG, gli otto bit arrancavano sino a inabissarsi per cedere il passo ad Amiga, PC e console. Quest’ultimo segmento di mercato richiedeva costi di produzione proibitivi, legati alla cartuccia, per le limitate finanze della nostra industria. Il duopolio Amiga/PC si rivelò una scelta obbligata e l’intuizione commercialmente più azzeccata sembra essere quella di Francesco Carlà della Simulmondo: uscite periodiche in edicola con avventure grafiche e platform basati su celebri fumetti come Tex Willer, Dylan Dog o Diabolik.

Continuava poi l’emorragia di talenti verso la Gran Bretagna ed è il Team17 a farne manbassa aggiudicandosi Mario Savoia per “Arcade Pool” e Fabrizio Farenga per “F17 Challenge”.

Nel 1994 l’harakiri della Commodore restringe alla sola macchina Wintel la scena. Bologna trova un avversario al suo ruolo di fulcro dell’industria ludica nazionale nella Liguria: Dynabyte a Genova, Trecision a Rapallo, Artematica a Chiavari.

A seguito dell’esplosione di potenza hardware e di capienza dei media, i videogiochi assumono dimensioni hollywoodiane anche nel budget e nel team di sviluppo. Le nostre aziende non possono pensare di competere in quel senso con la produzione estera perché mancano strutture e accesso al credito adeguati. Si fa imperativo trovare una nicchia di mercato in cui continuare ad operare.

La Graffiti di Antonio Farina, già manager della Idea, diventa Milestone e dopo il successo di Screamer nel 1995 si specializza in giochi di corsa a due e quattro ruote. L’anno successivo Riccardo Cangini fonda Artematica , l’ex-componente della Simulmondo continua la tradizione di avventure grafiche tratte da fumetti partendo da “Druuna Morbus Gravis” senza tralasciare le moto (“Ducati Corse”, “Loris Capirossi”).

Attorno a queste due principali nascono e muoiono una miriade di realtà minori . Nel ’98 nasce l’iniziativa non profit Gameprog per coordinare tra loro gli sviluppatori di videogiochi in Italia ma restano i problemi infrastrutturali .

La seconda piattaforma per popolarità dopo il PC si rivela il Gameboy Advance (adottata da 7th Sense, Bedroom Studio, Frame Studios, N.A.P.S. Team, Raylight Studios) visti i costi contenuti di creazione fino all’avvento del mercato del mobile gaming in cui l’Italia, una tantum, batte tutti sul tempo. Nel 2001 l’Anfymobile di Lucca (di cui facevo parte, ndr), grazie alla prontezza di Fabio Ciucci, Massimo Perrone e Andrea Fasce, è la prima azienda a pubblicarne fuori dal Giappone; seguiranno Trecision, Impressionware e molti altri.

Negli anni successivi proliferano corsi e accademie del videogioco senza che la situazione generale subisca stravolgimenti, ognuno ripete il proprio canovaccio e si conferma la vocazione italiana a sfornare fondamentalmente avventure e giochi sportivi (calcio per la Waywardxs, corse per la Milestone, volley e basket la Idoru).

Il nuovo GameCon è alle porte, speriamo porti a questo settore buone notizie in tempo di crisi.

Fabrizio Bartoloni

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  • francesco bucciarell i scrive:
    scusate ma
    visto che adesso c'è già penuria di materiali liberi senza copyright o con determinate licenze, questo fantomatico servizio di hosting non è che porta ad upload illegali?
  • Il Detrattore scrive:
    perche' va CHIUSA wikipedia
    perche' forse non ci arrivate ma questi fanno i milioni sfruttando a costo zero orde di volontari.si parla di centinaia di milioni di $ stando alle cifre che ho letto !poi un bel giorno diranno che non ci sono piu' soldi e faranno i milioni con l'advertising, buttandolo li' ai gonzi volontari pero' come "extrema ratio".infine, venderanno tutto l'asset e andranno in pensione miliardari.andranno chi ? il fondatore e i suoi soci.mica i fessi che hanno scritto migliaia di articoli e modifiche, a loro manco un grazie ovviamente.SVEGLIAAAAA ! il lavoro SI PAGA !i casi come wikipedia sono del tutto DISEDUCATIVI : creano un erroneo etat-d'esprit secondo il quale il lavoro NON vale un cazzo e non va ricompensato e neppure va citato l'autore !ma siamo pazzi ? siete pazzi ?
    • advange scrive:
      Re: perche' va CHIUSA wikipedia
      - Scritto da: Il Detrattore
      perche' forse non ci arrivate ma questi fanno i
      milioni sfruttando a costo zero orde di
      volontari.

