Vaccinati o guariti all'estero: arriva il Green Pass

Vaccinati o guariti all'estero: arriva il Green Pass

Regole e protocolli per quanti sono guariti o si sono vaccinati all'estero ed ora, al rientro in Italia, non sanno come ottenere il Green Pass.
Regole e protocolli per quanti sono guariti o si sono vaccinati all'estero ed ora, al rientro in Italia, non sanno come ottenere il Green Pass.

Se un cittadino italiano per qualsivoglia motivo è stato vaccinato o è guarito mentre si trovava all’estero, come può ottenere il Green Pass? Per poter avere il Certificato Verde, infatti, occorre essere in possesso di un Authcode (in caso di vaccino) o di un NUCG (Numero Univoco della Certificazione di Guarigione): qualora i due status siano maturati all’estero, tuttavia, emerge un problema procedurale che va ad inceppare il meccanismo ed impedisce di avere il Green Pass. Con una nuova circolare del Ministero della Salute, però, si è posto rimedio al problema proprio a poche ore dall’entrata in vigore delle restrizioni attive dal 6 agosto 2021.

Guariti o vaccinati all’estero

Per chi si trova nella condizione di essere guarito o di essere stato vaccinato all’estero, il Green Pass può essere ottenuto presentandosi presso le Aziende Sanitarie locali di competenza territoriale e presentando apposita documentazione:

  • Certificato vaccinale che riporti i seguenti dati:
    • dati identificativi del titolare (nome, cognome, data di nascita);
    • dati relativi al/ai vaccino/i (denominazione e lotto); sono considerate valide soltanto le seguenti vaccinazioni:
      • Comirnaty (PfizerBioNtech);
      • Spikevax (Moderna);
      • Vaxzevria (AstraZeneca);
      • COVID-19 Vaccine Janssen (Janssen-Johnson & Johnson).
    • data/e di somministrazione del/dei vaccino/i;
    • dati identificativi di chi ha rilasciato il certificato (Stato, Autorità sanitaria)
  • Certificato di guarigione rilasciato dall’autorità sanitaria estera, che riporti i seguenti dati:
    • dati identificativi del titolare (nome, cognome, data di nascita);
    • informazioni sulla precedente infezione da SARS-CoV-2 del titolare, successivamente a un test positivo
      (data del primo tampone molecolare positivo);
    • dati identificativi di chi ha rilasciato il certificato (Stato, Autorità sanitaria).

Questa procedura consente di portare sul sistema digitale integrato italiano le informazioni relative al cittadino, aggiornando la sua posizione ed offrendogli così la possibilità di accedere al proprio Green Pass.

Ulteriori precisazioni sono relative al completamento di un ciclo vaccinale iniziato fuori dal territorio italiano:

In caso di somministrazione della sola prima dose di vaccino già avvenuta all’estero, per ciclo vaccinale a più dosi, la certificazione verde COVID-19 relativa alla prima dose potrà essere richiesta solo se non siano già scaduti i termini di validità stabiliti in relazione al tempo massimo per la somministrazione della seconda dose di quel vaccino (attualmente 42 giorni per i vaccini a mRNA e 84 giorni per Vaxzevria); in ogni caso, al richiedente dovrà essere garantita la somministrazione della dose per il completamento del ciclo vaccinale.

Paradossalmente i problemi sono addirittura più complessi se, invece di arrivare dall’estero, si completa il ciclo vaccinale a cavallo tra due regioni: la mancanza di interpolazione tra i differenti sistemi regionali può creare in alcuni casi più di un problema, costringendo ad interventi ad hoc per consentire di ottenere le dosi, registrarle e rilasciare l’Authcode che abiliterà al Green Pass.

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Pubblicato il 5 ago 2021
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