INsicurezze/ Skype apre alle intercettazioni?

di C. Giustozzi - Zitta zitta, Microsoft sta modificando l'architettura della rete P2P del noto client VoIP. La motivazione ufficiale è legata alle prestazioni. Ma qualcuno sospetta che ci sia altro

Roma – L’eterna rincorsa fra guardie e ladri si è sempre giocata sul filo della tecnologia, sfruttata ora dagli uni ora dagli altri per guadagnare un temporaneo vantaggio competitivo sull’avversario. Da qualche anno buona parte di questa battaglia si combatte in Rete, ed ha come obiettivo i canali di comunicazione digitale.

Passo indietro. È noto che una delle armi più potenti in mano alle forze dell’ordine è, da sempre, la capacità di intercettare (legittimamente) le comunicazioni dei “cattivi”; i quali, dal canto loro, non lesinano sforzi per evitare che ciò avvenga, e cercano sempre nuovi sistemi per comunicare senza essere ascoltati dagli investigatori. Per consentire alle forze dell’ordine di svolgere le loro indagini, quasi tutti i Paesi del mondo prevedono l’obbligo legale, per gli operatori telefonici, di fornire agli inquirenti dietro presentazione di regolare mandato dettagli sulle comunicazioni effettuate da un indagato (i cosiddetti “tabulati di traffico”) o il contenuto stesso delle comunicazioni (intercettazione vera e propria). Da quando tuttavia Internet e in generale le reti di comunicazione digitale si sono aperte al pubblico, consentendo a chiunque di accedere a canali di comunicazione protetti con crittografia forte e/o non veicolati tramite le normali compagnie telefoniche, il problema dell’intercettazione è diventato assai spinoso sia dal punto di vista tecnico che da quello legale.

Nei primi anni ’90 l’FBI, preoccupata dal diffondersi di sistemi di crittografia come PGP, indusse il governo statunitense a varare una normativa che prevedeva l’introduzione di un meccanismo obbligatorio di key escrow ( un sistema in cui le chiavi della cifratura sono custodite da terzi per eventuali necessità di decrittazione , ndr) in tutte le comunicazioni private, vietando nel contempo l’utilizzo privato di ogni forma di crittografia non approvata dal governo; tentativo fortunatamente fallito e mai più riproposto in seguito. Più di recente tuttavia altre nazioni, tra cui l’ India e gli Emirati Arabi Uniti , per motivi di sicurezza nazionale hanno imposto ad alcuni fornitori quali RIM (BlackBerry) di consegnare al locale governo le chiavi di decifrazione dei sistemi crittografici utilizzati dai loro prodotti, pena l’embargo commerciale totale. E la stessa FBI in tempi ancor più recenti sta ritornando alla carica sul problema costituito dalle comunicazioni cifrate o veicolate in modo protetto all’interno dei social network, invocando l’istituzione di apposite backdoor da parte dei rispettivi gestori .

In questo panorama Skype gioca un ruolo cruciale. L’azienda omonima, fondata nel 2002 in Estonia ed acquistata prima da eBay ( 2005 ) e poi da Microsoft ( 2011 ), ha conquistato in pochi anni la posizione di leader mondiale nelle comunicazioni VoIP grazie al suo ben noto client gratuito disponibile su praticamente ogni piattaforma informatica esistente. Le ultime statistiche accreditano infatti a Skype oltre 600 milioni di utenti registrati nel mondo, di cui mediamente oltre 40 milioni contemporaneamente attivi sul sistema in ogni momento del giorno e della notte.

Sviluppato da Niklas Zennström e Janus Friis, già autori di Kazaa , il sistema Skype implementa una complessa architettura P2P, basata su algoritmi proprietari e non divulgati, la quale consente ai corrispondenti una comunicazione non solo efficace e gratuita ma anche estremamente sicura. In effetti Skype, grazie all’utilizzo combinato di crittografia forte e dell’architettura P2P, risulta del tutto immune all’intercettazione: cosa di cui le organizzazioni criminali internazionali si sono accorte ben presto.

