2014, l'anno dello streaming

I dati relativi al mercato statunitense e britannico mostrano come le basi per il business dello streaming siano ormai state gettate. In attesa del 2015, e della vera competizione con la partecipazione di colossi come Google e Apple

Roma – Le vendite di musica fisica declinano in varia misura, fatta eccezione per il vinile, mentre lo streaming si conferma la modalità di consumo preferita dagli utenti che scelgono di fruire della musica immateriale con la mediazione della Rete: a confermare tendenze già evidenti anche sul mercato italiano sono i dati di fine anno relativi ai mercati musicali statunitense e britannico.

I numeri del mercato statunitense rilevati da Nielsen SoundScan mostrano il progressivo calo dei download degli album nel corso dell’anno, scesi del 9 per cento fino a 106,5 milioni. I download dei singoli brani hanno sofferto anche di più nel 2014, in calo del 12 per cento a raggiungere 1,1 miliardi di brani scaricati. A conferma di quanto già osservato nei mesi scorsi, è lo streaming a dominare: le platee statunitensi hanno consumato nel 2014 164 miliardi di brani in streaming , una crescita del 54 per cento rispetto al 2013 . Nielsen suddivide i servizi di streaming in video e audio: la musica formato video , apprezzata in maniera causale su servizi come YouTube, domina ancora sui servizi audio con 85,5 miliardi di brani fruiti sul mercato statunitense, contro i 78,6 miliardi dei brani ascoltati sui servizi dedicati. Il pareggio, però, sembra vicino, complice l’avvento di piattaforme riservate esplicitamente allo streaming musicale e ad un ascolto più mirato: lo streaming musicale video cresce del 49,3 per cento, a fronte della crescita del 60,5 per cento della fruizione di tracce solo audio .

Se la nicchia del vinile vale sempre di più (9,2 milioni di dischi, in aumento del 51,8 per cento), i risultati ottenuti dai CD sul mercato statunitense, 140,8 milioni di vendite, confermano le tendenze che li condannavano ad un inesorabile e costante calo già a metà dell’anno: le vendite sono scese del 14,9 per cento rispetto al 2013, in cui già si registrava un calo del 14,5 per cento rispetto al 2012.
Le analisi dell’industria della musica britannica fanno invece osservare un rallentamento del declino della musica venduta su CD: i numeri di BPI (British Phonographic Industry), pur evidenziando il sorpasso da parte del comparto digitale, rivelano come il calo dei CD si conti in un -7,9 per cento anno su anno, mentre nel 2013 l’industria aveva accusato un calo del 12,8 per cento.

Nell’ambito della musica immateriale, che ora rappresenta il 51 per cento del mercato britannico , anche BPI osserva un ridimensionamento sensibile del numero dei download: calano del 9 per cento le vendite di album, a raggiungere i 29,7 milioni in termini di vendite, e scendono del 14,2 per cento i download dei singoli brani. A far credere nel digitale è lo streaming , che vale ora il 12,6 per cento del mercato : il numero dei brani consumati dai netizen britannici è quasi raddoppiato, raggiungendo i 14,8 miliardi nel corso del 2014.

Se il 2014 ha consacrato lo streaming a promessa del prossimo futuro, il 2015 sarà il primo anno in cui i colossi di settore potranno mettere alla prova le proprie strategie: Google è prossima al lancio ufficiale di YouTube Music Key, ora disponibile su inviti, Apple sta lavorando al proprio servizio dopo l’ acquisizione di Beats. L’anno appena iniziato potrebbe essere determinante per ristabilire gli equilibri anche a favore degli artisti, ancora scontenti delle opportunità offerte dalla tecnologia ma spesso offuscate dai contratti con le etichette che li rappresentano: è quanto auspica anche Bono, frontman degli U2 reclutato da Apple per un progetto ancora avvolto nell’ombra, dopo l’ inoculazione del più recente album nelle playlist degli utenti iTunes.

