Cina, il dissenso si prepara in rete

La macchina censoria di Pechino non agisce solo sui contenuti politici: così i netizen cinesi prendono coscienza di filtri e monitoraggio. E minacciano la resistenza

Roma – Ha una superficie rassicurante la Internet entro la grande muraglia digitale, un’anestesia digitale che il regime utilizza per gestire gli utenti che però, complice la stretta governativa su contenuti e servizi mainstream, si uniscono sempre più spesso al coro delle voci di dissenso che si leva dalla popolazione cinese connessa.

È il New York Times ad aver raccolto un campione delle voci dei 210 milioni di netizen che vivono sotto l’ala protettiva dei censori di stato della Repubblica Popolare. Parlano di una Internet costellata di contenuti generalisti, di una Internet che è prima di tutto intrattenimento, addomesticata dalle autorità locali e ridotta a un passatempo distraente .

Popolata di contenuti rassicuranti, di giochini edificanti , di video adeguatamente selezionati e certificati dalle autorità, la rete promossa dal governo cinese è salutare ed epurata di ogni stimolo che possa turbare la morale dei cittadini e scuotere alle fondamenta i valori di stato. Sono miti e gioviali persino i censori del web , poliziotti formato fumetto che rasserenano i netizen e conducono per mano nella navigazione sicura.

Forse proprio in virtù dell’aspetto del web cinese, ancora pochi sono i netizen locali consapevoli delle potenzialità della rete e entusiasti di sfruttarle per informare ed informarsi attingendo a fonti che non siano intrise della propaganda di stato. I vigilantes dei media della Repubblica Popolare agiscono in questo senso: l’intrattenimento dilagante non stimola il desiderio di esprimersi, le manifestazioni della libertà di espressione vengono neutralizzate senza scampo. Così avviene per numerosi blogger e attivisti locali, arrestati , così è stato per contenuti trapelati dall’estero. Ultimo episodio, il documento stilato da Reporters Sans Frontières relativo alle pratiche censorie cinesi: il governo ha provveduto ad aggiornare la lista di parole chiave non ricercabili dai netizen locali, affinché il report non trapelasse al di là della grande muraglia digitale.

L’attenzione dei censori della Repubblica Popolare si sta però concentrando anche sui contenuti non di natura politica , spiegano i netizen ascoltati dal NY Times : Flickr è accessibile a singhiozzo , così come Wikipedia e la piattaforma per il blogging Blogspot . È così che i netizen prendono coscienza di filtri e controlli, e organizzano la resistenza: “Avevo l’impressione che ci fosse qualche meccanismo a controllare Internet in Cina, ma non avevo idea che si trattasse di un Great Firewall ” ha spiegato uno scrittore per l’infanzia locale, consapevole del monitoraggio operato dalla autorità solo dopo che è stato costretto a rinunciare allo scambio di commenti con i netizen che visitavano il suo sito. Non si è rifugiato nell’ autocensura : ora è uno degli attori della resistenza, ospita sul proprio spazio web consigli e strumenti per consentire ai concittadini di aggirare le censure di stato.

Ma il dissenso si manifesta sotto altre forme: c’è chi sviluppa degli strumenti a favore dei netizen che vogliono vedere al di là degli oscuramenti operati dal governo, c’è chi trascina in tribunale i provider che vigilano sui contenuti degli utenti, accusandoli di operare delle restrizioni ai servizi offerti.

Ci sono anche netizen che si sono semplicemente riproposti di sensibilizzare e responsabilizzare i propri concittadini: “Molte persone non si accorgono nemmeno che in Cina non si è liberi” ha spiegato il blogger Li Xieheng, impegnato in una estensiva campagna di comunicazione per scuotere i concittadini dal torpore nel quale sono immersi, fatto di messaggeria e game online. Rendere consapevole la società civile, ha spiegato, è il primo passo per squalificare l’azione sotterranea del governo e abbattere l’isolamento della rete cinese.

Gaia Bottà

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • bobnet scrive:
    i soliti italiani ladri
    Spero che Jobs controlli le vendite in Italia!!!La rabbia c'è tutta. Come al solito il ritardo dell'uscita dell'i-phone è solo per gli sporchi intrallazzi di mercato della TIM e delle altre società telefoniche italiane che, come lupi affamati si litigano la preda da spolpare, gli utenti e appassionati Apple, ai quali sembra propongano l'i-phone italia al modico prezzo di 750,00 euro. Un vero furto. Colgo l'occasione ed invito tutti a non acquistare l'i-phone ed attendere tempi migliori.Siate forti e non fatevi tentare. Bisogna finirla di farci prendere per i fondelli da quattro ladroni autorizzati.
  • MacUser scrive:
    iPhone 16gb
    Oggi è uscito iPhone 16 gb in USA
  • ricorsivo scrive:
    Nel frattempo...
    ...iPhone da 16GB e iPod Touch da 32GB
  • osx user scrive:
    buoni propositi
    se viene rilasciato l'SDK con Iphone UMTS/WIFI/GPS giuro che mi studio cocoa e l'Obj-C e torno a sviluppare in codice nativo
    • ricorsivo scrive:
      Re: buoni propositi
      - Scritto da: osx user
      se viene rilasciato l'SDK con Iphone
      UMTS/WIFI/GPS giuro che mi studio cocoa e l'Obj-C
      e torno a sviluppare in codice nativoche venga rilasciato l'SDK è certo...che ci sarà un iPhone UMTS pure (forse un po' più in là)che l'iPhone UMTS mantenga il WiFi è auspicabile e probabile (anche se non la darei al 100%)che montino il GPS invece la vedo più dura (attualmente la localizzazione avviene tramite hot-spot WiFi)
  • Stefano Monti scrive:
    10 milioni? da che fonte?
    Nel video della Apple Worldwide Developer Conference Jobs ha stimato per il 2007 la vendita di 2 milioni di unità iPhone, per il 2008 non ha fatto previsioni di 10mil. Da dove viene questo dato?
    • ricorsivo scrive:
      Re: 10 milioni? da che fonte?
      dalla conferenza sui dati fiscali che ha fatto seguito al lancio dell'iPhone... puoi trovarne traccia qui (sito a caso) http://www.melablog.it/post/4205/apple-10-milioni-di-iphone-entro-il-2008-mac-da-record-negli-apple-store
    • VistaUltima te scrive:
      Re: 10 milioni? da che fonte?
      Vai qui:http://www.apple.com/quicktime/qtv/mwsf07/e scegli:"Watch the Keynote Address"Dopo circa 1h42' di video c'è Jobs che dice che gli piacerebbe avere l'1% di shere dei telefonini, circa 1 miliardo di unità vendute ogni anno.1% di 1 miliardo = 10 milioni di unitàciaps
  • marotfl scrive:
    ???
    cit: "...nuovi portatili professionali (di cui sono già stati rivelati chiari indizi in rete, anche se opportunamente oscurati)..."cioé ci sono già state indiscrezioni *ufficiali* in merito, di cui Apple ha fatto chiudere il sito?
Chiudi i commenti