Ma c’è di più: l’azienda Skype ha sempre sostenuto di non poter fornire alle forze dell’ordine supporto alle intercettazioni neppure volendo, e non solo perché legalmente non è tenuta a farlo in quanto non è una compagnia telefonica registrata, ma anche e soprattutto perché la natura stessa della comunicazione impedisce perfino agli stessi gestori di ricostruire i flussi di traffico tra i vari nodi. Il traffico Skype è infatti frammentato imprevedibilmente in una topologia distribuita, complessa e dinamicamente variabile, che impiega gli stessi client degli utenti finali per svolgere sia il ruolo di “nodi” che quello di “super-nodi” (i quali, oltre a veicolare traffico, tengono traccia della topologia della rete e della presenza dei client, un po’ come una sorta di DNS interni alla rete stessa). Non a caso nel 2009 l’agenzia europea per la cooperazione giudiziaria permanente Eurojust fece partire un’ iniziativa ufficiale volta proprio ad approfondire il problema ed identificare un approccio che, nel rispetto dei principi e delle norme nazionali ed internazionali, consentisse tuttavia di superare gli ostacoli legali e tecnici dell’intercettazione del VoIP con particolare riferimento a Skype.

In questo scenario complesso e delicato sembra tuttavia che qualcosa stia silenziosamente cambiando. In un recente post sul suo blog il ricercatore Kostya Kortchinsky, uno dei più esperti reverse engineer di Skype, ha infatti annunciato di essersi accorto, analizzando la rete, che in meno di un mese il numero di supernodi era sceso da oltre 48.000 a circa 10.000, ma soprattutto che essi non venivano più selezionati dal protocollo in modo casuale tra i nodi terminali (client) bensì erano ospitati in modo permanente su server dedicati, attestati sull’infrastruttura centrale gestita da Microsoft. Secondo Kortchinsky tali macchine sono costituite da Linux-box particolarmente hardenizzate , in grado di gestire oltre 4.000 utenti ciascuna contro i circa 800 dei supernodi tradizionali (i quali venivano scelti dinamicamente dal sistema tra i client dotati di maggiore capacità di calcolo e banda passante).

Questa clamorosa scoperta, rapidamente rilanciata da un paio di blog tecnici molto seguiti dagli esperti, è stata successivamente confermata da Microsoft con un comunicato ufficiale rilasciato pochi giorni dopo. In esso si afferma che l’introduzione di nuovi supernodi dedicati, ospitati in datacenter sicuri, ha semplicemente lo scopo di migliorare le prestazioni e l’affidabilità complessiva del sistema Skype. Sarà, ma sono in molti a ritenere che potrebbe esserci anche dell’altro. Come infatti ha suggerito sul suo blog un altro ricercatore molto esperto nel reverse engineerig di Skype, il russo Efim Bushmanov , la nuova architettura di Skype potrebbe invece avere come reale scopo quello di fornire finalmente a Microsoft (e quindi al governo USA) la capacità di intercettare liberamente le comunicazioni fra gli utenti finali del sistema.

In questa nuova situazione infatti il gestore di Skype non solo ha la conoscenza tanto del protocollo di comunicazione quanto della master key di crittografia e autenticazione tra i nodi ma soprattutto, potendo ruotare a piacimento qualsiasi flusso di comunicazione su qualsiasi supernodo, ed essendo ora i supernodi tutti sotto il suo controllo centralizzato, può facilmente spillare da essi i singoli flussi di traffico e metterli in chiaro a proprio piacimento.

Se questa analisi è corretta, come in effetti sembra, allora il mito dell’impenetrabilità di Skype è silenziosamente caduto, ad esclusivo vantaggio però della sola FBI (e magari anche delle agenzie statunitensi di intelligence). E ciò magari spiegherebbe anche, ma qui stiamo certamente facendo dietrologia, perché Microsoft un anno fa abbia sborsato ben 8,5 miliardi di dollari per acquistare un’azienda ed un servizio così lontani dai propri core business.

