Cryptoweek: settimana nera per le criptovalute

Cryptoweek: settimana nera per le criptovalute

Nonostante diverse notizie allettanti, questa settimana per le criptovalute non è iniziata bene e forse finirà anche peggio per due motivi.
Nonostante diverse notizie allettanti, questa settimana per le criptovalute non è iniziata bene e forse finirà anche peggio per due motivi.

La settimana delle criptovalute non verrà certo ricordata tra le migliori: le notizie negative si sono rincorse e hanno spinto al ribasso gli investimenti anche se, come sempre in questi casi, le opportunità si accumulano dietro l’angolo. Bitcoin, tra alti e bassi, ancora segna il suo trend in negativo, così come Ethereum che arranca con il suo prezzo evitando, ormai da tempo, di regalare forti emozioni. Solo le piccole crypto stanno elargendo qualche soddisfazione, ma non sono certo loro a trainare il mercato. Se questo è il primo motivo per cui le cose non vanno bene, il secondo, ma non meno importante, riguarda un tema che preoccupa molti: la tassazione.

Tasse e sostenibilità ambientale: i due drammi delle criptovalute

Purtroppo il tema Fisco e dichiarazione dei redditi ha da sempre preoccupato il mondo delle criptovalute. Più che gli exchange però, sono gli investitori la categoria maggiormente colpita. Diciamo questo perché nel Regno Unito, Her Majesty’s Revenue and Customs (HMRC) ha deciso di includere nella Tech Tax gli exchange di criptovalute. Si tratta di una nuova tassa pari al 2% che verrà applicata a tutte le piattaforme operanti nel Paese che, a loro volta, faranno ricadere sugli investitori.

In Italia la situazione è stata meglio definita dall’interposto numero 788 del 24 novembre con il quale l’Agenzia delle Entrate ha sancito quando e come le criptovalute debbano essere denunciate nella dichiarazione dei redditi.

A questo si aggiunge il tema della sostenibilità ambientale, “tallone di Achille” per le crypto. Nonostante le politiche restrittive di alcuni Paesi, come la Cina, i miner hanno esodato la loro attività in alcuni Paesi limitrofi e più permissivi. Tra questi il Kazakistan che si trova ora a dover affrontare fastidiosi blackout causati dal consumo di energia elettrica che, proprio per il mining, in pochi mesi è aumentato del 18%.

Sicurezza e truffe: le previsioni di Kaspersky spaventano

Ecologia a parte, come se non bastasse, visto che le crypto sono terreno fertile per il cybercrime, Kaspersky ha redatto un documento indicando le più grandi minacce attese nel 2022 per le criptovalute. Le sue previsioni sono molto attendibili e stanno spaventando gli investitori. Tra i pericoli citati dalla software house per la sicurezza troviamo:

  • attacchi mirati alle criptovalute;
  • falsi portafogli hardware;
  • aumento degli infostealer.

Ovviamente tutto questo, ovvero il cybercrime, alimenta un trend negativo nelle crypto, tra le quali Bitcoin, Ethereum, Dogecoin e Shiba Inu (per citare le più importanti). Ed è proprio quest’ultima che sta cercando di rubare la scena alla regina delle criptovalute.

Se adoperiamo la semplice accortezza di detenere chiavi crittografiche in un cold wallet, le criptovalute come il Bitcoin sono il diritto di proprietà più forte, certo e sicuro mai inventato. Le cripto detenute in un cold wallet, ovvero un wallet non connesso ad Internet, sono infatti impossibili da rubare o confiscare: l’unico modo di appropriarsi delle cripto è che il detentore consegni volontariamente la chiave privata o la utilizzi egli stesso. Gli asset degli utenti di Crypto Smart, infatti, sono detenuti quasi esclusivamente in cold wallets.

Con queste parole Alessandro Frizzoni, co-fondatore Crypto Smart, spiega un aspetto fondamentale per comprendere il tipo di rischio e il grado di sicurezza a cui si va incontro quando si opera con asset di questo tipo. E aggiunge Frizzoni:

Per fare un esempio concreto, le crypto sono molto più sicure di asset fisici come oro, gioielli e opere d’arte che devono essere detenute in casse forti e monitorate con sistemi d’allarme. Quando leggiamo di hack milionari sulle news, quasi sempre questi hack sono eseguiti dal personale stesso delle aziende che gestiscono le criptovalute e le aziende coinvolte sono basate su giurisdizioni offshore o isolette dove l’attività di polizia giudiziaria è scarsa o praticamente assente. Il consiglio che ci sentiamo di dare è di essere Smart e detenere i propri digital asset presso aziende basate in giurisdizioni stabili come l’Italia.

Le modalità sono elemento sostanziale, dunque, e un wallet non vale l’altro: scegliere è importante e le minacce relative alla sicurezza ce lo ricordano quotidianamente.

Bitcoin: il futuro della regina delle criptovalute

Come non parlare di Bitcoin, la regina delle criptovalute. Protagonista indiscussa e forza trainante sia in positivo che in negativo, come in queste ultime settimane, delle altre crypto. Purtroppo le previsioni non sono ancora rosee per questo dicembre 2021. Vero è che, come indicato dagli analisti, Bitcoin non è precipitata sotto la soglia di sicurezza posizionata a 52.000 dollari, ma nemmeno ha superato la soglia psicologica dei 58.000 dollari. Ecco perché pare ovvio puntare tutto sulla prudenza e continuare ad accumulare.

Anche la variante Omicron non sta aiutando in questo senso. C’è un però ed è la notizia del momento: Bitcoin è stata riconosciuta come la rete di pagamento più efficiente al mondo.

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Pubblicato il 4 dic 2021
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