Tutti in piazza: libertà, non paura

Per non rassegnarsi alla società della sorveglianza e del tecnocontrollo. Si avvicina una mobilitazione internazionale di ampio respiro. Si cercano anche italiani mobilitati, mobilitanti e mobilitabili. Ecco cosa va maturando

Roma – Paura di essere sorvegliati, paura di essere catalogati, paura di essere se stessi. C’è chi non intende sprofondare in una spirale del silenzio, c’è chi rivendica il proprio diritto a formare e manifestare spontaneamente il proprio pensiero e la propria creatività: è una chiamata alle armi diramata da Vorratsdatenspeicherung , il gruppo di lavoro che in Germania si oppone alla data retention. Invitano i cittadini di tutto il mondo ad organizzare Freedom Not Fear 2008 , Libertà, non paura , una manifestazione globale e decentrata che l’11 ottobre possa scuotere le piazze di tutto il mondo.

In fieri Stato e mercato si insinuano nella vita del cittadino: è una sorveglianza pervasiva, è una possibilità connaturata alle tecnologie che permeano la quotidianità. C’è chi impugna i mezzi di comunicazione in maniera acritica e chi resta atterrito dalla possibilità che rappresentino dei tasselli di un panopticon digitale. C’è invece chi reagisce: non intendono rinunciare agli strumenti per comunicare ed informarsi, non intendono abdicare al diritto ad una vita privata e spontanea , chiedono che stato e mercato vengano frenati da leggi che arginino il tecnocontrollo di default .

Animato da questo proposito, il gruppo di lavoro tedesco ha lanciato una call modulare, ha invitato alla mobilitazione associazioni e cittadini affinché si organizzino per chiedere trasparenza, per instillare la consapevolezza nella società civile, per scuotere le istituzioni affinché tornino a bilanciare l’equilibrio tra sicurezza e diritto alla riservatezza, tra esigenze del mercato e diritto alla spontaneità. Sono numerose le associazioni che iniziano a punteggiare le pagine del wiki dedicate, si inizia a fare la conta di coloro che sono disposti a investire tempo e impegno per dare fiato alle proprie preoccupazioni e manifestare il proprio diritto a non vivere sotto una lente.

Anche in Italia qualcosa inizia a muoversi. Hanno aderito a Libertà, non paura 2008 Progetto Winston Smith , Partito Pirata , Collettivo Libero Sapere , ush.it – a beautiful place , Free Hardware Foundation , PopoloBue.tv , telematicsfreedom.org , Computerlaw 2.0 – Informatica e Diritto , organizzazioni che rilanciano a tutti i cittadini l’invito a partecipare e a mobilitarsi perché non si sia costretti a sfuggire o a subire la sorveglianza, perché le istituzioni tutelino i diritti del cittadino dagli abusi ai quali può invitare la tecnologia.

Libertà, non paura affonda le proprie rivendicazioni nella quotidianità: una sempre più estensiva accumulazione di dati di ogni genere e una sempre più intensiva collaborazione tra le forze dell’ordine rischiano di alimentare database sconfinati e centralizzati e poco sicuri ; le aziende dimostrano di essere sempre più interessate a scolpire profili del consumatore. Ci sono coloro che sbandierano di non avere nulla da nascondere , spiegano i primi partecipanti italiani, c’è il “gregge di acritici consumatori”. Ma sono molti i cittadini che si dimostrano sensibili ad una sorveglianza che permea le routine: molti si atrofizzano nel silenzio e abdicano al proprio diritto ad esprimersi, schiacciati dal terrore di essere costantemente osservati o discriminati, terrorizzati dall’idea di essere un target pubblicitario.

Si rivolge a loro l’invito ad agire, a non cedere alla paura. Le istanze ora in gioco sono numerose: si chiede trasparenza da parte di aziende e istituzioni, si chiede di ridimensionare la sorveglianza indiscriminata e il più sregolato monitoraggio affinché non inficino la maturazione e le libertà della società civile. In tempi di carte d’identità con impronte digitali e di identificativi biometrici stipati in database centralizzati si propone di retrocedere per offrire più garanzie al cittadino; in tempi in cui fermentano idee di prelievi coatti di DNA si chiede che misure che dovrebbero tutelare la sicurezza dei cittadini non involvano in una schedatura genetica di massa . Ci si opporrà ai controlli pervasivi e alla registrazione dei dati dei passeggeri che varcano le frontiere e ci si schiererà contro il fluire incontrollato delle informazioni verso paesi che non aderiscono agli standard europei di tutela della privacy. Ci sarà spazio per opporsi alle perquisizioni e alla sorveglianza occulte dei sistemi informatici e telematici.