Gaia Bottà

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  • twtwt scrive:
    dubbioso
    da soddisfatto abbonato a Netflix (nonostante il commento precedente...) mi permetto di far notare che è una precisa scelta commerciale quella di permettere di accedere con lo stesso account a tutte le diverse library regionali... in pratica è quasi un "invito" a sconfinare per cercare titoli disponibili in altre zone del globo.Riassumendo: ho seri dubbi su una inversione di rotta, a Netflix piace il denaro, non importa da dove arrivi
    • ... scrive:
      Re: dubbioso
      - Scritto da: twtwt
      Riassumendo: ho seri dubbi su una inversione di
      rotta, a Netflix piace il denaro, non importa da
      dove
      arriviSono i detentori di diritti, <i
      al solito </i
      , a fare pressione per creare scarsità artificiale.Dai documenti leakati dall'hack di Sony è emerso che Sony Picture accusava esplicitamente Netflix di pirateria perchè accettava i pagamenti con paypal!La logica è la seguente: quando si paga con la CC si può determinare la nazione di emissione, mentre con paypal no, quindi Netflix è pirata perchè accetta soldi da gente di cui non può verificare la nazionalità!questo è il modo di ragionare di questa gente, l'invito al boicottaggio più totale e l'unica risposta possibile: NON DATEGLI PIU' UN CENTESIMO
      • twtwt scrive:
        Re: dubbioso
        io ovviamente non ho una carta di credito USA eppure ogni mese pago i miei 6 euri a Netflix, che evidentemente non fa controlli (a loro non conviene avere meno clienti), proprio come sostengono quelli della Sony.Invece quelli di PayPal sono molto paranoici sulla geolocalizzazione, se fai login con IP stranieri si insospettiscono e ti bloccano subito l'account, come è sucXXXXX a me tempo fa
  • mavaffa_ncu lo scrive:
    Esistono davvero XXXXXXXX che pagano?!
    Cos'è, uno scherzo? Ma come XXXXX fa ad esistere netflix? Ormai sui siti che tutti conosciamo si trovano facilmente tutti i film più recenti in 1080p 3D, talvolta pure mentre sono nelle sale!Si sono estinti i videotechini, si estinguerà pure netflix. Rotola dal ridere
  • Guerra scrive:
    popcorn
    che problema c'è? popcorntime è sempre ben fornito e gratuito
  • ... scrive:
    un bel problema!
    ...per chi aveva una mezza idea di pagare (rotfl)
  • HerrDoktor scrive:
    Che si mettano al passo coi tempi
    Io abito in Germania per lavoro, e tanti film non posso vederli perché per la versione in inglese (il tedesco ancora non lo capisco) dovrei guardarli da piattaforme di altri paesi a me inaccessibili a causa di restrizioni geografiche."La pressione dell'industria del cinema è evidente"?. Si impegnassero a venire incontro a quella grossa fetta di mercato disponibile a pagare per fruire legalmente di film e serie TV, invece di perder tempo ad "esercitare pressioni". Non ha senso lamentarsi di pirateria e VPN se prima non si offre all'utenza la possibilità di accedere ai contenuti in modo semplice e legale.
    • panda rossa scrive:
      Re: Che si mettano al passo coi tempi
      - Scritto da: HerrDoktor
      Io abito in Germania per lavoro, e tanti film non
      posso vederli perché per la versione in inglese
      (il tedesco ancora non lo capisco) dovrei
      guardarli da piattaforme di altri paesi a me
      inaccessibili a causa di restrizioni
      geografiche.Il discorso non e' solo che tu sei in germania e vuoi vedere i film in inglese.Il discorso e' anche che io sono in italia e pure io voglio vederli in inglese, giapponese, tedesco o quello che mi pare senza dover dare spiegazioni a nessuno.Se il detentore dei diritti rinuncia a commercializzare un'opera per motivi suoi di cui a noi nulla frega, la gente si deve poter rivolgere alle alternative.
      "La pressione dell'industria del cinema è
      evidente"?. Si impegnassero a venire incontro a
      quella grossa fetta di mercato disponibile a
      pagare per fruire legalmente di film e serie TV,Visto che a loro non costa niente, si stanno impegnando a non farlo.
      invece di perder tempo ad "esercitare pressioni".
      Non ha senso lamentarsi di pirateria e VPN se
      prima non si offre all'utenza la possibilità di
      accedere ai contenuti in modo semplice e
      legale.La prima causa della pirateria sono le major stesse.
      • 2015 scrive:
        Re: Che si mettano al passo coi tempi
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: HerrDoktor

        Io abito in Germania per lavoro, e tanti
        film
        non

        posso vederli perché per la versione in
        inglese

        (il tedesco ancora non lo capisco) dovrei

        guardarli da piattaforme di altri paesi a me

        inaccessibili a causa di restrizioni

        geografiche.

        Il discorso non e' solo che tu sei in germania e
        vuoi vedere i film in
        inglese.
        Il discorso e' anche che io sono in italia e pure
        io voglio vederli in inglese, giapponese, tedesco
        o quello che mi pare senza dover dare spiegazioni
        a
        nessuno.