Corrado “NightGaunt” Giustozzi
nightgaunt.org

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  • TheQ. scrive:
    no all'oblio
    personalmente credo che la dichiarazione dei redditi debba essere messa online (magari con 4-5 anni di ritardo o magari per i soli personagg vips che tramite mezzi propri hanno la capacità di influenzare milioni di persone, i quali per ovvie ragioni di potere informativo devono dimostrarsi più onesti degli onesti).
    • Dottor Stranamore scrive:
      Re: no all'oblio
      - Scritto da: TheQ.
      personalmente credo che la dichiarazione dei
      redditi debba essere messa online (magari con 4-5
      anni di ritardo o magari per i soli personagg
      vips che tramite mezzi propri hanno la capacità
      di influenzare milioni di persone, i quali per
      ovvie ragioni di potere informativo devono
      dimostrarsi più onesti degli
      onesti).Già adesso per sapere le dichiarazioni ti basta andare nel comune e richiederla. Infatti i giornali ogni tanto pubblicano le dichiarazioni dei vip e senza aspettare i 4-5 anni.Secondo me si fa prima a eliminare il contante come vogliono fare in Svezia. Così ci si preoccupa meno delle dichiarazioni.
  • Fabrizio Carimati scrive:
    Pubblicare le liste?
    Credo che le autorità italiane non pubblichino tali liste per evitare checi siano una sorta di "pagine gialle" di siti web; particolarmente per i siti pedoXXXXXgrafici, dato che vengono solo oscurati senza ulteriori provvedimenti ( vedi http://www.cleanternet.org/ ) e quindi sarebbero poi raggiungibili con semplici accorgimenti (tor, proxy, vpn etc).Io ho creato un progetto, diversi anni fa, chiamato http://www.neumon.org/about.html , con lo scopo di indagare sui blocchi (non solo italiani). Per mancanza di tempo, ma soprattutto di collaborazione, è in semi-abbandono. Prima o poi lo ristrutturerò; ma il punto fondamentale è che è inutile raccogliere dati tecnici se poi manca un'organizzazione di attivisti che li utilizzino per iniziative.Comunque, anch'io, nonostante ho tali liste (ottenute automaticamente), non le rendo pubbliche. Anche perchè non ho idea di che guai legali potrei incontrare. Potrei stilare ulteriori statistiche aggregando dati.Alle tipologie citate da Mantellini, aggiungo siti che vendono steroidi, oltre a prostituzione, contrabbando, contraffazione.Spesso sono bloccati interi server di image-hosting (come accadde per img5.imageshack.us).Spesso ci mettono pochi giorni ad oscurare, e anni a revocare (con alcuni ISP, imageshack rimase oscurato fino a un paio d'anni dopo lo "scandalo").Ci sono diversi casi di evidenti errori (ad esempio il sito di un'università in Turchia è oscurato).La lista Wikileaks era semplicemente un'interrogazione di un server DNS italiano di un solo ISP minore, a cui han passato una lista e si son segnati chi rispondeva "127.0.0.1". Era infatti molto approssimativa.Ciao a tutti
    • Fabrizio Carimati scrive:
      Re: Pubblicare le liste?
      Una cosa che ho notato, è che all'estero tutti i siti bloccati sono rediretti (via DNS) a pagine che informano i navigatori del "perchè" non possono raggiungere il sito.In Italia, c'è la confusione più totale in merito: ci sono ISP che lo fanno, altri che redirigono a 127.0.0.1, altri a 1.2.3.4, altri che non rispondono, etc.Questo sarebbe già un buon obiettivo, perchè credo che sia importante, più della pubblicazione delle liste, che un cittadino debba essere informato se il down è un'oscuramento o un problema tecnico.
      • Fabrizio Carimati scrive:
        Re: Pubblicare le liste?
        Concludo il discorso :PIl fatto che nella maggior parte dei casi, i blocchi avvengano senza alcun messaggio di motivazione, è ulteriore causa dell'impossibilità di avere statistiche interessanti. Cioè, ad esempio il mio servizio rileva che un dominio "abcd123.com" è oscurato da X/Y ISP. Non ho modo, automaticamente, di classificare/taggare quel sito, cioè di sapere se è un blocco AAMS, pedoXXXXX, contrabbando o altro. L'unica sarebbe visitarli e catalogarli, ma A) parliamo di oltre 10000 indirizzi; B) chi si mette ad aprire siti pedoXXXXX per taggare? . Questo problema fà si che non posso generare statistiche su dati aggregati per tipologie di blocchi.----------Una curiosità:Il sito di AAMS riporta l'elenco dei siti inibiti: http://www.aams.gov.it/site.php?id=2484 .La domanda: secondo voi, un ISP che riceve tale lista, deve considerarla 1) "in aggiunta" e tener bloccati quelli della vecchia lista, o 2) deve sbloccare i vecchi non più presenti nella nuova lista?Io, dai risultati che ho, ho idea che gli ISP non lo sanno :P c'è chi fà la 1), chi la 2) :D
    • ThEnOra scrive:
      Re: Pubblicare le liste?
      Secondo me non le pubblicano perchè non vi è norma che lo richiede. Da ricordare che sotto il DMCA stesso, come dimostra Google, è possibile risalire all'url incriminato.Sono anche d'accordo nel restringere gli ambiti di applicazione di tale lista, per cui lo farei solo per il copyright.
      • Sgabbio scrive:
        Re: Pubblicare le liste?
        - Scritto da: ThEnOra
        Secondo me non le pubblicano perchè non vi è
        norma che lo richiede. Da ricordare che sotto il
        DMCA stesso, come dimostra Google, è possibile
        risalire all'url
        incriminato.
        Sono anche d'accordo nel restringere gli ambiti
        di applicazione di tale lista, per cui lo farei
        solo per il
        copyright.Io lo farei per tutti i siti, anche perchè magari si può anche segnalare palesi errori.
        • ThEnOra scrive:
          Re: Pubblicare le liste?
          In che senso tutti i siti? Mi suoni particolarmente illiberale... :DMa guarda che di falsi positivi lato copyright ce ne stanno eccome!Citandoti: MU :D
          • Sgabbio scrive:
            Re: Pubblicare le liste?
            - Scritto da: ThEnOra
            In che senso tutti i siti? Mi suoni
            particolarmente illiberale...
            :D
            Ma guarda che di falsi positivi lato copyright ce
            ne stanno
            eccome!
            Citandoti: MU :DInvece di prendere in giro, tener pubbliche le liste dei siti censurati, mi sembra una cosa intelligente. L'hanno fatto solo con AAMS, non vedo perchè non farlo anche per altri tipi di siti bloccati....paura di qualcosa ?
          • ThEnOra scrive:
            Re: Pubblicare le liste?
            Forse è la stanchezza del lunedì...Guarda che ho detto la stessa cosa, anzi io l'ho pure detta contro i "miei interessi": ho proposto la lista "CENSURA powered by (C)"
          • Sgabbio scrive:
            Re: Pubblicare le liste?
            - Scritto da: ThEnOra
            Forse è la stanchezza del lunedì...