Nel contesto di Libertà, non paura si potrà esercitare una pressione sulle istituzioni affinché rivolgano il loro sguardo al comportamento dei soggetti privati : fra la mappa dei propositi da perseguire e da animare figurano la richiesta alle autorità di impedire che gli ISP si trasformino in vigilantes e in segugi del mercato. L’obiettivo è scongiurare l’ eventualità che i provider dettino legge sui contenuti che circolano in rete e si limitino ad attenersi agli ordini della magistratura nel rimuovere in maniera puntuale i contenuti criminali. Se il ruolo di poliziotto non è mai stato ben recepito dai fornitori di connettività, i provider tendono a far fruttare la propria posizione di raccordo per mettersi al servizio del mercato : la manifestazione dell’11 ottobre potrebbe essere un’occasione per levare la propria voce e opporsi a questo fenomeno di rastrellamento di informazioni sulle abitudini dei netizen .

Sullo sfondo, la libertà di esprimersi e di informarsi , il diritto ad impugnare degli strumenti che consentano alla società civile di confrontarsi e di consolidarsi e agli individui e alle reti di individui di stratificare cultura dando sfogo alla propria creatività. Una società della sorveglianza non può che svilire la spontaneità del cittadino già caricato di responsabilità di cui ha diritto a non sobbarcarsi l’onere. Se la mappa dei propositi è tutta da compilare, se l’organizzazione della mobilitazione è tutta da orchestrare, è già stata stabilita una direttrice lungo la quale muoverà una declinazione romana di Freedom Not Fear . Marco Calamari , celebre esperto di sicurezza e networking nonché editorialista di Punto Informatico , racconta che a Roma si farà leva direttamente sulle istituzioni: presso una sede istituzionale si svolgerà la presentazione di una proposta di legge che rimbalza da anni nel Palazzo, una proposta di legge elaborata dal Progetto Winston Smith per regolare l’area grigia dei dati raccolti in maniera automatica dalle apparecchiature con cui conviviamo. Sono dati solo apparentemente banali, raccolti per organizzare magazzini, per il controllo di sistemi industriali o telematici, ma sono dati che sfuggono alla regolamentazione . Online tutto è memorizzato di default e il cittadino della rete è esposto a tracciamenti e profilazioni, gli operatori telefonici tracciano tutto automaticamente e i dati di cella rimpinguano banche dati che consentirebbero di ripercorrere tutti gli spostamenti di un cittadino con telefonino al seguito. Il Garante non ha voce in capitolo , nulla può il Testo Unico sulla Privacy: non si tratta di dati personali.

La proposta di legge, presentata alla Camera il 29 aprile dall’onorevole Mecacci, non mira direttamente a scardinare l’istituto della data retention così come lo conosciamo e così come nel tempo è stato modificato . Calamari spiega che, incardinandosi nella legge 196 del 2003 come un plug-in, o come un trojan, mira ad agire da deterrente: nella proposta si chiede che i dati raccolti in maniera automatica vengano rimossi dopo tre mesi dalla memorizzazione . Non esiste ora un obbligo di cancellazione per questo tipo di dati: per questo motivo, anche una volta che i dati siano diventati inutili per gli scopi per cui vengono raccolti, le aziende li conservano perché non costa nulla farlo. Ma i dati sono denaro per il mercato, e i rischi ai quali sono esposti i cittadini sono evidenti. “I dati raccolti in maniera automatica – illustra Calamari con una metafora – sono olii usati: vanno smaltiti in maniera corretta”. Qualora gli operatori desiderassero invece elaborarli e reimpiegarli, dovrebbero darne conto all’Autorità garante e ai soggetti coinvolti: in quel momento i dati raccolti in maniera automatica diventano dati personali.

Il Progetto Winston Smith ha in programma di comunicare gli intenti e gli obiettivi della proposta di legge, di spiegarne la dinamica e la semplicità di implementazione, di scuotere le istituzioni e la società civile perché si rendano conto della necessità di una maggiore tutela di dati che passano ora inosservati agli occhi dei più, ma che non sfuggono agli occhi di coloro che vi intravedono il profitto.

