Adblock Plus chiude il cerchio

La missione di ripulire la Rete dagll'advertising invasivo ha creato naturalmente lo spazio per un business da intermediari: Eyeo, che mette a disposizione i filtri di Adblock Plus, agirà anche da snodo per inserzionisti ed editori con la propria piattaforma pubblicitaria
La missione di ripulire la Rete dagll'advertising invasivo ha creato naturalmente lo spazio per un business da intermediari: Eyeo, che mette a disposizione i filtri di Adblock Plus, agirà anche da snodo per inserzionisti ed editori con la propria piattaforma pubblicitaria

Si era investito della missione di supportare gli utenti nella libera scelta di non fruire dell’advertising più invadente con AdBlock Plus, ha sfidato gli editori dentro e fuori dai tribunali, ha conquistato una massa importante di utenti e l’inevitabile collaborazione pagante di soggetti come Google, Amazon, Microsoft. E dopo aver ribadito le buone intenzioni di un meccanismo già abbastanza esplicito , Eyeo ha scoperto le proprie carte: si posizionerà come un intermediario del mercato pubblicitario con una propria piattaforma, che permetterà ai gestori di siti di raggiungere anche gli utenti di AdBlock Plus, mostrando loro pubblicità alternativa , “accettabile”, in luogo della più invasiva pubblicità mostrata agli utenti che non si servono dell’adblocker.


È così che l’azienda tedesca ha lanciato la propria Acceptable Ads Platform , una piattaforma che si nutre della whitelist degli acceptable ads, già principale fonte di monetizzazione per Eyeo, e di soluzioni per semplificare e automatizzare il piazzamento della pubblicità negli spazi di coloro che aderiscono al programma.

Il servizio, sviluppato fin dai mesi scorsi e lanciato in versione beta con la collaborazione di ComboTag , già operativa sullo scenario del Real Time Bidding ( RTB ), promette a editori e blogger di scegliere fra un ventaglio di ad accettabili , che verranno visualizzati da coloro che si servono di AdBlock Plus. Agli utenti che invece non approfittano di AdBlock Plus verranno mostrati gli ordinari, chiassosi e occhiuti ad scelti a monte dal gestore del sito o dal servizio cui si affida. Ad essere risparmiati dalle proposte pubblicitarie, gli utenti di altri adblocker (probabilmente quelli che non aderiscono alle liste di AdBlock Plus, messe a disposizione già in passato da Eyeo per ampliare il proprio bacino di utenza) e gli utenti di AdBlock Plus che abbiano esplicitamente rinunciato a “permettere alcune pubblicità non inopportune”, una percentuale che si stima tra l’8 e il 10 per cento dei fruitori del servizio.

Filtro Acceptable Ads

Eyeo, dopo l’ approvazione a pagamento per i grandi editori e gratuita per i piccoli siti, promette ai gestori di pagine web di integrare il servizio con un semplice tag, e di scegliere agevolmente fra la pubblicità ritenuta accettabile, posizionandola con un semplice drag and drop. La piattaforma, inoltre, funzionerà anche come una sorta di ad exchange : gli intermediari dell’advertising potranno acquistare impression sui siti a favore degli inserzionisti che servono.
Gli inserzionisti, o i loro intermediari, continueranno naturalmente a pagare per essere inclusi nella whitelist degli acceptable ad, ma la piattaforma dovrebbe permetterne una più capillare diffusione e dovrebbe restituire un puntuale feedback umano sul singolo ad, formulato da parte del pubblico e capace di premiarne il successo nel sistema di selezione messo a disposizione dei gestori dei siti.

Il meccanismo della Acceptable Ads Platform, naturalmente, non risparmia vantaggi a favore di Eyeo : ai gestori dei siti spetta l’80 per cento di quanto lo spazio che offrono viene pagato, mentre il 20 per cento viene spartito fra i diversi attori del sistema, con Eyeo che si accaparra il 6 per cento . L’azienda tiene però a precisare che non ha cominciato a vendere pubblicità: piuttosto, il suo ruolo da intermediario è guidato da una missione, quella di “mostrare agli editori che possono generare più introiti e migliorare l’interfaccia utente del loro sito senza proporre della pubblicità molesta”. Un ruolo che, negli insterstizi di un mercato pubblicitario profondamente cambiato dalla generalizzazione degli adblocker, altri soggetti come Brave Browser hanno pensato di mettere a frutto .

Gli editori? In attesa che gli stessi attori del mercato pubblicitario diano concretezza al proprio ravvedimento e in attesa che gli stessi colossi dell’advertising prendano posizione rispetto all’iniziativa di Eyeo, gli editori sembrano preferire il muro contro muro, affidandosi agli avvocati e al codice , alimentando un nuovo business degli intermediari, quello dei blocker per adblocker .

Gaia Bottà

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14 09 2016
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