Da Milano al Nasdaq: il prossimo passo di Bending Spoons

Da Milano al Nasdaq: il prossimo passo di Bending Spoons

Depositata presso la SEC la richiesta per il debutto al Nasdaq: Bending Spoons punta alla quotazione oltreoceano per continuare a crescere.
Da Milano al Nasdaq: il prossimo passo di Bending Spoons
Depositata presso la SEC la richiesta per il debutto al Nasdaq: Bending Spoons punta alla quotazione oltreoceano per continuare a crescere.

Dopo aver messo a segno una serie di acquisizioni importanti (Eventbrite, AOL, Vimeo, Brightcove e WeTransfer le più recenti), la milanese Bending Spoons punta alla quotazione in Borsa, guardando oltreoceano per una valutazione quantificata in almeno 20 miliardi di dollari. La società ha depositato presso la Securities and Exchange Commssion il modulo F-1 necessari per chiedere la quotazione al Nasdaq.

Bending Spoons punta al Nasdaq

Nelle oltre 200 pagine del documento (link a fondo articolo) si ripercorrono le origini dell’azienda, nata durante un viaggio zaino in spalla dei suoi tre fondatori fatto nel 2010 sulle strade dell’Indonesia, passando dallo sviluppo dell’applicazione Immuni durante la pandemia, per arrivare a ciò che è diventata oggi. La mission è ben sintetizzata dal messaggio che compare sulla homepage del sito ufficiale: Acquisiamo e miglioriamo prodotti iconici.

Dal 2014 acquisiamo prodotti digitali. Non per rivenderli, ma per possederli e gestirli a lungo termine.

Un modello di business secondo cui il miglioramento dei prodotti è talvolta passato anche da una riduzione del personale impegnato, come nel caso di WeTransfer. Nella relazione presentata alla SEC è posto l’accento anche sulla scelta di puntare sull’intelligenza artificiale prima che fosse di moda.

Ad oggi, le piattaforme e i servizi presenti nel catalogo di Bending Spoons accorpano oltre un miliardo di utenti considerando le registrazione, più di 400 milioni attivi su base mensile e 7 milioni che hanno scelto di sottoscrivere e rinnovare un abbonamento ogni mese.

Nel suo portfolio sono presenti tecnologie proprietarie come Minerva, Juno, Xina, Galf, Matrix e Pico, destinate ad ambiti come la gestione dei pagamenti multicanale, alle campagne di marketing e al controllo degli accessi. Queste le parole del CEO e co-fondatore Luca Ferrari.

Intravediamo enormi opportunità. Abbiamo identificato oltre 1.000 aziende digitali (sia private che pubbliche) che potrebbero rappresentare interessanti obiettivi di acquisizione in futuro, con un fatturato annuo complessivo stimato di quasi 400 miliardi di dollari nel 2025.

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Pubblicato il
8 giu 2026
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