Il dibattito sulla proposta di legge è stato avviato in sede istituzionale nel tentativo di sviluppare delle sensibilità e di far evolvere il quadro. Ma, avvertono dal collettivo del Progetto Winston Smith, è necessario che si mobilitino organizzazioni e cittadini. Libertà Non Paura 2008 è l’occasione per farlo: urgono collaborazione, adesioni, nuove proposte e nuovi eventi, supporto logistico e creativo, voci che possano comporre un coro variegato e spontaneo che sappia scacciare ogni paura. Il punto di riferimento è info@winstonsmith.info .

Gaia Bottà

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  • Tony scrive:
    Impronte e ID-Card... non-notizia
    Quella delle impronte sulle carte d'identità è ormai un pò passatella come notzia!Sulle carte d'Identità Digitali, per intendersi quelle fatte come una carta di credito con tanto di microchip e banda magnetica sul retro, le impronte digitali (e scusate il gioco di parole) sono già inserite da tempo e, nel momento del rilascio del documento, le stesse vengono in automatico inviate ai servizi di Interpol.Le carte sono rilasciate da almeno 5 anni da molti comuni italiani ed in tanti ormai se la portano a giro nel portafogli.Che poi qualche deputato/ministro abbia usato questa storia strumentalmente per correggere gaffes politiche ignorando che già da tempo le impronte dei cittadini circolano per via telematica, dimostra ancora una volta l'Ignoranza della casta... ops... classe politica italiana.Comunque, da parte mia, non posso dire se nel frattempo qualcuno sia stato arrestato ingiustamente qualora il furto digitale delle sue impronte abbia causato guai paragonabili a quelli del furto di identità scatenato dai Social Security Numbers (SSN) americani.
  • Mosquito scrive:
    Street view non è come l'archivio RAI...
    ...per il semplice fatto che in street view ho a disposizione una API che mi permette di controllare (permette a me user non a me archivista di google) una mole di immagini tremendamente alta (e + o - aggiornata).e se volessi tracciare una persona? e se usassi un software di riconscimento facciale? (ok ok io comune mortale non ho un software di riconoscimento così valido ma posso sempre fare il lavoro a manina)mica posso farlo con le immagini del tg, ma potrei farlo con quelle di google street view.punto molto + importante è che stiamo consegnando le immagini in chiaro (e sono tante) ad una società con sede in USA soggetta quindi alle leggi USA. cosa succede alle immagini una volta che arrivano in chiaro negli states prima di essere ripulite?la CIA od FBI possono prendere accesso "per cercare terroristi" all'archivio delle immagini in chiaro? e l'antiterrorismo europeo? no sapete a me fanno paura loro esattamente come i dinamitardi
    • Bubba scrive:
      Re: Street view non è come l'archivio RAI...

      e se volessi tracciare una persona? e se usassi
      un software di riconscimento facciale? (ok ok io
      comune mortale non ho un software di
      riconoscimento così valido ma posso sempre fare
      il lavoro a
      manina)
      mica posso farlo con le immagini del tg, ma
      potrei farlo con quelle di google street
      view.

