3 consigli non scontati per il trading di azioni ed ETF: come ottimizzare gli investimenti

3 consigli non scontati per il trading di azioni ed ETF: come ottimizzare gli investimenti

In questa guida spiegheremo come massimizzare i profitti dal trading di azioni ed ETF, soffermandoci su dividendi, tasse e interessi passivi.
In questa guida spiegheremo come massimizzare i profitti dal trading di azioni ed ETF, soffermandoci su dividendi, tasse e interessi passivi.

Sono ormai tantissimi gli utenti che hanno imparato a ottenere profitti tramite investimenti mirati o facendo trading di azioni ed ETF. Tuttavia, per diventare dei trader esperti non basta conoscere la legge della domanda e dell’offerta, o saper comprare a prezzi bassi per vendere a prezzi più alti.

Esistono alcune strategie interessanti che possono dimostrarsi molto utili per incrementare i profitti nel medio e nel lungo termine.

In questa guida daremo 3 suggerimenti non scontati per chi fa trading di azioni ed ETF.

Cosa valutare prima di investire in azioni o ETF

Prima di investire in ETF o azioni è il caso di considerare alcuni aspetti importanti.

Innanzitutto, è bene sapere che entrambi i metodi di investimento sono tutto sommato paragonabili tra loro: in linea generale, si compra un asset a un determinato prezzo e si cerca di venderlo a un prezzo più alto.

Per fare investimenti in azioni o in prodotti alternativi come gli ETF, è consigliabile valutare i seguenti fattori:

  • strategia – a seconda del proprio profilo di rischio e di quanta esposizione si desidera avere nei confronti di un determinato mercato, sarà necessario delineare una determinata strategia, cercando di capire la tipologia di portfolio che si vuole creare
  • obiettivo – valutare l’obiettivo prefissato per il breve, medio o lungo termine e per quanto tempo si ha intenzione di detenere asset finanziari
  • costi – ogni broker o piattaforma di investimento ha dei costi e delle commissioni specifiche; è quindi il caso di scegliere quella più in linea con le proprie esigenze, cercando di capire quante operazioni si eseguono in media nel corso dell’anno
  • tassazione – come vedremo più avanti, la tassazione gioca un ruolo cruciale nel settore degli investimenti. Per questo è bene informarsi sulla tassazione di azioni ed ETF del Paese di riferimento, per comprendere se può risultare effettivamente conveniente.

strategie investimento etf azioni

Altri criteri importanti da valutare in un ETF sono:

  • spese, dimensione ed età del fondo
  • costi di negoziazione
  • sostenibilità nel lungo termine
  • trattamento degli introiti
  • fornitore dell’ETF
  • valuta nativa dell’ETF
  • domiciliazione del fondo

In aggiunta, sarà necessario valutare la possibilità di ottenere dividendi dal proprio ETF, così da aumentare il capitale passivamente e, al tempo stesso, ridurre al minimo i rischi di perdita.

Un’analisi analoga andrà fatta per le azioni, che dovranno appartenere a società solide ed essere sostenibili nel tempo.

A tal proposito è bene sapere che, grazie a piattaforme sicure e all’avanguardia come Freedom24, è possibile investire sui titoli delle maggiori borse valori americane, europee e asiatiche, anche via app.

Scegliere i titoli con dividendi al momento giusto

Nel momento in cui si sceglie un titolo finanziario, un consiglio molto utile è quello di optare per asset che prevedono il pagamento di dividendi.

I dividendi rappresentano infatti una frazione dell’utile guadagnato dall’azienda durante l’anno, che viene distribuita agli azionisti. Se, per esempio, l’azienda prevede un dividendo di 1 € all’anno per ogni azione posseduta, un azionista possessore di 100 azioni otterrà 100 € alla fine dell’anno.

dividendi come funzionano

Ma cerchiamo di capire meglio il funzionamento dei dividendi, analizzando alcuni aspetti più nel dettaglio.

Come funzionano i dividendi

Le azioni che distribuiscono dividendi possono risultare molto convenienti per un investimento nel medio o nel lungo termine.

La distribuzione dei dividendi, inoltre, può avvenire a cadenza annuale, mensile, trimestrale o semestrale.

Se si comprano azioni che prevedono dividendi, magari in un periodo in cui l’asset ha un prezzo ragionevole, si potrà quindi avviare una vera e propria strategia di accumulo che, nel medio termine, potrà risultare molto profittevole (soprattutto se durante l’accumulo si assiste a un rialzo dei prezzi).

A tal proposito, in particolare nel mondo degli ETF, è bene sapere che ne esistono di due tipologie: a distribuzione e ad accumulazione.

Gli ETF a distribuzione prevedono la distribuzione di dividendi sotto forma di azioni o obbligazioni detenute nel portafoglio dell’ETF stesso, e sono indicati per chi cerca una rendita passiva che si differenzia però dall’investimento effettivo.

