Come aprire un Conto Trading: Guida 2024

Come aprire un Conto Corrente Trading: Guida 2024

In questa guida vedremo come aprire un conto di trading, quali sono le procedure da effettuare e tutti i cnonsigli da seguire per non sbagliare.
Come aprire un Conto Corrente Trading: Guida 2024
In questa guida vedremo come aprire un conto di trading, quali sono le procedure da effettuare e tutti i cnonsigli da seguire per non sbagliare.
Michelangelo Ricupati
Pubblicato il 23 nov 2023

Aprire un conto trading è ormai una pratica molto diffusa tra milioni di utenti in tutto il mondo che intendono massimizzare i propri guadagni investendo in asset finanziari.

Difatti, il trading consente di esporsi a prodotti quali azioni, bond, obbligazioni, ETF, criptovalute, opzioni e tantissimi altri strumenti speculativi, con un tasso di volatilità più o meno elevato. I conti trading sono diventati popolari perché semplificano e rendono più accessibili queste operazioni, anche per chi è alle prime armi.

In questa guida vedremo nel dettaglio come aprire un conto trading per effettuare operazioni di investimento, i consigli da seguire per evitare errori e le regole da rispettare in fase di dichiarazione dei redditi.

Perché aprire un conto trading?

Ci sono diverse ragioni per cui decidere di aprire un conto di trading. Quella fondamentale è la possibilità di mettere in moto il proprio denaro nel tentativo di ottenere dei guadagni. Soprattutto in periodi di forte inflazione, in cui si assiste all’erosione dei risparmi lasciati “sotto il materasso”.

Esistono diverse strategie di investimento, da quelle più semplici come comprare azioni in un momento ribassista e rivenderle ad un prezzo più elevato seguendo i movimenti di mercato oppure sottoscrivere obbligazioni accumulando dei rendimenti nel tempo, a quelle più complesse come aprire posizioni “short”, ovvero speculare “allo scoperto” su beni che non si possiedono.

Aprire un conto trading può essere utile anche per diversificare il proprio capitale. Tenere tutto il proprio patrimonio in un solo “luogo” infatti può aumentare le probabilità che sia a rischio o che perda valore per fenomeni come la sopraccitata inflazione.  La diversificazione, soprattutto se si opta per asset a basso rischio o volatilità, può mantenere alto il potere d’acquisto in vista di momenti storici difficili.

Infine chi opta per aprire un conto trading è motivato dalla totale autonomia di gestione dei fondi, cosa che fino a qualche anno fa doveva essere necessariamente delegata a un consulente. Oggi infatti c’è più interesse verso l’educazione finanziaria che fa maturare competenze utili per i propri investimenti.

Ulteriori vantaggi di un conto di trading

Non deve passare inosservato che i conti trading hanno abbassato notevolmente le barriere del mondo finanziario, che in passato non era così accessibile come al giorno d’oggi.

Se prima bisognava recarsi di persona nei luoghi di scambio per giocare in borsa o era necessario affidarsi a un ente terzo o a un consulente per investire in asset finanziari, adesso si può fare tutto dal proprio computer o smartphone. Contando su mercati globali aperti praticamente 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

I nuovi servizi offerti dai conti trading prevedono anche materiali formativi per ampliare le proprie conoscenze in materia. Ciò consente una grande crescita personale e professionale. In più, le migliori piattaforme di trading dispongono di strumenti all’avanguardia per effettuare analisi, previsioni e mitigare il rischio in qualsiasi situazione di mercato.

Oltre a questo, la flessibilità offerta dai conti di trading online è davvero un valore aggiunto, in quanto è l’utente a decidere quando operare e per quanto tempo, senza alcun limite.

Conto trading: meglio un broker o una banca?

I conti trading non sono l’unica opzione per iniziare ad investire, si può utilizzare infatti anche un broker online, con più autonomia rispetto a una banca. La scelta dipende esclusivamente dalle proprie esigenze e dalla familiarità con il mondo del trading.

