Green Pass: prime multe e controlli intensificati per il Ferragosto

Green Pass: prime multe e controlli intensificati

In vista del Ferragosto saranno intensificati i controlli da parte delle forze dell'ordine, soprattutto nelle località di villeggiatura.
In vista del Ferragosto saranno intensificati i controlli da parte delle forze dell'ordine, soprattutto nelle località di villeggiatura.

Dopo la segnalazione dei giorni scorsi giunta dall'Alto Adige, cresce il numero delle multe inflitte a esercenti e clienti per il mancato rispetto delle disposizioni sul Green Pass. Dalle pagine di ANSA la notizia di una sanzione registrata a Treviso in una sala scommesse e di un'altra a Milano in una palestra.

Multe e controlli per il Green Pass

Nel primo caso gli avventori sono stati trovati del tutto sprovvisti di Certificato Verde, nel secondo un frequentatore ha mostrato il documento appartenente a un'altra persona. In vista del Ferragosto ormai imminente, e in un clima non certo disteso con le proteste che non si placano, sono destinati a intensificarsi i controlli, come suggerito e promesso da Ministero dell'Interno. Particolare attenzione sarà riposta nelle località di villeggiatura.

Restando in tema, proprio nei giorni scorsi dal Viminale è giunta l'attesa circolare per chiarire a chi spetta il compito di chiedere il documento d'identità a coloro che esibiscono il Green Pass. Vengono di fatto esentati dall'incarico i titolari delle attività, ad eccezione dei casi di “manifesta incongruenza”, ovvero quando i dati anagrafici visualizzati dall'app VerificaC19 dopo la scansione del codice sono palesemente in contrasto con l'età o il sesso di chi ci si trova di fronte. Una decisione che a nostro avviso va a inficiare l'efficacia dello strumento.

Tornando alle sanzioni, quelle previste vanno da 400 a 1.000 euro sia per l'esercente sia per il cliente, con il primo dei due che rischia la chiusura del locale fino a dieci giorni in caso di tre violazioni riscontrate in occasioni differenti.

Intanto, anche per evitare che qualcuno sprovvisto di Certificato Verde possa approfittarne (il mercato nero su Telegram testimonia che il rischio c'è), è meglio non condividere online per alcuna ragione il proprio codice QR. La raccomandazione potrebbe sembrare superflua, ma ha costretto ieri il Garante Privacy a un nuovo intervento per ribadirla.

Fonte: ANSA
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