        Se il detentore dei diritti rinuncia a
        commercializzare un'opera per motivi suoi di cui
        a noi nulla frega, la gente si deve poter
        rivolgere alle
        alternative.Nulla ti vieta di produrli TU i film, con la roba tua fai quello che ti pare...
        • panda rossa scrive:
          Re: Che si mettano al passo coi tempi
          - Scritto da: 2015
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: HerrDoktor


          Io abito in Germania per lavoro, e tanti

          film

          non


          posso vederli perché per la versione in

          inglese


          (il tedesco ancora non lo capisco)
          dovrei


          guardarli da piattaforme di altri paesi
          a
          me


          inaccessibili a causa di restrizioni


          geografiche.



          Il discorso non e' solo che tu sei in
          germania
          e

          vuoi vedere i film in

          inglese.

          Il discorso e' anche che io sono in italia e
          pure

          io voglio vederli in inglese, giapponese,
          tedesco

          o quello che mi pare senza dover dare
          spiegazioni

          a

          nessuno.



          Se il detentore dei diritti rinuncia a

          commercializzare un'opera per motivi suoi di
          cui

          a noi nulla frega, la gente si deve poter

          rivolgere alle

          alternative.

          Nulla ti vieta di produrli TU i film, con la roba
          tua fai quello che ti
          pare...Anche quest'anno la solfa non cambia.Non e' mai il detentore dei diritti a venire qui a fare la predica, ma sempre l'intermediario parassita, che non produce niente, che non contribuisce in alcun modo alla crescita della cultura, ma che campa di misere briciole, e le difende senza alcun ritegno.Io produco software e lo metto nel pubblico dominio, quindi ho titolo per esternare le mie idee.Tu invece che cosa hai fatto per incrementare la cultura?
          • 2015 scrive:
            Re: Che si mettano al passo coi tempi
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: 2015

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: HerrDoktor



            Io abito in Germania per lavoro, e
            tanti


            film


            non



            posso vederli perché per la
            versione
            in


            inglese



            (il tedesco ancora non lo capisco)

            dovrei



            guardarli da piattaforme di altri
            paesi

            a

            me



            inaccessibili a causa di
            restrizioni



            geografiche.





            Il discorso non e' solo che tu sei in

            germania

            e


            vuoi vedere i film in


            inglese.


            Il discorso e' anche che io sono in
            italia
            e

            pure


            io voglio vederli in inglese,
            giapponese,

            tedesco


            o quello che mi pare senza dover dare

            spiegazioni


            a


            nessuno.





            Se il detentore dei diritti rinuncia a


            commercializzare un'opera per motivi
            suoi
            di

            cui


            a noi nulla frega, la gente si deve
            poter


            rivolgere alle


            alternative.



            Nulla ti vieta di produrli TU i film, con la
            roba

            tua fai quello che ti

            pare...

            Anche quest'anno la solfa non cambia.
            Non e' mai il detentore dei diritti a venire qui
            a fare la predicaE che ne sai tu di cosa faccio io?E se ho liberamente deciso, lo so per te è difficile da capire, di vendere questi diritti; non sono più miei, ma di chi li ha comprati, e può farci quello che vuole, punto.Se vuole pubblicare le mie opere bene, se le vuol tenere sotto una gamba del tavolino per non farlo ballare... Non ci posso fare NIENTE.
            Io produco software e lo metto nel pubblico
            dominio, quindi ho titolo per esternare le mie
            idee.Ti riferisci ai famosi script che NESSUNO ha mai visto?A parole sono tutti bravi...

            Tu invece che cosa hai fatto per incrementare la
            cultura?Prendo per il sedere pande rosse a caso :D
          • panda rossa scrive:
            Re: Che si mettano al passo coi tempi
            - Scritto da: 2015

            Anche quest'anno la solfa non cambia.

            Non e' mai il detentore dei diritti a venire
            qui

            a fare la predica

            E che ne sai tu di cosa faccio io?Sentiamo, racconta.
            E se ho liberamente deciso, lo so per te è
            difficile da capire, di vendere questi diritti;
            non sono più miei, ma di chi li ha comprati, e
            può farci quello che vuole,
            punto.Ma se e' quello che dico io da sempre: quando uno compra ci fa quello che vuole.
            Se vuole pubblicare le mie opere bene, se le vuol
            tenere sotto una gamba del tavolino per non farlo
            ballare... Non ci posso fare
            NIENTE.E allora di che ti lamenti?

            Io produco software e lo metto nel pubblico

            dominio, quindi ho titolo per esternare le
            mie

            idee.