            Guarda che ho detto la stessa cosa, anzi io l'ho
            pure detta contro i "miei interessi": ho proposto
            la lista "CENSURA powered by
            (C)"però mi risulta che negli usa, le richiesta di filtrattio vario dev'essere pubblica, peccato che però ultimamente ste richieste su google non si vedono quasi mai...
          • ThEnOra scrive:
            Re: Pubblicare le liste?
            Stai commentado un articolo che dice l'esatto opposto... dai, tra poco è martedì.
          • Sgabbio scrive:
            Re: Pubblicare le liste?
            - Scritto da: ThEnOra
            Stai commentado un articolo che dice l'esatto
            opposto... dai, tra poco è
            martedì.come al solito devi denigrare... :D
          • Fabrizio Carimati scrive:
            Re: Pubblicare le liste?
            Più o meno tutti gli attivisti sono d'accordo che pubblicare le liste degli oscuramenti (particolarmente dei siti pedoXXXXXgrafici) sia un errore. E' uno degli aspetti negativi citati qui: http://www.cleanternet.org/ (minuto 1:24).A cosa pensi che servirebbe? I pedofili avrebbero delle pagine gialle di contenuti "funzionanti" (altrimenti perchè oscurarli?).D'altro canto, tu pensi "ma almeno i buoni cittadini potrebbero verificare tali liste"... davvero? Le liste AAMS sono pubbliche, trovami uno che sia uno che le ha verificate.La giusta mossa, imho, è una sola: istituire un'organizzazione indipendente, finanziata, a cui le autorità forniscono tali liste (con l'obbligo della non-divulgazione), e tale organizzazione si occupa delle verifiche, e di segnalare gli errori. Le autorità avrebbero solo un interlocutore diretto, semplificando e velocizzando i lavori.
          • bubba scrive:
            Re: Pubblicare le liste?
            - Scritto da: Fabrizio Carimati
            Più o meno tutti gli attivisti sono d'accordo che
            pubblicare le liste degli oscuramenti
            (particolarmente dei siti pedoXXXXXgrafici) sia
            un errore. E' uno degli aspetti negativi citati
            qui: http://www.cleanternet.org/ (minuto
            1:24).