      punto molto + importante è che stiamo consegnando
      le immagini in chiaro (e sono tante) ad una
      società con sede in USA soggetta quindi alle
      leggi USA. cosa succede alle immagini una volta
      che arrivano in chiaro negli states prima di
      essere ripulite?
      la CIA od FBI possono prendere accesso "per
      cercare terroristi" all'archivio delle immagini
      in chiaro? e l'antiterrorismo europeo?
      no sapete a me fanno paura loro esattamente come
      i dinamitardiMai fatto un giro per le strade di Londra? Telecamere ovunque... eppure non hanno potuto fermare gli assassini bombaroli dell'Underground! Certo, dopo avevano le registrazioni, che però non son servite a salvare la vita delle vittime. Avere accesso ad una mole così grande di dati non serve a nulla se non sai cosa cercare. Cosa diversa, e qui ti do ragione, se stai cercando una precisa persona. Mi aspetterei però che questa persona abbia commesso qualcosa di male, se dall'altra parte del mondo c'è gente che spende soldi e tempo a cercarla tra milioni di facce! Fortuna che il GF è solo una c....a di reality show ed Echelon esiste solo ne libri di Robert Ludlum.... !?!....UHM... e le intercettazioni telefoniche che spuntano ad ogni indagine??? :|
  • controllo totale scrive:
    semplice
    La TV controlla la nazione e il suo popolo.L'accesso a fare la TV è controllato.Internet è libero.Tutti possono fare internet.Se non puoi controllare internet allora lo limiti.
  • Uno scrive:
    Gattaca
    Adesso la carta d'identità la chiedono per qualsiasi cosa: in copia via fax per cambiare l'informativa della privacy :-)), in prestito per prendere un'audioguida al museo, nelle grandi società solo per entrare...Una volta che sulla carta ci sarà un'impronta, il riconoscimento si dovrà fare con il DNA, almeno fino a quando non lo metteranno in chiaro nelle carte d'identità elettroniche.
  • michele sanguinett i scrive:
    la privacy del mio calzino
    pure io sto inczz nero perche il giorno che la macchina di google e' passata mi ha fotografato mentre avevo un calzini blu e un bianco...voglio il rispetto del mio calzino che non fa pendant con l altro.....ma quelli che si sperticavano a salutare dietro al giornalista di turno di novantesimo minuto ste kazzate della privacy non le hanno mai pensate...ma andate a lavurar.
  • z f k scrive:
    paranoia...
    La mia paranoia mi suggerisce che alla fin fine e' solo una questione di controllo.La tv e "gli atomi" sono sotto controllo, internet e "i bit" no. I due pesi e due misure che si rilevano nella legislazione sono semplicemente un manifestarsi di cio': nel primo caso il controllo e' gestito per altri canali.Queste "esplosioni" di leggi e regolamenti, attivate da questo o quel fatto e' solo il manifestarsi di una ricerca di controllo, un annaspare da parte di chi non sa come altro gestire la cosa.ma e' solo paranoia...CYA
  • CCC scrive:
    I RISCHI DI SOTTOVALUTAZIONE...
    Pur condividendo appieno, in linea generale, le Sue preoccupazioni quando parla di tecno-fobia e schizofrenia legislativa, mi sembra tuttavia che nell'articolo si sottovaluti eccessivamente l'importanza della privacy.La privacy è elemento essenziale, tra gli altri, per la libertà delle persone. Se non vogliamo rischiare di trovarci ben presto a parlare di controllo di massa anziché di tecno-fobia, è assolutamente fondamentale cercare di preservare la nostra privacy, anche e soprattutto sul web.Cito: Sto facendo un po' di zapping in TV [...]