Ovviamente, in entrambi i casi ci sono pro e contro, che possono essere sia oggettivi che soggettivi. Utilizzando un servizio bancario come Fineco Trading, ad esempio, si ha la certezza di operare su una piattaforma consolidata, con una lunga storia alle spalle e con esperti del mondo Fintech che gestiscono le varie funzioni.

FinecoBank

Regolamentazione: Consob n. 11971

Istituto Bancario: FinecoBank

Piattaforma web: Sì

Costo di Accensione: GRATIS

Canone Annuale: 3,95€/mese (azzerabili)

Deposito minimo: No (zero commissioni)

Prodotti disponibili: azioni, obbligazioni, ETF, crypto, CFD, opzioni, futures

Leva finanziaria: fino a 1:30

Spread: Ridotti

Inoltre, con un conto trading si può accedere a consulenze personalizzate per chiarire dubbi o ricevere aiuto in caso di difficoltà. A ciò si aggiunge il servizio di assistenza, che in molti casi è migliore rispetto ad alcuni broker da poco sul mercato.

Dall’altro lato, però, i costi di un conto trading in banca possono essere più elevati, sia per la gestione del conto che per quanto riguarda le transazioni, che prevedono commissioni importanti rispetto ad un broker online.

Non bisogna dimenticare che per operare con una banca bisogna quasi sempre disporre di un conto corrente registrato presso la stessa società. Diversamente, con un broker è sufficiente associare una qualsiasi carta di credito o debito e caricare i fondi sulla piattaforma, facendo sempre attenzione alla compatibilità del circuito di pagamento, generalmente MasterCard o Visa.

Tra l’altro, spesso i broker permettono di caricare il conto tramite bonifico o piattaforme di terze parti. Tuttavia, a differenza dei broker, le banche offrono quasi sempre accesso a fondi assicurativi che coprono in caso di insolvenza.

Come aprire un conto trading in banca?

Non è difficile capire come aprire un conto di trading in banca, in quanto le procedure di registrazione sono quasi sempre guidate.

Generalmente, basta recarsi sul sito ufficiale della banca e cliccare su “Registrati” o “Apri conto”, e selezionare il conto in base alle proprie preferenze, cercando sempre di trovare una soluzione con costi ragionevoli e funzioni utili per operare in sicurezza.

È bene valutare la presenza di fondi assicurativi e la possibilità di depositare utilizzando più metodi di pagamento. In alcuni casi, possono essere richiesti requisiti reddituali o, comunque, l’apertura di un conto corrente presso lo stesso istituto finanziario.

Requisiti

Come già accennato, le banche di trading online potrebbero richiedere alcuni requisiti importanti per la registrazione. Ad esempio, aprire un conto Fineco Trading richiede il raggiungimento del 18° anno di età e la residenza fiscale italiana, ovvero le tasse devono essere pagate nel nostro Paese.

Generalmente, il conto trading può essere intestato ad una sola persona, quindi non è possibile aprire conti cointestati e simili. Inoltre, potrebbe risultare necessario non essere mai stato etichettato come cattivo pagatore oppure effettuare un deposito minimo all’interno della piattaforma.

Documenti

Non sono indispensabili documenti particolari per aprire un conto trading. Difatti, la maggior parte delle volte viene richiesto un semplice documento di identità, come la carta d’identità, la patente o il passaporto.

Tuttavia potrebbe essere necessario un documento che attesta la propria residenza. In linea di massima, se non specificato dalla banca, basta utilizzare l’ultima bolletta o l’estratto conto, da allegare insieme ai documenti d’identità.

Durante la registrazione spesso vengono effettuate procedure di riconoscimento facciale tramite un video-selfie o tramite riconoscimento biometrico, quindi serviranno necessariamente lo smartphone o la webcam del proprio computer.