      si parla di centinaia di milioni di $ stando alle
      cifre che ho letto
      !Certo, come no. Sul manuale delle giovani marmotte.

      poi un bel giorno diranno che non ci sono piu'
      soldi e faranno i milioni con l'advertising,
      buttandolo li' ai gonzi volontari pero' come
      "extrema
      ratio".Fa parte del loro disegno oscuro, non lo sapevi?

      infine, venderanno tutto l'asset e andranno in
      pensione
      miliardari.Perché ora lavorano?

      andranno chi ? il fondatore e i suoi soci.
      mica i fessi che hanno scritto migliaia di
      articoli e modifiche, a loro manco un grazie
      ovviamente.


      SVEGLIAAAAA !
      il lavoro SI PAGA !Anche scrivere trollate sui forum.

      i casi come wikipedia sono del tutto DISEDUCATIVI
      : creano un erroneo etat-d'esprit secondo il
      quale il lavoro NON vale un cazzo e non va
      ricompensato e neppure va citato l'autore
      !Chi t'ha detto che l'autore non va ricompenato?

      ma siamo pazzi ? siete pazzi ?sei pazzo? Ne mancano altri 3 e possiamo dire che conosci il presente indicativo del verbo essere: è già un successo.
      • Slurpa Mela scrive:
        Re: perche' va CHIUSA wikipedia
        - Scritto da: advange
        Chi t'ha detto che l'autore non va ricompenato?Anche a te, in effetti, i problemi con l'italiano non mancano. (rotfl)
        sei pazzo? Ne mancano altri 3 e possiamo dire che
        conosci il presente indicativo del verbo essere:
        è già un
        successo.Bravo, almeno quello l'hai imparato. In effetti per te è un successo, avendo studiato l'italiano sul Manuale delle Giovani Marmotte, così da poter trollare su PI :-)
    • Nome e cognome scrive:
      Re: perche' va CHIUSA wikipedia
      Il lavoro si paga, il volontariato no.Certo che lasciando capire di aver paura della concorrenza di iniziative basate sul volontariato dimostri che, o la tua autostima e' zero oppure che effettivamente hai una testa che non la mangerebbe neanche un gatto e fai fatica a trovare qualcuno disposto a pagarti.
    • dan80 scrive:
      Re: perche' va CHIUSA wikipedia
      - Scritto da: Il Detrattore
      perche' forse non ci arrivate ma questi fanno i
      milioni sfruttando a costo zero orde di
      volontari.

      si parla di centinaia di milioni di $ stando alle
      cifre che ho letto
      !


      poi un bel giorno diranno che non ci sono piu'
      soldi e faranno i milioni con l'advertising,
      buttandolo li' ai gonzi volontari pero' come
      "extrema
      ratio".

      infine, venderanno tutto l'asset e andranno in
      pensione
      miliardari.

      andranno chi ? il fondatore e i suoi soci.
      mica i fessi che hanno scritto migliaia di
      articoli e modifiche, a loro manco un grazie
      ovviamente.


      SVEGLIAAAAA !
      il lavoro SI PAGA !

      i casi come wikipedia sono del tutto DISEDUCATIVI
      : creano un erroneo etat-d'esprit secondo il
      quale il lavoro NON vale un cazzo e non va
      ricompensato e neppure va citato l'autore
      !