. Migliaia e migliaia di fotogrammi di targhe, volti di persone ben visibili, frammenti di vita comune: coppie e famiglie in partenza per questa o quella località, anziani rimasti in città e cittadini e stranieri a passeggio[...].Eppure io non ho mai visto la troupe di un'emittente televisiva preceduta da un gobbo con la gigantografia di un'informativa sulla privacy o, piuttosto, le immagini di viaggiatori e passanti rese irriconoscibili attraverso accorgimenti digitali o, magari, i numeri delle targhe dei veicoli in coda al casello mascherati elettronicamente. Perché in TV tutto va bene e nel web bisogna prestare tanta attenzione ? Cerco di darle una risposta un po' articolata.Perché, quantomeno rispetto ai richi per la privacy, TV e Internet sono mezzi enormemente diversi fra loro e la dose di attenzione che si dovrebbe prestare a fronte di servizi come Google Street View è certamente ben più alta rispetto a una cosa autostadale mostrata in TV.Rispetto a Google Street View poi, le differenze sono, a mio parere, ancora più ovvie tanto sono evidenti:- ciò che passa in TV è "casuale" rispetto all'utente mentre l'accesso alle informazioni sul web è "mirato" (decido io cosa e quando vedere): mentre sul web, dall'ufficio, potrei controllare la strada di casa per vedere se mia moglie va dall'amante, non posso invece "dire" al tg di mandare in diretta, a una certa ora, le immagini della mia strada mia piuttosto che quella di coda autostradale...- e se grazie al web riuscissi a "beccare" mia moglie che sale su di una macchina, allora potrei anche prendere la targa e scoprire di chi è quella macchina... guardando la TV credo che mi sarebbe un tantino più difficile...- sul web quindi potrei anche "seguire" una persona a piedi o in macchina... e anche questa cosa guardando la TV mi sarebbe decisamente più difficile...- le informazioni sono fruibili sul web per molto tempo, ma non è lo stesso in TV...- e quindi chiunque può, in ogni momento, trasferire sul suo computer certe precise informazioni, a cui è interessato, se sono disponibili in rete... potrei cioè memorizzare facilmente tutte le informazioni relative agli esempi fatti prima... e potrei anche farlo con degli script, in modo automatico, senza la mia constante presenza...con la TV tutto questo, per quanto possa essere buono il mio videoregistratore, risulta invece alquanto difficoltoso- eccetera... si potrebbe continuare ancora a lungo...Come risposta alla Sua domanda mi sembra che sia più che sufficiente.Come conclusione , mi pare si possa senz'altro dire, con certezza, che:- TV e Internet sono mezzi con problemi di privacy diversi, che questi problemi possono essere anche molto rilevanti, e che in entrambi i casi non debbono mai essere sottovalutati ;- la sottovalutazione della privacy è sempre pericolosa, se non vogliamo rischiare di trovarci ben presto a parlare di controllo di massa anziché di tecno-fobia, è assolutamente fondamentale cercare di preservare la nostra privacy, anche e soprattutto sul web;- Google Street View comporta grandi problematiche rispetto alla privacy (alla libertà) delle persone.Cordiali saluti
    • Pippo scrive:
      Re: I RISCHI DI SOTTOVALUTAZIONE...
      Le foto prese da Google per la street wiev sono casuali e non sono "in diretta". Non si poò "pedinare" nessuno, al massimo si può sapere che una tal auto o una tal persona erano in quella strada (non credo che ci sia neppure il giorno in cui è stata scattata la foto).
    • gnubit scrive:
      Re: I RISCHI DI SOTTOVALUTAZIONE...
      Non sono altrettanto convinto che tv imago volant, web imago manent.Non a caso esistono le immagini di repertorio, quindi loro sono liberi di detenere una mia immagine e di mostrarla in pubblico tutte le volte che lo desiderano?Sicuramente la tv è più fugace, ma da tempo sono stati inventati sistemi di videoregistrazione.Sicuramente è da psicotici registrarsi tutti i telegiornali, ma anche passarsi Street View metro per metro non denota grande intelligenza.Per non parlare poi di quando andremo in vacanza, hai idea svuotare piazza S. Marco per fare una foto al proprio parente? O dovrò girare con un pacco di moduli con l'informativa della privacy?Ovviamente foto di concerti e manifestazioni varie al bando.Sono cavolate belle e buone sparate da governanti ottusi ed ignoranti che danno aria alle gengive.Se sei in luogo pubblico la tua immagine non è coperta da privacy, sei in pubblico.
      • CCC scrive:
        Re: I RISCHI DI SOTTOVALUTAZIONE...
        - Scritto da: gnubit
        Non sono altrettanto convinto che tv imago
        volant, web imago
        manent.

