Blackberry e Lenovo, stavolta per davvero?

Ennesima indiscrezione su una possibile acquisizione di BB da parte dell'azienda cinese. Questione di giorni e si scoprirà come andrà questa volta. Lenovo sempre più lanciata nel mobile

Roma – Le solite, ricorrenti fonte anonime non confermate – ma apparentemente ben informate sui fatti – tornano a parlare di un tentativo di acquisizione di BlackBerry da parte di Lenovo, un offerta di acquisto pubblico piena di incognite ma la cui idea solletica un certo interesse negli azionisti dell’ex-colosso canadese.

Il tentativo di scalata iniziale prevede un’offerta di 15 dollari ad azione con un accordo potenzialmente raggiunto a quota 18, dicono le indiscrezioni, e il mercato sembra apprezzare con un +2 per cento fatto registrare dal titolo BlackBerry nelle contrattazioni di borsa chiuse lo scorso venerdì. Sia BB che Lenovo non rilasciano commenti ufficiali sui nuovi rumor, anche se la telenovela “Lenovo compra BlackBerry” è ospite fissa delle cronache di mercato da quasi due anni: l’interesse particolare per l’azienda canadese era stato espresso inizialmente dal CFO Wong Wai Ming, e in seguito smentito dalla multinazionale cinese.

Lenovo era poi tornata a descrivere l’ex-RIM come preda potenziale per l’azienda in fregola di shopping hi-tech, e in quella occasione si era parlato di vere e proprie analisi finanziarie in vista di un’acquisizione. Acquisizione mal vista dalle autorità canadesi , che avrebbero quindi bloccato il tentativo di Lenovo.

Quel che è certo è che l’azienda asiatica ha soldi da investire e può vantare la leadership nel mercato mondiale dei PC , un interesse crescente per l’ espansione nel settore mobile in Cina – con un brand tutto nuovo – e nel resto del mondo. Blackberry non sarebbe certo la prima “vittima” delle mire espansionistiche di Lenovo dopo il caso Motorola , anche se l’azienda canadese potrebbe decidere di rifiutare l’offerta e tentare di andare avanti da sola dopo le molte difficoltà affrontate (di business, quattrini e personale) sperimentate da sola negli ultimi anni.

Alfonso Maruccia

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  • Remigio scrive:
    Disinformazione endemica
    Tutto può essere: un tentativo di truffa o per lo meno un tentativo di vendere a tanto qualcosa che vale di meno in termini monetari.Oppure potrebbe essere che la lunga mano di qualche ente governativo usa abbia dato un colpettino sulla spalla ai kickstarteriani, ricordandogli di quante licenze hanno bisogno per rimanere aperti...
    • effeuno scrive:
      Re: Disinformazione endemica
      La prima che hai detto, basta leggere le reazioni indignate di chi ha analizzato a fondo il progetto presentato.
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