Nel caso degli ETF ad accumulazione, invece, il dividendo viene pagato sotto forma dell’ETF stesso, consentendo di aumentare il valore totale dell’ETF acquistato. La differenza sta nel fatto che in questi casi il dividendo non viene pagato a cadenza regolare, ma prevede delle regole precise a seconda dell’asset di riferimento.

Calendario dei dividendi

Per farsi un’idea di quanto si può ottenere con i dividendi, è bene consultare il calendario dividendi 2023, in quanto in base alla propria strategia è sempre consigliabile conoscere già le previsioni di pagamento future.

In questo modo, se si fa un po’ di analisi tecnica, si possono individuare i momenti giusti per entrare e uscire dalla propria posizione.

Di seguito alcuni dei pagamenti previsti secondo il calendario dividendi 2022, relativo alle società appartenenti all’FTSEMib:

AziendaDividendoTipologiaData di staccoData di pagamento
Banca Generali0.8 €2° tranche 202120 Feb 202322 Feb 2023
Intesa San Paolo0.0738 €Acconto esercizio 202221 Nov 202223 Nov 2022
Enel0.2 €Acconto esercizio 202223 Gen 202325 Gen 2023
ENI0.22 €1° Tranche 202219 Set 202221 Set 2022

Esempi su dividendi azioni e ETF

Come abbiamo avuto modo di anticipare, ogni titolo prevede un certo numero di dividendi pagati su base mensile, trimestrale, semestrale o annuale a seconda dell’asset scelto. Naturalmente esistono titoli migliori degli altri, se si considera il numero di dividendi pagato, anche se, come sempre, tutto dipenderà principalmente dalla propria strategia.

Nel mondo degli ETF, per esempio, esistono panieri contenenti esclusivamente azioni ad alto rendimento da dividendi, che selezionano quindi tutte quelle società che nel corso dell’anno pagano un ammontare di dividendi maggiore rispetto alla concorrenza.

Un esempio è l’Amundi ETFMSCI Emu High Dividend, fondo che investe in ben 11 Paesi in Europa, mirato alle sole società con rendimenti di dividendi elevati e basato generalmente sugli ultimi 12 mesi di mercato.

Per quanto riguarda le singole azioni, invece, ecco un breve elenco di alcune delle migliori azioni da dividendo per il 2023:

  • Devon Energy Corp. (DVN) – Dividend yield del 8,2%
  • Verizon (V) – Dividend yield del 6,9%
  • Allianz SE (ALV) – Dividend yield del 6,18%.

Per definizione, il “dividend yield” rappresenta il rapporto tra l’ultimo dividendo annuo per azione e il prezzo in chiusura dell’anno di un’azione ordinaria.

Per trovare le migliori azioni con dividendi di quest’anno, ci si può affidare a broker e piattaforme di investimento come Freedom24, che offre la possibilità di accedere a ben 1.500 ETF di iShares, Vanguard, BlackRock e altre importanti società di gestione patrimoniale.

Contenere la tassazione degli investimenti

Qualsiasi attività che produca un ricavo è soggetta a tassazione; di conseguenza, l’investitore dovrà pagare le tasse sia sulle azioni sia sugli ETF, soprattutto nel momento in cui si ottengono profitti.

contenere tasse investimenti

In linea di massima, le tasse sugli investimenti finanziari prevedono la tassazione del 26% (Legge 66/2014 Flat Tax). Tuttavia, esistono strumenti finanziari, come le obbligazioni emesse dal Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che prevedono un’aliquota del 12,5% sui rendimenti.

Infine, esistono alcune eccezioni che consentono l’esenzione dalle tasse, come i PIR, ossia libretti di risparmio con meno di 5.000 € di giacenza media che andranno mantenuti per almeno 5 anni.

Il quadro cambia leggermente, però, quando si parla di tassazione ETF e tasse su azioni.

Come vengono tassati ETF e azioni

Secondo il decreto legislativo n. 44/2014 e la Direttiva 2011/61/UE, i proventi (o plusvalenze) generati dalla compravendita di ETF e azioni sono assimilabili a redditi di capitale, mentre in caso di minusvalenze si parla di redditi diversi.

In particolare, nel momento in cui ci si affida a piattaforme di investimento o broker intermediari residenti nella Repubblica, si entra nella sfera del cosiddetto regime amministrato, che sarà il regime utilizzato per calcolare la tassazione e dichiarare i propri redditi.

Facendo un esempio di calcolo della tassazione ETF, supponiamo che Marco abbia comprato un ETF per un valore di 1.000 €, ottenendo un profitto del 30% nel giro di un anno (300 €). Sui 300 € di profitto, andranno calcolate le tasse da redditi da capitale (compresi eventuali dividendi) pari al 26%. Di conseguenza, su un profitto di 300 €, Marco pagherà 78 € di tasse, ottenendo un profitto netto di 222 €.