            A cosa pensi che servirebbe? I pedofili avrebbero
            delle pagine gialle di contenuti "funzionanti"
            (altrimenti perchè
            oscurarli?).
            D'altro canto, tu pensi "ma almeno i buoni
            cittadini potrebbero verificare tali liste"...
            davvero? Le liste AAMS sono pubbliche, trovami
            uno che sia uno che le ha
            verificate.

            La giusta mossa, imho, è una sola: istituire
            un'organizzazione indipendente, finanziata, a cui
            le autorità forniscono tali liste (con l'obbligo
            della non-divulgazione), e tale organizzazione si
            occupa delle verifiche, e di segnalare gli
            errori. Le autorità avrebbero solo un
            interlocutore diretto, semplificando e
            velocizzando i
            lavori.A guardare l'invervista del buon d'itri (del 2007 mi pare) linkata nell'articolo... mi pare che fossero messi abbastanza male... altro che fare un organizzazione coordinata (= non sapevano tirar su una CA decente )Interessante anche il pezzo dell'intervista... sull'utilita' della "censura by dns" (e anche by ip). L'intervistatore di PI chiedeva "serve?" e D'itri: "NO, si bypassa subito anche per i neofiti. Leggermente meglio per "by ip", ma tanto c'e' TOR e affini."E poi proseguiva :PI: Ma la cosa è nota? Ne parlava ISOC ancora due anni faMd: Non penso che il CNCPO o l'AAMS ignorino questi fatti, quindi bisognerebbe chiedersi per quale motivo sia la polizia che i provider siano costretti a sprecare tempo e soldi in questa iniziativa.sigh..
          • ThEnOra scrive:
            Re: Pubblicare le liste?
            - Scritto da: bubba

            Md: Non penso che il CNCPO o l'AAMS ignorino
            questi fatti, quindi bisognerebbe chiedersi per
            quale motivo sia la polizia che i provider siano
            costretti a sprecare tempo e soldi in questa
            iniziativa.

            sigh..Perchè è il loro compito.
          • Sgabbio scrive:
            Re: Pubblicare le liste?
            - Scritto da: ThEnOra

            Perchè è il loro compito.che risposta facilona.
          • Fabrizio Carimati scrive:
            Re: Pubblicare le liste?

