Schmidt: sarà anche l'anno di Android

Il 2009 di Google passa anche e soprattutto per la fioritura del suo sistema operativo open. Che strizza l'occhio a tutto ciò che è mobile, e che permetterà a BigG di lanciarsi in quel settore con la sua pubblicità

Roma – Il recente appuntamento indetto da Google per svelare e commentare i profitti dell’azienda relativi al primo quadrimestre del 2009 si sono rivelati un’ottima occasione per fare il punto su quanto è stato fatto e quanto ancora c’è da fare. A parlare è il CEO dell’azienda, Eric Schmidt, secondo il quale il 2009 di BigG segna l’impetuosa crescita di Android, il sistema operativo open source. L’azienda californiana, che vanta un considerevole numero di servizi sul web, sembra inoltre decisa a puntare al mobile come risorsa pulsante anche per l’advertising.

Secondo Scmidt, le soddisfazioni maggiori per l’anno corrente potrebbero arrivare a Google proprio grazie ad Android , il sistema operativo open source che sembra fare gola a sempre più colossi della telefonia. Non rappresenta più un mistero il fatto che siano in molti coloro che sembrano destinati a seguire le orme di HTC per lanciare entro l’anno il proprio dispositivo equipaggiato con il sistema operativo di BigG: Samsung, LG e forse anche Motorola e Sony Ericsson (quest’ultima pare che ci abbia ripensato), giusto per citare alcuni nomi.

Secondo numerosi analisti, uno dei difetti maggiori di Android risiede proprio nella scarsità del parco dispositivi a disposizione: ad oggi l’unico terminale in commercio è il G1 di HTC, che non sembra aver riscosso parecchio entusiasmo tra gli utenti soprattutto per quanto riguarda il fattore estetico e della qualità dei materiali. In tal senso Schmidt ha annunciato che le partnership con altri costruttori di hardware non tarderanno ad arrivare: “Vi saranno annunci che si susseguiranno da qui alla fine dell’anno relativi a nuovi accordi con provider di connettività e partner per il settore hardware” spiega il CEO di Google. “Nonostante non mi sia permesso di annunciare più di tanto, posso affermare che ciò appaga a pieno le aspettative fatte più di un anno fa per quanto riguarda Android”.

In materia di partnership con nuovi produttori di hardware non è detto che Schmidt si riferisca solo ed esclusivamente al comparto della telefonia mobile: negli ultimi mesi si sono fatte sempre più insistenti le voci che vogliono numerosi produttori del segmento-fenomeno netbook pronti a calare entro l’anno il proprio laptop Android based. Tra gli ultimi a flirtare con Google vi sarebbe nientemeno che HP , mentre Asus e, soprattutto, Freescale sono già un passo avanti: l’azienda di semiconduttori ha di recente mostrato durante il Mobile World Congress di Barcelona il primo prototipo di netbook che monta l’OS mobile di Google, la cui versione 1.5 è stata di recente inviata ai beta tester.

Come detto, questo 2009 potrebbe essere davvero l’anno di Android, inteso come sistema operativo multifaccia capace di estendersi anche ben oltre i limiti della telefonia. L’intento di Google è quello di costruire una piattaforma globale, che graviti intorno all’utente e che sia accessibile in diverse maniere. Per far ciò, in materia di connettività, un ruolo fondamentale sarà giocato dai provider, che Google tende a coccolare assecondando ogni loro richiesta . BigG sembra sempre più intenzionata a puntare gran parte delle sue risorse proprio sul comparto mobile, visto dall’azienda come un vero e proprio nuovo settore da colonizzare in termini di advertising: secondo Schmidt l’investimento-Android sarebbe solo il primo passo di un progetto ad ampio raggio che mira a rendere i profitti dell’advertising su scala mobile molto più cospicui e fruttuosi di quelli già sparsi per l’intero web.

Vincenzo Gentile

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  • LeartS scrive:
    Povero pentagono
    A parte Raymond non penso nessun altro possa essere interessato all'offerta, se non per prendere e diffondere un po' di dati riservati direttamente dall'interno.
  • Dovella scrive:
    e si
    proprio bravihttp://shop.ebay.it/merchant/cdsat2006 vendo varie
  • te_pentagon scrive:
    ultime parole famose
    proprio stamattina ho sentito in radio che degli hacker hanno rubaro tera e tera di dati dal pentagono in riferimento al nuovo bombardiere statunitense!
  • Sogliola scrive:
    meglio bucare da dentro che da fuori....
    il world wide web e' la DMZ del pentagono. chissa' cosa potrebbero combinare una volta dentro......;)
  • Aname scrive:
    Pensare come i cattivi?
    Basterebbe che per una volta... pensassero!
  • z f k scrive:
    Iiiih che criticoni...
    Questo non e' altro che il prosieguo del trend gia' rilevato.Invece non capisco le critiche di "aaaaa" e "Dittatori Fascisti": che c'e' di male nel far fruttare il proprio know-how?Certo, personalmente preferirei qualcosa di meno legato a doppio filo, tipo una consulenza/collaborazione esterna, ma negli states amano tenersi i segretucci in famiglia.Certo e' che se le loro infrastrutture sono dei colabrodi, creare una struttura che metta insieme le competenze per tapparli (e - soprattutto - dei protocolli operativi tali da _evitare_ di aprirne in primo luogo), e' quantomeno necessario.Il problema di fondo, come accennato qui sopra, e' che (cito) la sicurezza e' un proXXXXX, non e' un prodotto .Non e' assolutamente sufficiente prendere un manipolo di esperti e dirgli "trovate le falle e tappatele". Due microsecondi dopo che sono passati a sanare la situazione, qualche impiegatuccio - in buona o cattiva fede - fara' qualche azione che compromettera' di nuovo tutto.Quello che serve e' conoscenza di causa e consapevolezza da parte di chi su quei sistemi ci opera ogni giorno. Serve educarli; servono corsi e servono competenze.CYAP.S.: qua in italia... *sigh*...
  • Dittatori Fascisti scrive:
    Poveri rinXXXXXXXXti
    Chi si definisce hacker ...Linus e Richard sono due hacker e lavorano gratis
  • aaaaa scrive:
    pessimo affare
    vendere l'intelligenza e la morale per soldi federali ;)chissa se tutti gli "hacker" la pensano cosi ;)
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