Green Pass in alberghi e hotel: la parola ai tour operator

Green Pass, alberghi, hotel: parola ai tour operator

L'associazione di categoria chiede i necessari chiarimenti, l'incertezza sta portando alla cancellazione di molte prenotazioni già effettuate.
L'associazione di categoria chiede i necessari chiarimenti, l'incertezza sta portando alla cancellazione di molte prenotazioni già effettuate.

Le modalità di impiego del Green Pass all'interno di alberghi e hotel rimangono un “rebus”. Così lo definisce Astoi Confindustria Viaggi, associazione che rappresenta i tour operator, con un comunicato che chiama in causa il Ministero della Salute e in cui è ribadita l'esigenza di chiarimenti nel minor tempo possibile. Ricordiamo che l'obbligo scatterà tra poco più di 24 ore, a partire da venerdì 6 agosto.

Astoi sul Green Pass in alberghi e hotel: un rebus

Un rebus che andrà risolto a breve, sciogliendo i dubbi restanti che riguardano in primis le attività con ristoranti e luoghi di intrattenimento interni: al momento le strutture ricettive, stando al decreto legge del 22 luglio, non rientrano tra quelle per le quali all'ingresso è previsto il controllo del Certificato Verde tramite l'app VerificaC19, ma ogni ipotesi è al vaglio.

In particolare, l'Associazione ha chiesto al Ministero di confermare che l'impiego del Green Pass non trovi applicazione con riferimento agli esercizi di ristorazione e ai teatri per gli spettacoli di intrattenimento degli ospiti, collocati all’interno delle strutture ricettive.

Due le possibilità: o esentare gli alberghi e gli hotel con ristorante o teatro interno per i servizi offerti a chi pernotta oppure estendere l'obbligo a tutte le strutture della categoria.

L'Associazione evidenzia che la norma, per come formulata, sarebbe tecnicamente inapplicabile nella maggior parte delle strutture; in assenza dei necessari chiarimenti, l'incertezza sta inevitabilmente producendo interpretazioni non univoche da parte del mercato e sta portando molti clienti a cancellare le prenotazioni effettuate. È chiaro che ove la previsione riguardasse anche le strutture ricettive, comporterebbe un duro colpo per il turismo nazionale. Il mercato, già in crisi dopo essere stato costretto a fare a meno delle mete estere, dovrebbe rinunciare anche alle vendite sull'Italia.

L'attenzione è puntata anche sulle cancellazioni delle prenotazioni già effettuate dai clienti in preda all'incertezza. L'obiettivo è quello di garantire un'adeguata tutela della salute pubblica senza infliggere un ulteriore duro colpo al settore, già provato dalle restrizioni dell'ultimo anno e mezzo. Entro domani arriveranno tutti i chiarimenti del caso.

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