            Stai certo che dopo google, la pagina dedicata al
            (C) sarà quello più visitata, in cerca di falsi
            positivi.
            Ingenuità? Ignori la necessità di diligenza nel
            inviare le segnalazioni. Non serve questo
            fantomatico organo di cui parli. Basta, per il
            nostro caso, l'ISP, il segnalante e il
            segnalato.
            Se il segnalante lo fa in mala fede, il segnalato
            (nell'esempio DMCA) ha la possibilità di
            "appello". L'ISP poi provvede, nel ristabilire il
            contenuto e nel, in casi estremi, a denunziare il
            segnalante in
            malafede.Ho scritto che è praticamente impossibile identificare "quelli relativi ai copyright", se non visionandoli uno ad uno. Rimarrei sul generale, ovvero l'obiettivo di rilevare errori di oscuramento indipendentemente dalla motivazione.In un esempio che ho fatto (un'università della Turchia oscurata), è nella lista del CIRCAMP (www.circamp.eu) - COSPOL INTERNET RELATED CHILD ABUSIVE MATERIAL PROJECT, che giusto per darti un'idea della professionalità, il sito è ora down per "Bandwidth Limit Exceeded".Molte liste vengono redatte da terzi, e girate alle "autorità" che le rigirano agli ISP senza controlli nel nostro paese.Credo che tu sopra supponi che i "segnalati" sappiano di esserlo, cosa molto rara. Manco TPB avevano avvisato.E raramente chi viene "segnalato" ha voglia/soldi per avviare procedure come quelle che immagini. Infatti chi "segnala" ci pensa X volte prima di aggiungere un YouTube a quella lista, ma non esita minimamente se si tratta di un sito amatoriale.Si è parlato su PI di un mio amico, a cui han oscurato FreePlayClub per sbaglio. E' stato in ballo non so quanto, e ha ottenuto la rimozione dell'oscuramento. Doveva denunziare? Chi? Per stare il ballo anni anticipando gli avvocati?
          • ThEnOra scrive:
            Re: Pubblicare le liste?
            Sei amico di FPC? Allora dovresti sapere in cosa è consistito lo sbaglio. Non mi risulta neppure che per il dissequestro abbiano dovuto aspettare poi così tanto, ma soprattutto, non credo abbiano dovuto sborsare soldi a qualche avvocato... o mi sbaglio?Detto questo mi sa che dobbiamo fare un passo indietro e rivedere il significato di "segnalazione" e "rimozione", nell'ambito delle cosidette "censure".Sostieni che non hai la lista per breakdown delle tipologie di violazioni, tuttavia Google dimostra il contrario.Un conto sei te, un conto è l'ISP che invece ha questi dati, altrimenti per quale motivo avrebbe operato la "rimozione" oppure la "censura"? Sarai te, caso mai, ad aggregare questi dati che, ribadisco, sono in possesso da parte degli ISP. Non è un terzo che li ha, semmai potrà indicarli, ma l'ISP per "rimuoverli o censurarli" dovrà necessariamente conoscerne il motivo.Vd. caso FPC, che costituisce un FALSO POSITIVO.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 28 maggio 2012 23.00-----------------------------------------------------------
          • Fabrizio Carimati scrive:
            Re: Pubblicare le liste?

            Sei amico di FPC? Allora dovresti sapere in cosa è consistito lo sbaglio. Non mi risulta neppure che per il dissequestro abbiano dovuto aspettare poi così tanto, ma soprattutto, non credo abbiano dovuto sborsare soldi a qualche avvocato... o mi sbaglio?Non è stato necessario avviare alcuna procedura costosa, ma ti assicuro che si è sbattuto parecchio, e ha sentito anche avvocati.Tieni presente che son casi diversi però, un conto sono liste per un caso specifico (es. TPB, lista con gli IP e i domini da oscurare), ItalianShare & FPC, e altri ad-hoc.Sono provvedimenti legati ad indagini in corso.Un'altro sono liste di massa, stile AAMS o CIRCAMP.
            Sostieni che non hai la lista per breakdown delle tipologie di violazioni, tuttavia Google dimostra il contrario.
            Un conto sei te, un conto è l'ISP che invece ha questi dati, Ho scritto che ho un sistema di rilevazioni automatico, per cui rilevo quel che è tecnicamente possibile.Gli ISP è ovvio che avranno le tipologie di violazioni, sarà nella documentazione delle richieste, per cui possono generare quelle statistiche.Mi sono perso però dove stai portando il discorso.E' ovvio che chi viene oscurato ha tutto il diritto di chiedere lumi, far valere le proprie ragioni nelle giuste sedi, etc.Si parlava di rilevare errori in liste da decine di migliaia di domini, probabilmente redatte a loro volta automaticamente.E si parlava di avere statistiche aggregate per misurare il fenomeno.
          • Fabrizio Carimati scrive:
            Re: Pubblicare le liste?