      ma siamo pazzi ? siete pazzi ?Lavori alla Treccani? 8)In ogni caso i contenuti di Wikipidiasono pubblicati con una licenza open source (FDL),quindi nessun pericolo-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 21 novembre 2008 13.27-----------------------------------------------------------
    • Alessio scrive:
      Re: perche' va CHIUSA wikipedia
      Come ogni progetto collaborativo di grande portata, che include migliaia di persone, è necessaria una fondazione per gestirne le risorse economiche. Queste ultime non sono speculative, ma occorrono principalmente per sostenere l'hosting dei siti web. Come aveva sottolineato un altro utente, i contenuti sono sotto licenza open source, quindi non possono essere oggetto di guadagni. La licenza permette la redistribuzione, quindi permette perfino di copiare tutto e trasferirlo da qualche altra parte. Sul fatto che vada chiusa, sinceramente wikipedia mi sembra uno dei migliori utilizzi del web, che incarna proprio quello per cui è nata la rete, lo scambio di informazioni. Un sito con una grafica pulita e senza fronzoli, a differenza di molti altri progetti di social network che impestano la rete.
    • PGStargazer scrive:
      Re: perche' va CHIUSA wikipedia
      - Scritto da: Il Detrattore
      perche' forse non ci arrivate ma questi fanno i
      milioni sfruttando a costo zero orde di
      volontari.

      si parla di centinaia di milioni di $ stando alle
      cifre che ho letto
      !Da quando qualcuno ti regala qualcosa?
      poi un bel giorno diranno che non ci sono piu'
      soldi e faranno i milioni con l'advertising,
      buttandolo li' ai gonzi volontari pero' come
      "extrema
      ratio".

      infine, venderanno tutto l'asset e andranno in
      pensione
      miliardari.

      andranno chi ? il fondatore e i suoi soci.
      mica i fessi che hanno scritto migliaia di
      articoli e modifiche, a loro manco un grazie
      ovviamente.Mai sentito parlare di passioni?e poi scusa una cosa perchè allora perdi tempo a scriver esu questo forum, mettendo che condividi qualcosa di utile (sto fantasticando eh!) chi ti dice che qulcuno non fa i soldi con la tua idea?
      SVEGLIAAAAA !
      il lavoro SI PAGA !Mi sa che non hai mai lavoratochi prende i meriti soprattutto in italia è sempre quello che sta sopra di te
    • Funz scrive:
      Re: perche' va CHIUSA wikipedia
      - Scritto da: Il Detrattore
      perche' forse non ci arrivate ma questi fanno i
      milioni sfruttando a costo zero orde di
      volontari.Ma tu che stai in un laogai, vieni pagato per spargere veleno su qualsiasi progetto collaborativo / open di cui si parli quaggiù?
      si parla di centinaia di milioni di $ stando alle
      cifre che ho letto
      !Buon per loro
      poi un bel giorno diranno che non ci sono piu'
      soldi e faranno i milioni con l'advertising,
      buttandolo li' ai gonzi volontari pero' come
      "extrema
      ratio".
      infine, venderanno tutto l'asset e andranno in
      pensione
      miliardari.Che schifo il capitalismo neh? Meglio il turbo-social-arricchismo in salsa cinese...
      andranno chi ? il fondatore e i suoi soci.
      mica i fessi che hanno scritto migliaia di
      articoli e modifiche, a loro manco un grazie
      ovviamente.


      SVEGLIAAAAA !
      il lavoro SI PAGA !

      i casi come wikipedia sono del tutto DISEDUCATIVI
      : creano un erroneo etat-d'esprit secondo il
      quale il lavoro NON vale un cazzo e non va
      ricompensato e neppure va citato l'autore
      !

      ma siamo pazzi ? siete pazzi ?Da un apologeta del regime cinese, che cosa ci tocca sentire...
    • Fabio Varesano scrive:
      Re: perche' va CHIUSA wikipedia
      Mah.. forse non sei al corrente del fatto che Wikipedia utilizzi una licenza libera che permette di copiare e riutilizzarne liberamente i contenuti. Cio' significa che, se mai dovesse succedere quello che tu immagini, basterebbe che qualcuno faccia un grosso "copia e incolla" dei contenuti wikipedia ad un'altra parte.E ti assicuro che, da informatico quale sono, questo "copia e incolla" non sarebbe nemmeno troppo complicato dal punto di vista tecnologico.Saluti,Fabio Varesano
  • Pino scrive:
    500 Megabyte in forma compressa
    500 Megabyte in forma compressa? Poco!Potrebbero allora mettere periodicamente tutti i testi su 1 cd e farlo scaricare.... ;-)Una wikipedia tascabile
    • dan80 scrive:
      Re: 500 Megabyte in forma compressa
      - Scritto da: Pino
      500 Megabyte in forma compressa? Poco!
      Potrebbero allora mettere periodicamente tutti i
      testi su 1 cd e farlo scaricare....
      ;-)
      Una wikipedia tascabileSi può già scaricare...esiste anche una versione su cd per le scuole (in inglese)
      • pippo scrive:
        Re: 500 Megabyte in forma compressa


        500 Megabyte in forma compressa? Poco!

        Potrebbero allora mettere periodicamente tutti i

        testi su 1 cd e farlo scaricare....