            Ti riferisci ai famosi script che NESSUNO ha mai
            visto?Mi riferisco a quanto pubblicato su sourceforge, liberamente scaricabile pure da te.

            Tu invece che cosa hai fatto per
            incrementare
            la

            cultura?

            Prendo per il sedere pande rosse a caso :DAppunto, un inutile parassita.
          • ... scrive:
            Re: Che si mettano al passo coi tempi
            - Scritto da: 2015
            E che ne sai tu di cosa faccio io?
            E se ho liberamente deciso, lo so per te è
            difficile da capire, di vendere questi diritti[img]http://www.reactionface.info/sites/default/files/imagecache/Node_Page/images/1310576716159.jpg[/img]
          • ... scrive:
            Re: Che si mettano al passo coi tempi
            - Scritto da: 2015
            Prendo per il sedere pande rosse a caso :D[img]http://i.imgur.com/awzljbs.png[/img]
          • Luco, giudice di linea mancato scrive:
            Re: Che si mettano al passo coi tempi
            - Scritto da: 2015
            E che ne sai tu di cosa faccio io?
            E se ho liberamente deciso, lo so per te è
            difficile da capire, di vendere questi diritti;
            non sono più miei, ma di chi li ha comprati, e
            può farci quello che vuole, punto.
            Se vuole pubblicare le mie opere bene, se le vuol
            tenere sotto una gamba del tavolino per non farlo
            ballare... Non ci posso fare NIENTE.Esatto. Quindi quando compriamo il tuo film ne facciamo quello che vogliamo. Tu non puoi lamentarti, hai avuto i soldi alla cifra che tu hai chiesto.Ora il film non è più tuo, ma nostro. E noi lo mettiamo su torrent e lo facciamo vedere a tutti i nostri amici sparsi per il mondo.Se vuoi guadagnare 100 milioni da un film, sei liberissimo di venderlo a questa cifra, esattamente come una galleria che venda un quadro di Van Gogh o una società di calcio che venda un calciatore. Se non trovi acquirenti, è solo un tuo problema perché vuol dire che sei fuori mercato. Di certo, se vendi un film a 30 euro, non puoi lamentarti dicendo che è ancora tuo. Dici che il film ti è costato di più? In quel caso hai semplicemente venduto sottocosto, hai fatto un'operazione pubblicitaria come tutte le vendite sottocosto. Puoi aver fatto una grande stupidaggine come avere avuto una trovata geniale. In ogni caso non è un problema di chi paga il prezzo che tu hai chiesto, perché chi ti paga il prezzo che tu hai chiesto è lui ad avere il film, e non sei più tu. E tu non devi poter vendere di nuovo il film ad altri, perché l'hai già venduto a lui. E' lui che decide cosa fare del film. Tu il film non ce l'hai più.
          • ANVI scrive:
            Re: Che si mettano al passo coi tempi
            - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
            - Scritto da: 2015

            E che ne sai tu di cosa faccio io?

            E se ho liberamente deciso, lo so per te è

            difficile da capire, di vendere questi

            diritti; non sono più miei, ma di chi li ha

            comprati, e può farci quello che vuole, punto.