            Stai certo che dopo google, la pagina dedicata al
            (C) sarà quello più visitata, in cerca di falsi
            positivi.E tu sei sicuro che quelle pagine contengono tali liste, per rilevare falsi positivi?Non sono solo dati aggregati?
    • Sgabbio scrive:
      Re: Pubblicare le liste?
      La cosa scandasola del 5 server d'imageshack è che nessuno a parte alcuni forum, ne ha parlato.dopo 2 mesi hanno tolto quel url dai filtri, ma questo dimostra comequesto sistema sia IDIOTA.
      • ThEnOra scrive:
        Re: Pubblicare le liste?
        Non è affatto scandaloso: è la dimostrazione che all'utente non frega niente della sorte di un sito. Se funziona bene, altrimenti cambia sito.
        • Sgabbio scrive:
          Re: Pubblicare le liste?
          - Scritto da: ThEnOra
          Non è affatto scandaloso: è la dimostrazione che
          all'utente non frega niente della sorte di un
          sito. Se funziona bene, altrimenti cambia
          sito.Fammi capire: Non ne parlano i siti dedicati in matyeria = L'utente se ne frega ? Guarda che c'è stato un gran vociare nei forum....Tra l'altrosta storia ha provocato gaff non da poco per chi usava imageshack :d
      • Fabrizio Carimati scrive:
        Re: Pubblicare le liste?
        Alcuni ISP l'hanno sbloccato dopo 2 mesi. Altri ci han messo fino a 2 anni.In pochi forum ne han parlato? Perchè imageshack.us è usato da italiani nei forum. Attualmente ci sono oscurati interi server (mica uno solo come nel caso di imageshack) di altri image-hoster, ma nessuno ne parla perchè nessuno li usa.
        • Sgabbio scrive:
          Re: Pubblicare le liste?
          - Scritto da: Fabrizio Carimati
          Alcuni ISP l'hanno sbloccato dopo 2 mesi. Altri
          ci han messo fino a 2
          anni.

          In pochi forum ne han parlato? Perchè
          imageshack.us è usato da italiani nei forum.
          Attualmente ci sono oscurati interi server (mica
          uno solo come nel caso di imageshack) di altri
          image-hoster, ma nessuno ne parla perchè nessuno
          li
          usa.Hai una lisa dei servizi leciti totalmente oscurati ?
          • Fabrizio Carimati scrive:
            Re: Pubblicare le liste?
            Ho le liste di quasi tutti (credo più del 90%) i siti oscurati. Ma non ci sono elementi per stabilire quali siano "leciti" e quali non. img5.imageshack.us, era lecito l'oscuramento (nato per una singola immagine pedoXXXXX)? Solo di quello se ne potrebbe discutere per settimane.Potrei sparare dozzine di server di image-host, come fai a sapere se contiene un'immagine pedo o se è un oscuramento errato?
          • Sgabbio scrive:
            Re: Pubblicare le liste?
            - Scritto da: Fabrizio Carimati
            Ho le liste di quasi tutti (credo più del 90%) i
            siti oscurati. Ma non ci sono elementi per
            stabilire quali siano "leciti" e quali non.
            img5.imageshack.us, era lecito l'oscuramento
            (nato per una singola immagine pedoXXXXX)? Solo
            di quello se ne potrebbe discutere per
            settimane.
            Potrei sparare dozzine di server di image-host,
            come fai a sapere se contiene un'immagine pedo o
            se è un oscuramento
            errato?A parte che se le forze dell'ordine usassero un felino il buon senso, potrebbero segnalare sta cosa al gestore del servizio di image hosting, come si poteva fare per imageshack, invece di oscurare tutto, purtroppo in italia si perde tempo in questo modo.
  • ThEnOra scrive:
    Google Vs Governo - Privato vs Pubblico
    Da plauso l'iniziativa di Google e la proposta di MM per il governo mi sembra cosa più che giusta.Mi chiedo però il "costo" di questa operazione, che se fatto dal governo ricadrà sulle nostre tasche.Piuttosto sarei per una legge che obbliga tutti gli ISP operanti nel territorio italiano a redigere annualmente questo report, che poi MM e chicchessia potrà analizzare/studiare.
    • krane scrive:
      Re: Google Vs Governo - Privato vs Pubblico
      - Scritto da: ThEnOra
      Da plauso l'iniziativa di Google e la proposta di
      MM per il governo mi sembra cosa più che
      giusta.Infatti, cosi' sarebbe piu' comodo sapere chi boicottare tra le mayor.
    • tucumcari scrive:
      Re: Google Vs Governo - Privato vs Pubblico
      - Scritto da: ThEnOra
      Da plauso l'iniziativa di Google e la proposta di
      MM per il governo mi sembra cosa più che
      giusta.