        ;-)

        Una wikipedia tascabile

        Si può già scaricare...

        esiste anche una versione su cd per le scuole (in
        inglese)Ottimo, così impari anche la lingua ;)P.S. esiste anche per nintendo ds
      • Little Green Man scrive:
        Re: 500 Megabyte in forma compressa
        dove?
    • Nemo_bis scrive:
      Re: 500 Megabyte in forma compressa
      - Scritto da: Pino
      500 Megabyte in forma compressa? Poco!Infatti non è vero. Solo it.wiki raggiunge i 2 GB in .7z, figurarsi; anche considerando solo le versioni attuali delle voci, siamo a 600 MB (http://download.wikimedia.org/itwiki/20081030/).C'è anche la versione html da scaricare (http://static.wikipedia.org/).-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 21 novembre 2008 17.03-----------------------------------------------------------
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: 500 Megabyte in forma compressa
        contenuto non disponibile
        • Nemo_bis scrive:
          Re: 500 Megabyte in forma compressa
          - Scritto da: unaDuraLezione

          In solo testo?Parlo dell'xml, che sostanzialmente contiene solo il testo delle pagine (la sorgente wiki, chiaramente).
          Comunque Wiki aveva finanziato un concorso per
          trovare un algoritmo di compressione ottimizzata
          di
          testo.
          Le prestazioni del vincitore (e la sua lentezza)
          erano davvero notevoli, nulla a che vedere con i
          compressori generici quali
          7zip
          non ricordo la fonte, ma se ne parlò anche qui su
          PI.Bah, se parliamo dei salvataggi della banca dati, è difficile superare 7z, che comprime di un centinaio di volte; attualmente però non c'è sostanzialmente nessuna compressione sulla banca dati vera e propria, tranne qualche piccolo "impacchettamento" delle versioni a dieci a dieci, che però non mi risulta che comprima molto.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: 500 Megabyte in forma compressa
            contenuto non disponibile
          • Nemo_bis scrive:
            Re: 500 Megabyte in forma compressa
            - Scritto da: unaDuraLezione

            non hai idea di cosa possa fare un algoritmo
            specifico per i testi
            ;)Lo so, ma se parliamo degli archivi da scaricare bisogna usare dei formati diffusi, mentre se parliamo della compressione della banca dati vera e propria l'importante è soprattutto la velocità (anche se attualmente le CPU dei server WMF sono in media al 40% di carico).
  • Arma Testa scrive:
    Pubblicità
    Sempre pubblicità gratuita....ma non sarà dannosa?
    • ilikekuntz scrive:
      Re: Pubblicità
      - Scritto da: Arma Testa
      Sempre pubblicità gratuita....ma non sarà dannosa?LOL :)si... sento un po' di male al rene sinistro ;)
  • user349857 scrive:
    calling for ILLUSTRATORS
    benvenga tutto questo.ma intanto mancano illustrazioni, diagrammi, schemi, disegni!per non parlare di fotoil tutto ben fatto, chiaro, professionale e con la giusta licenza.sapete bene che potete dare il vostro contributo.intanto qualche volenteroso faccia un giro sulla pagina di Oscar Wilde ... è terrificante la traduzione che c'è... pare che abbiano imparato l'italiano da un albanese.
    • babelzeta scrive:
      Re: calling for ILLUSTRATORS
      nessuno ti ha mai detto a cosa serve il tasto "modifica" presente in ogni pagina di wiki?serve a modificare la pagina in senso migliorativo, se per te qualcosa non va bene o manca puoi contribuire, se non lo fai in prima persona allora non stare a pretendere che lo facciano altri per te. wiki è un progetto collaborativo e volontario, quindi non stare a fare richieste ad altri quando potresti contribuire tu stesso, grazie
      • ilikekuntz scrive:
        Re: calling for ILLUSTRATORS
        - Scritto da: babelzeta
        nessuno ti ha mai detto a cosa serve il tasto
        "modifica" presente in ogni pagina di
        wiki?a me sembra che ci sia gente che a parte rinbeccare non raccoglie gli appelli.io credo che si dia comunque da fare, ma chiama altri a raccolta.non ti sta bene forse?lascia che modifichi e che chiami anche altri.vai, vai anche tu a premere il tasto modifica, e ci andrò anche io.in effetti la pagina di Oscar Wilde mi pare importante e ha bisogno di più che una mano. Ci andrebbe un segnalino in cima (non so quale ci vada) per dire "bisogno di sistemare l'italiano"e se ci si lavora in tanti, magari per sezioni, si farà prima.
        serve a modificare la pagina in senso
        migliorativo, se per te qualcosa non va bene o
        manca puoi contribuire, se non lo fai in prima
        persona allora non stare a pretendere che lo
        facciano altri per te.se hai dei problemi, curati, fatti una doccia fredda, riposati, magari scopa ogni tanto.non credere che quelli che esortano gli altri ad unirsi alle battaglie non lottino essi stessi in prima persona.non so lui, ma io per esempio contribuisco con ogni cosa che so, ma conosco tanti che potrebbero davvero, come dice, disegnare o fare schemini; oggi son tutti grafici no? In effetti di materiale ne manca. Io posso fare delle cose ed esortare (mi unisco!) altri a farne altre o ad unirsi al lavoro.
        wiki è un progetto
        collaborativo e volontario, quindi non stare a
        fare richieste ad altri quando potresti
        contribuire tu stesso,wiki comunque non è il tuo impero.quindi non stare a dirmi quello che devo o non devo fare e non permetterti di farlo nemmeno con quello che ha aperto il thread.mi pare una esortazione in buona fede.gente come te allontana gli altri dal progetto, calmati e impara a trattare la gente
    • pippo scrive:
      Re: calling for ILLUSTRATORS