            Se vuole pubblicare le mie opere bene, se

            le vuol tenere sotto una gamba del tavolino

            per non farlo ballare... Non ci posso fare

            NIENTE.
            Esatto. Quindi quando compriamo il tuo film ne
            facciamo quello che vogliamo. Tu non puoi
            lamentarti, hai avuto i soldi alla cifra che tu
            hai chiesto.
            Ora il film non è più tuo, ma nostro. E noi lo
            mettiamo su torrent e lo facciamo vedere a tutti
            i nostri amici sparsi per il mondo.Esatto, e se lo chiami Plurivision ( c ) diventa anche legale: http://www.videotecheweb.it/pvs/
        • Skywalker scrive:
          Re: Che si mettano al passo coi tempi
          - Scritto da: 2015
          Nulla ti vieta di produrli TU i film, con la roba
          tua fai quello che ti
          pare...Nulla in contrario, ma dato che loro pretendono di VENDERE i FILM da loro prodotti (i.e. DIFFONDERLI) e nel contempo mantenerne il CONTROLLO ASSOLUTO, lo facciano SENZA COINVOLGERE LA COLLETTIVITA'. Ergo NIENTE COPYRIGHT e SOLO DRM. Ah, non sono mai stati capaci di fare un DRM veramente funzionante, e sono stati costretti a "chiedere" di legiferare per renderli fuorilegge, tornando a COINVOLGERE LA COLLETTIVITA'?Allora se vuoi che il FILM rimanga TUTTO TUO, non ti resta che NON PUBBLICARLO. Ti garantisco che se lo tieni nel cassetto di casa tua, NESSUNO te lo copia.Se invece lo PUBBLICHI, per definizione non è più TOTALMENTE PRIVATO, e se per di più lo PUBBLICHI in CAMBIO DI REMUNERAZIONE, nella TUA pretesa di conservare TUTTI I DIRITTI RISERVATI c'è qualcosa che non quadra: siamo in due, tu ci metti le idee, io ci metto i soldi, ma tu pretenderesti che io debba comunque fare sempre quello che dici tu. Pensa che nel mondo "fisico" di solito è il contrario: chi ci mette il soldi (EQUITY) spesso pretende di dire cosa deve fare quello che ci mette le idee (WORK FOR HIRE).Forse è ora di rivedere una convenzione dettata da una sola delle parti, l'Association Littéraire et Artistique Internationale, fondata da uno scrittore, Victor Hugo, dieci anni prima che Eastman Kodak producesse la pellicola di celluloide, 15 prima del film dei fratelli lumiere, lo stesso anno che Edison ha brevettato il fonografo, 64 anni prima del brevetto sulla fotocopiatrice, 78 prima dei nastri Ampex, 104 prima della videocamera (Betacam). Cito solo alcuni dei presenti a Berna: Impero Austro-Ungarico, Impero Germanico, Terza Repubblica Francese, Regno d'Italia, Regno di Spagna con reggente Maria Cristina d'Asburgo, Impero Britannico della Regina Vittoria... nessuno di questi esiste più! Legalmente solo l'ultimo ha una continuità con uno Stato attuale (seppur molto ridotto)!Eppure l'ALAI si basa su quel testo per affermare che la Corte di Giustizia Europea ha illecitamente affermato che un hyperlink ad una risorsa pubblicamente disponibile NON è diffusione al pubblico e non richiede il permesso dell'Autore...
        • Funz scrive:
          Re: Che si mettano al passo coi tempi
          - Scritto da: 2015
          Nulla ti vieta di produrli TU i film, con la roba
          tua fai quello che ti
          pare...Sai, in questa argomentazione c'è un errore di fondo.Quando tu crei un'opera, da quel preciso istante essa non è più solo tua, ma entra a far parte del bagaglio culturale dell'umanità.Tu puoi tenerti i diritti di attribuzione (inalienabili) e di sfruttamento commerciale (temporanei).Ma non puoi negare a chicchessia di fruire della tua opera.Se non vuoi venderla su un certo mercato ca**i tuoi, ma nessuno fa niente di sbagliato a fruirne comunque.Ficcatevelo in testa.
        • Luco, giudice di linea mancato scrive:
          Re: Che si mettano al passo coi tempi
          - Scritto da: 2015
          Nulla ti vieta di produrli TU i film, con la roba
          tua fai quello che ti
          pare...Nel momento in cui PUBBLICHI qualcosa, quel qualcosa <B
          NON E' PIU' TUO </B
          . Non puoi decidere chi può vederlo e chi no, non hai più questo diritto (che hai prima di PUBBLICARE l'opera) hai rinunciato a questo in cambio della DIFFUSIONE della tua opera, quindi se non sai con chi prendertela, guardati allo specchio.Se non ti sta bene il modo in cui gli altri tratteranno l'opera, sei liberissimo di non pubblicarla, tenertela per te e non farla mai vedere/ascoltare/leggere/usare a nessuno.Sei esattamente come un cuoco, nel momento in cui vendi alla gente il tuo piatto, la gente discuterà su com'è fatto e alla fine se lo farà da sola.
  • Skywalker scrive:
    Globalizzazione
    Quando si tratta di aumentare gli anni di durata del Copyright, produrre nei paesi a stipendi più bassi o porre la sede fiscale alle Cayman la Globalizzazione va bene.Quando la Globalizzazione invece andrebbe a favore degli utenti/client, allora vanno difesi i confini nazionali.Buffoni.
    • marcorr scrive:
      Re: Globalizzazione
      - Scritto da: Skywalker
      Quando si tratta di aumentare gli anni di durata
      del Copyright, produrre nei paesi a stipendi più
      bassi o porre la sede fiscale alle Cayman la
      Globalizzazione va
      bene.
      Quando la Globalizzazione invece andrebbe a
      favore degli utenti/client, allora vanno difesi i
      confini
      nazionali.

      Buffoni.come non darti ragione
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