      Mi chiedo però il "costo" di questa operazione,
      che se fatto dal governo ricadrà sulle nostre
      tasche.

      Piuttosto sarei per una legge che obbliga tutti
      gli ISP operanti nel territorio italiano a
      redigere annualmente questo report, che poi MM e
      chicchessia potrà
      analizzare/studiare.Come al solito non ci hai capito un tubo! (sai che novità...)...Il "costo" ricadrebbe sulle "loro tasche" ed è un costo incalcolabile che comporta la scoperta di altarini!La lista già la fanno e quindi il "costo" è zero di per se è il renderla nota he ha un "costo" ma ripeto per le loro non per le nostre tasche!
      • ThEnOra scrive:
        Re: Google Vs Governo - Privato vs Pubblico
        E' evidente, come hai sempre dimostrato, che chi non ha capito sei tu, in quanto la parte importante del mio discorso si riassume col verbo "redigere".Se fosse il governo a doverlo fare, di redigere questi report, chi è che lo pagherebbe? Non ci vuole una scienza per capire il mio discorso...
        • tucumcari scrive:
          Re: Google Vs Governo - Privato vs Pubblico
          - Scritto da: ThEnOra
          E' evidente, come hai sempre dimostrato, che chi
          non ha capito sei tu, in quanto la parte
          importante del mio discorso si riassume col verbo
          "redigere".
          Se fosse il governo a doverlo fare, di redigere
          questi report, chi è che lo pagherebbe? Non ci
          vuole una scienza per capire il mio
          discorso...Quale parte di "lo fanno già" non ti è chiara?O se preferisci quale parte di"lo redigono già" (senza renderlo pubblico) non ti è chiara?
          • ThEnOra scrive:
            Re: Google Vs Governo - Privato vs Pubblico
            Ah, dunque è un segreto di pulcinella...
          • tucumcari scrive:
            Re: Google Vs Governo - Privato vs Pubblico
            - Scritto da: ThEnOra
            Ah, dunque è un segreto di pulcinella...No è un segreto che gli consente di non essere trasparenti e di non assumersi alcuna responsabilità alla luce del sole!Perchè a loro la luce del sole fa lo stesso effetto che a Dracula.Ai videotekini invece la luce del sole brucia solo i neuroni e rimangono a zombeggiare in giro per P.I. :D
          • ThEnOra scrive:
            Re: Google Vs Governo - Privato vs Pubblico
            Cvd. Guarda che stai scivolando...
          • Sgabbio scrive:
            Re: Google Vs Governo - Privato vs Pubblico
            - Scritto da: ThEnOra
            Cvd. Guarda che stai scivolando...Mi piace il fatto che quando qualcuno ti fa notare che sbagli, svii, citi cose a caso, cerchi di confondere i discorsi....
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