Procedura

La procedura per aprire un conto trading è molto simile per tutti gli istituti bancari. In prima battuta, ci si reca sul sito ufficiale della banca e si clicca su “Registrati”, “Apri conto” o voci simili.

Si seleziona il conto trading o, comunque, la soluzione che include la possibilità di investire con la banca, e si clicca su continua. Verranno richiesti dati personali come nome, cognome, e-mail e numero di telefono, e andranno poi allegati i documenti citati in precedenza.

Quando si completano tutti i passaggi, si riceve quasi sempre un’e-mail di conferma in cui viene appunto confermata l’apertura del conto, con allegati tutti i documenti contrattuali. Sottolineiamo che potrebbe essere inviata anche un’e-mail con un link su cui cliccare per confermare ulteriormente la registrazione.

In alcuni casi, può essere anche richiesto un bonifico per la conferma della propria identità e dei dati forniti in fase di registrazione. Completato il tutto, vengono inviate le credenziali di accesso, ovvero il nome utente e la password per accedere alla propria area personale.

La password deve essere modificata poi dall’utente, che ne sceglierà una facile da ricordare per sé stesso ma difficile per gli altri. Una volta che si ha l’accesso, si può iniziare a depositare soldi sul conto per iniziare il proprio trading online.

Come si dichiara il conto trading

Una volta scoperto come aprire un conto trading, potrebbe essere utile approfondire gli aspetti fiscali. Come vedremo più avanti, un conto trading non dichiarato potrebbe portare problemi nel lungo periodo e costi elevati rispetto a quelli previsti dalla normale tassazione. Difatti, anche se molti pensano il contrario, i conti trading vanno sempre dichiarati per evitare controversie fiscali e subire multe salate.

Il consiglio è quello di rivolgersi al proprio commercialista che chiederà tutti gli elementi importanti da inserire in fase di dichiarazione. Tutte le transazioni vanno dichiarate nell’apposito modello Redditi Persone Fisiche (PF) all’interno del modulo di dichiarazione dei redditi.

Nello specifico, con gli asset tradizionali si parla di redditi da capitale, mentre asset come le criptovalute vanno inseriti tra i redditi diversi (al pari dei redditi esteri). In base ai propri valori e ai guadagni o le perdite ottenute, si dovranno pagare le plusvalenze o verranno accreditate le minusvalenze.

Nello specifico, le plusvalenze rappresentano i guadagni netti ottenuti rispetto al capitale investito, e sono tassate generalmente al 26% a meno che non siano previste agevolazioni particolari.

Le minusvalenze, ovvero le perdite, sono invece utili per ridurre l’importo complessivo soggetto a tassazione. Se, per esempio, abbiamo ottenuto 500€ di profitto dall’operazione A, ma l’operazione B ci ha fatto perdere 300€, allora pagheremo il 26% sulla plusvalenza di 200€, ovvero il guadagno ottenuto al netto delle perdite.

Per tale motivo, un monitoraggio costante delle proprie attività è essenziale per evitare problemi in fase di dichiarazione.

Cosa succede se non dichiari il conto trading

Se non si dichiara un conto di trading o non si inserisce un conto italiano in fase di dichiarazione dei redditi, l’Agenzia delle Entrate potrebbe effettuare controlli e contestazioni.

Difatti, l’Amministrazione finanziaria può monitorare i conti e le informazioni dei vari utenti comunicando con gli amministratori delle piattaforme, che dispongono appunto dei nostri documenti e dati personali, nonché di tutte le informazioni utili relative alle transazioni.

