BlackBerry e Lenovo, lo zampino del Canada

Il colosso cinese avrebbe avviato le negoziazioni per una potenziale acquisizione, ma il governo canadese sarebbe intervenuto. Nel nome della sicurezza nazionale
Il colosso cinese avrebbe avviato le negoziazioni per una potenziale acquisizione, ma il governo canadese sarebbe intervenuto. Nel nome della sicurezza nazionale

La preoccupazione delle autorità canadesi per la tutela della sicurezza nazionale potrebbe aver influito sul destino di BlackBerry: la prospettiva che un’azienda con base in Cina potesse agguantare le redini dell’infrastruttura del colosso canadese non sembra essere piaciuta al governo, che avrebbe dissuaso BlackBerry dall’assecondare il corteggiamento di Lenovo.

Le indiscrezioni si rincorrono da tempo: Lenovo, nei mesi scorsi , aveva lasciato emergere un malcelato interesse nei confronti dell’azienda canadese. Un interesse reso probabilmente più concreto dalla situazione critica in cui versa BlackBerry, disposta alla vendita pur di tornare sulla breccia. In questo contesto, con Lenovo mostra di saper reggere la recessione, le due aziende si sarebbero riavvicinate per valutare un potenziale accordo , prima che BlackBerry rinunciasse all’idea di tornare privata .

Proprio in quel frangente si sarebbe inserito il governo canadese, secondo le voci di corridoio raccolte da The Globe and Mail : le autorità non avrebbero gradito l’idea di aprire ad un’azienda cinese il business di BlackBerry, fondato su sistemi di sicurezza su cui fa affidamento una parte ancora consistente del settore enterprise e compenetrati con l’infrastruttura di telecomunicazioni del paese nordamericano.

Un potenziale accordo fra le due aziende sarebbe stato sottoposto a uno scrutinio attento e troppo dispendioso in termini di tempo per un’azienda come BlackBerry, che ha necessità di agire con urgenza. Un’analisi che, suggeriscono le fonti del quotidiano canadese, si sarebbe molto probabilmente conclusa con un veto rispetto alla transazione . “Il Canada è aperto agli investimenti stranieri – ha riferito la fonte governativa anonima al The Globe and Mail – e in particolare dalla Cina, ma non a costo di mettere a rischio la sicurezza nazionale”.

“Credo che nessuno dovrebbe essere sorpreso del fatto che abbiamo preoccupazioni di questo genere”, ha aggiunto la fonte. Sono infatti numerosi i governi occidentali che, nonostante le rassicurazioni da parte dei colossi cinesi dell’IT, continuano a diffidare, impensieriti per le potenziali intrusioni di Pechino, anche in epoca di Datagate . Se Lenovo ha dovuto accettare di veder sfumare l’accordo, Huawei , altro colosso cinese da tempo guardato con sospetto dalla autorità di mezzo mondo, Canada compreso , ha scelto la propria strategia : piuttosto che rilevare le attività di un’azienda esterna come BlackBerry, meglio concentrarsi su se stessi, investendo in ricerca e sviluppo.

Gaia Bottà

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06 11 2013
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