Samsung, addio ai PC?

Dopo la cessione delle stampanti ad HP, l'azienda coreana potrebbe vendere la propria divisione PC a Lenovo per concentrarsi sui comparti più promettenti, tra mobile e IoT

Roma – Samsung potrebbe essere sul punto di cedere la propria divisione PC a Lenovo, nell’ambito di una riorganizzazione volta alla razionalizzazione del business centrata sulle proposte che più rendono sul mercato.

A riferire l’indiscrezione è la fonte coreana The Bell , secondo cui da mesi sarebbero in corso delle trattative tra le due aziende: Lenovo potrebbe aggiudicarsi la divisione PC di Samsung per una cifra che sembra aggirarsi sugli 800 milioni di euro. L’azienda coreana, del resto, non appare contare da tempo sulla divisione PC: già nel 2014 aveva rinunciato al mercato europeo per i propri laptop e la perdurante crisi di settore non incoraggia certo ad investire. Solo Lenovo, indiscusso dominatore del mercato PC , potrebbe dimostrarsi interessata all’acquisizione, esplorando una logica espansiva che lambisce anche Fujitsu.

Samsung dal canto suo, è evidentemente orientata allo sfoltimento dei rami secchi: nel mese di settembre ha annunciato la cessione della divisione stampanti ad HP e, come suggerito da un ex dirigente, “considerata la stretta relazione di business tra i PC e le stampanti, sembra abbastanza ovvio che Samsung, dopo l’eventuale vendita della divisione PC, si ritiri dal mercato dei PC”.

L’azienda coreana appare dunque puntare sui settori più solidi delle proprie attività, primo fra tutti il mobile : nonostante le contingenze legate al phablet Galaxy Note 7 e nonostante le prospettive non rosee per il mercato dei tablet Samsung si mostra intenzionata a stare al passo con una concorrenza che incalza . Senza rinunciare a consolidare la propria posizione nei comparti più promettenti dell’IT, dalla IoT all’ automotive , ambiti nei quali è prodiga di investimenti, fra cui si annoverano le recenti acquisizioni di Viv e Harman .

Gaia Bottà

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  • rico scrive:
    Due cose impossibili
    Primo, TIM che è imputato e insieme parte lesa, una cosa esclude l'altra.Secondo, che sia possibile fare ricariche da un centesimo.
  • cruciani scrive:
    Chi ha seguito la vicenda dall'inizio?
    Chi ha seguito la vicenda fin dall'inizio?Mi chiedo che c'entra la ricettazione con il reato descritto. Qui mi sembra più un caso di falso. Ma l'intestazione di una SIM è un atto pubblico? Vale semplicemente il reato di falso in questi casi?Comunque il reato per cui un imputato va a proXXXXX deve essere valutato e può essere modificato sia dal GIP che dal tribunale delle indagini preliminari. Era sempre quello fin dall'inizio?
  • gino scrive:
    parrucconi
    La 'giustizia' italiana.Che parrucconi venduti.Il principio di tutte le istituzioni: forti con i deboli, deboli con i forti.Realtà, ma comunque schifo, anche perché la fanno sempre franca, dimostrando che in italia è giusto comportarsi così.
  • prova123 scrive:
    Il problema reale è ...
    chi le aveva utilizzate? ... sarà tutto qui il motivo per cui è finito tutto a tarallucci e vino alias italian style.
    • Il fuddaro scrive:
      Re: Il problema reale è ...
      - Scritto da: prova123
      chi le aveva utilizzate? Politici... faccendieri.. e il personale che si occupa di solito delle faccende 'poco limpide' degli stessi!Queste procedure erano vecchie e risapute.......
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