Tutto questo vale anche per i conti trading esteri. Gli Stati scambiano i dati tra loro, quindi anche un conto di trading estero non dichiarato può essere soggetto a controlli dallo Stato italiano. A seguito di controlli incrociati, gli esiti potrebbero essere i seguenti:

  • sanzioni amministrative: multe da pagare entro determinate tempistiche variabili a seconda della propria posizione;
  • conseguenze penali: in caso di gravi episodi di evasione fiscale, nell’ordine di decine o centinaia di migliaia di euro, si potrebbe incorrere in processi penali;
  • recupero delle tasse non pagate: l’Agenzia delle Entrate potrebbe richiedere il recupero, con una maggiorazione, di tutte le tasse non pagate negli anni;
  • lettera di compliance: in casi di minore entità, l’Amministrazione italiana potrebbe inviare un semplice avviso in cui invita a dichiarare i redditi provenienti dal trading online;
  • inserimento nelle blacklist: in alcuni casi, soprattutto se si investe tramite banca, si potrebbe essere etichettati come cattivi pagatori ed essere esclusi dall’accesso ai mercati finanziari.

Per tale motivo, anche per conti di piccola entità, è sempre consigliabile dichiarare i conti di trading in proprio possesso.

Come chiudere un conto trading

Come nel caso dell’apertura, chiudere un conto di trading è altrettanto semplice. Infatti si può compilare la richiesta dalla propria app o dal sito web del broker o della banca selezionata in fase di apertura.

Tuttavia, ci sono degli accorgimenti importanti da tenere in considerazione. Il primo è quello di liquidare tutte le posizioni aperte, ovvero chiuderle in modo da non avere più alcun asset e detenere solamente euro o dollari.

Dopodiché, potrebbe essere una buona idea prelevare i fondi in un’unica soluzione, così da risparmiare su eventuali commissioni e avere tutto sul conto bancario. Fatto questo, il conto trading sarà completamente vuoto, e si potrà contattare l’assistenza clienti per procedere alla chiusura.

In genere possono essere richiesti dei documenti per confermare l’identità del titolare del conto ed evitare che si tratti di una chiusura non autorizzata. Dopodiché, si può procedere a compilare gli appositi moduli e verificare le eventuali clausole contrattuali.

Confermato il tutto, il conto verrà ufficialmente chiuso, anche se è consigliabile monitorare di tanto in tanto la presenza di addebiti o costi non previsti dal broker o dalla banca. Chiaramente, le procedure possono variare, ma si tratta quasi sempre di passaggi simili a quelli appena elencati.

Conclusioni

Abbiamo visto come aprire un conto trading e quali sono tutti i vantaggi di possederne uno, soprattutto se si è interessati al mondo della finanza e degli investimenti. Un conto trading è pensato infatti per specifiche funzioni come comprare azioni, obbligazioni, ETF o criptovalute.

Per i principianti, il consiglio è sicuramente quello di scegliere piattaforme sicure, regolamentate e con tutti gli strumenti utili per imparare, tra cui videolezioni e corsi di formazione.

Ricordiamo, inoltre, di dichiarare sempre i conti di trading in proprio possesso onde evitare problemi col fisco.

Domande frequenti su Come aprire un Conto Corrente Trading

Come scegliere il miglior conto di trading?

Per scegliere il miglior conto di trading bisogna valutare numerosi elementi, tra cui costi di apertura, costi di gestione, commissioni sulle transazioni, sui depositi e sui prelievi, nonché fattori come la sicurezza e i certificati di regolamentazione.

Conviene aprire un conto trading in banca?

Aprire un conto di trading in banca può essere conveniente da un punto di vista della protezione dei fondi, poiché diversi istituti aderiscono a fondi assicurativi che proteggono in caso di insolvenza. Inoltre, rispetto ai broker online, le banche propongono consulenze personalizzate e percorsi di formazione.

Quanto tempo ci vuole per aprire un conto trading online?

L’apertura di un conto di trading non richiede molto tempo, e tutte le procedure possono essere eseguite online. In genere, con un broker bastano massimo 24 o 48 ore, mentre con una banca si potrebbero sforare le 72 ore per l’esecuzione dei controlli fiscali e/o reddituali.

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