        Non a caso esistono le immagini di repertorio,
        quindi loro sono liberi di detenere una mia
        immagine e di mostrarla in pubblico tutte le
        volte che lo
        desiderano?

        Sicuramente la tv è più fugace, ma da tempo sono
        stati inventati sistemi di
        videoregistrazione.

        Sicuramente è da psicotici registrarsi tutti i
        telegiornali, ma anche passarsi Street View metro
        per metro non denota grande
        intelligenza.concordo su tutto... ma c'è pure "qualcuno" che ha tutte le registrazioni, "qualcuno" che può accedervi senza limitazioni...insomma... il senso di quanto detto è: ecco a voi google street view, l'ennesimo strumento di controllo sociale totale di massa
        Per non parlare poi di quando andremo in vacanza,
        hai idea svuotare piazza S. Marco per fare una
        foto al proprio parente? O dovrò girare con un
        pacco di moduli con l'informativa della
        privacy?ehehehh tu ci scherzi...ma proprio ieri ho sentito che in una piscina comunale di Trento, mi pare, il comune ha vietato ai genitori di fare foto ai bambini, COMPRESI i propri figli... non si sa mai... la privacy, i pedofili, ...
        Ovviamente foto di concerti e manifestazioni
        varie al
        bando.ovviamente!!! arresto e 10 anni di galera!;-)
        Sono cavolate belle e buone sparate da governanti
        ottusi ed ignoranti che danno aria alle
        gengive.mah... su questo non concordo...sanno benissimo cosa fannolo scopo è mettere su dei bei sistemi di controllo sociale totale, quanto più pervasivi possibile...dopodiché: loro li usano (per il nostro bene, naturalmente) a fini di "sicurezza" e senza limitazioni di privacy o diritti individuali, per noi invece c'è la (loro) privacy da rispettare...
        Se sei in luogo pubblico la tua immagine non è
        coperta da privacy, sei in
        pubblico.dovrebbe... ma spesso di fatto non è...
        • nome e cognome scrive:
          Re: I RISCHI DI SOTTOVALUTAZIONE...
          ma guarda che google non installa telecamere agli angoli delle strade. per fare streetview fanno fare un giro a un furgone 1 SOLA VOLTA. questo scatta delle foto. fine. non vedo alcuna minaccia alla privacy. i provvedimenti presi in italia sono del tutto ridicoli.tuttavia concordo sul fatto che è necessario cercare di preservare la nostra libertà, e pertanto anche la privacy.
    • Fra Martino scrive:
      Re: I RISCHI DI SOTTOVALUTAZIONE...
      Forse hai visto troppe volte 24 e ti spacci per il Jack Bauer de-no-artri.Prendi un numero di targa qualsiasi. Uno qualsiasi non può farci praticamente nulla. Come fai a risalire al proprietario? O hai accesso agli archivi del PRA o dell'ACI o a quelli delle forze dell'ordine.
  • H5N1 scrive:
    Citazione
    "Io la chiamo tecno-fobia o schizofrenia legislativa"Io la chiamo sodomia arbitraria.
  • Sfigatto scrive:
    Differenza fra TV e Web: GIORNALISMO
    Il giornalismo ha maglie molto più larghe in tema di privacy e si può appunto permettere di pubblicare foto o mostrare video con facce di passanti e targhe d'auto.Nulla vieta a chi fa web di configurarsi come giornalismo e quindi godere della stessa libertà.Certo le norme sul giornalismo stanno molto strette al web.Quasi tutto ciò che è pensato per il mondo reale risulta inadeguato per il mondo telematico.
  • Nicola scrive:
    tutti e due
    Schizofrenia tecnofobica e tecnocriminalizzante
  • Every scrive:
    Se ci governano i vecchietti..
    .. sarà sempre così !!Cosa ne sa uno di 70 anni o che non abbia mai usato la rete, di cosa vogliono dire queste cose ??Son persone che fanno ancora 2 ore di fila alla posta per pagare un bollettino.
    • infame scrive:
      Re: Se ci governano i vecchietti..
      il problema più grande è che i politici "giovani" sono pù vecchi di quelli vecchi, a questo riguardo.
      • exMetallica scrive:
        Re: Se ci governano i vecchietti..
        ...eppure qualcuno li vota oppure vota chi li sceglie (legge elettorale vegognosa ok ma anche prima di questa legge le cose erano simili).
        • Mlizet scrive:
          Re: Se ci governano i vecchietti..
          - Scritto da: exMetallica
          ...eppure qualcuno li vota oppure vota chi li
          sceglie (legge elettorale vegognosa ok ma anche
          prima di questa legge le cose erano
          simili).Li votano perchè i vecchietti in parlamento son furbi.Basta dire agli altri vecchietti che le loro pensioni aumenteranno di qualche decina di euro, non importa se poi la montagna del debito pubblico si gonfierà ulteriormente (certo, non solo per colpa delle pensioni,ma anche per quelle).Tanto quel debito lo finanzieranno quei vecchietti,gli unici, a differenza dei giovani, che possono lasciare alcuni di quei soldi allo stato invenstendo in bot o nel risparmio postale che poi li ripassa in bot. E così via finchè potrà durare.
    • Io qualunque scrive:
      Re: Se ci governano i vecchietti..
      Forse il discorso è piu ampio. L'arte del politico non è quella di sapere le cose, ma quella di far credere alla gente che le sa.L'incompetenza in pressochè ogni campo, della nostra classe politica, è evidente e piu florida che mai.Purtroppo da noi la cultura è questa. Vogliamo piu apparire che essere, farci belli di fronte alle telecamere, vedere i nostri nomi e la faccia sui giornali, vogliamo che quando passiamo per strada la gente ci guardi con immensa e sottomessa riverenza. Dico noi intendendo la nostra inutile classe politica.E' chiaro che di fronte alle nuove tecnologie e al progresso questa marmaglia di vecchi inutili spari fuori delle cazzate abnormi che frenano il progresso e ci portato sempre piu in basso nella classifica dei paesi piu avanzati.
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