      intanto qualche volenteroso faccia un giro sulla
      pagina di Oscar Wilde ... è terrificante la
      traduzione che c'è... pare che abbiano imparato
      l'italiano da un
      albanese.Forse se gli itaGliani imparassero l'inglese... :D
      • Slurpa Mela scrive:
        Re: calling for ILLUSTRATORS
        Infatti, oltre all'italiano, ci sono problemi anche con l'inglese: non è raro vedere voci prese dalla Wiki inglese e tradotte malamente. Di conseguenza si trovano pagine farcite di errori ben più gravi della sola ortografia, sintassi o scorrevolezza: risultano proprio informazioni sbagliate, dettate da errori di traduzione o scarsa comprensione del testo inglese. Correggere si può e chi può e ha tempo magari ci prova. Io cerco di dare un contributo, ma di pagine messe in quel modo ce ne sono tante.Poi, finché si tratta di imprecisioni, cose espresse non molto bene o anche (appunto) un italiano pessimo è un conto: è brutto, è migliorabile, ma in fondo l'informazione contenuta è corretta, "si capisce" o almeno si dovrebbe. Se non altro, quindi c'è almeno la pagina, migliorabile quanto si vuole, ma c'è. Un'altro discorso è invece quando ciò che è scritto è proprio errato, perché molta gente prende Wikipedia come oro colato e, come se non bastasse, molti blogghetti e sitini ne scopiazzano le pagine con un mero "copia e incolla", senza citare la fonte, forse sperando di spacciarla come proprio lavoro o per attirare qualche visitatore in più, ma il risultato è che un errore su Wikipedia si propaga a macchia d'olio.Con questo non voglio screditare Wikipedia, che ha certamente i suoi pregi, ma penso invece che a screditarla siano i "contributi" ingenui o superficiali: l'impegno forse è da apprezzare comunque, ma controllate ciò che scriverte e verificate bene che le fonti siano attendibili, per rendere davvero Wikipedia migliore.
        • advange scrive:
          Re: calling for ILLUSTRATORS
          [CUT]
          Un'altro discorso è invece quando ciò che è[CUT]e in effetti i problemi di italiano non ti mancano :-)
          • Slurpa Mela scrive:
            Re: calling for ILLUSTRATORS
            - Scritto da: advange
            [CUT]

            Un'altro discorso è invece quando ciò che è
            [CUT]
            e in effetti i problemi di italiano non ti
            mancano
            :-)Già, ma quello è un altro discorso. Se ti sforzi, forse ci arrivi. :-)
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