La situazione cambia, però, nel momento in cui l’ETF è composto in parte da Titoli di Stato (tassati al 12,5%) e in parte da azioni appartenenti a società (tassate al 26%).

Se l’ETF di Marco fosse composto per il 50% da titoli di stato e il restante 50% da azioni “classiche”, con 150 € di profitto provenienti dai Titoli di Stato e 150 € provenienti dalle azioni, il calcolo sarebbe:

(150-12.5%) + (150-26%)= 242.25 € (profitto netto)

Anche la tassazione sui dividendi avviene allo stesso modo: quando vengono tassati gli ETF, la tassazione viene applicata anche sugli eventuali dividendi maturati, in quanto rappresentano un profitto a tutti gli effetti, anche se passivo.

Ridurre le tasse con gli ETF UCITS

I fondi UCITS, il cui acronimo sta per Undertakings for the Collective Investment in Transferable Securities (ossia Organismi d’Investimento Collettivo in Valori Mobiliari, il cui acronimo in italiano è OICVM) sono degli ETF (quindi dei fondi di investimento) regolamentati direttamente dall’UE.

Nello specifico, il termine OICVM indica tutti i fondi comuni di investimento, le SICAV (Società di Investimento a Capitale Variabile) e le ICAV (Irish Collective Asset-management Vehicles). La peculiarità di questi fondi è che vengono trattati come i Titoli di Stato dal un punto di vista della tassazione.

Di conseguenza, un ETF i cui titoli all’interno rientrano nella lista dei titoli UCITS (OICVM), può aiutare molto nel momento in cui bisogna pagare le tasse. Tuttavia, bisogna sempre assicurarsi che i titoli siano all’interno delle liste e, soprattutto, che la tassazione può variare dal 12,5% al 26% a seconda della natura del titolo, tenendo sempre conto della volatilità generale dei mercati.

Ottenere interessi positivi sulla liquidità “inutilizzata”

È normale prevedere dei momenti di pausa dai propri investimenti, soprattutto dopo una serie di operazioni andate a buon fine, in attesa di un buon momento di entrata o semplicemente per una propria strategia personale.

Un buon metodo per non lasciare i propri fondi “fermi” consiste nel trovare opzioni che consentono di detenere i fondi maturando al contempo un interesse.

Scegliendo il conto D di Freedom24, per esempio, è possibile ottenere un reddito fisso del 3% annuo sul saldo di USD. Gli interessi vengono maturati giornalmente sul saldo del conto D.

Come funziona? In sintesi, si possono lasciare i propri fondi “in standby”, ma si tratta di una pausa solo apparente, in quanto si dà il permesso alla piattaforma di investirli rispettando le esigenze dell’utente. In altre parole, si tratta di un metodo di investimento passivo conservativo e sicuro che viene eseguito automaticamente “in modalità background”; inoltre, i fondi possono essere prelevati dal conto in qualsiasi momento.

Nello specifico, vengono usati per effettuare swap in valute OTC, ossia conversioni da una valuta all’altra. Viene infatti aperto uno swap vendendo USD per EUR, e poi si compreranno USD con gli stessi EUR, ottenendo però un profitto che verrà pagato sul conto D. Ciò consente di maturare costantemente interessi (solo su USD, ossia sui dollari americani), anche nei giorni non lavorativi. L’utente non avrà restrizioni specifiche sugli importi da detenere, purché questi siano di almeno 0.01 $. Tuttavia, per maturare gli interessi il saldo del conto D dovrà essere di almeno 120 $.

L’unico limite è legato alle attività di trading, che non possono essere effettuate su un conto D di Freedom24.

Tuttavia, in questo caso è possibile trasferire i fondi dal conto D al conto di trading di Freedom24 online in pochi clic, in modo da poter operare e guadagnare interessi allo stesso tempo. Questo può essere utile, per esempio, se l’utente vuole acquistare azioni al prezzo dell’IPO o effettuare operazioni per conto proprio.

Il conto D viene aperto automaticamente per ogni cliente di Freedom24 – in altre parole, ogni utente registrato sulla piattaforma Freedom24 apre sia un conto per gli investimenti che un conto di risparmio in USD.

Oltre che tramite trasferimento diretto dal proprio conto di trading su Freedom24, il conto D si può ricaricare anche con carta (con accredito istantaneo) o tramite bonifico bancario.

Lo stesso vale per il prelievo: si potrà infatti usare lo stesso metodo di pagamento scelto per la ricarica del conto D.

Conclusioni

Abbiamo visto alcuni consigli utili per ottenere il massimo dalle proprie azioni o ETF. Effettuare solo operazioni di acquisto e vendita, infatti, può essere rischioso ma anche poco profittevole, in quanto in alcuni momenti di mercato è meglio tenere i propri fondi “fermi” in attesa che maturino, aspettando il momento giusto per aprire o chiudere una posizione.

Optare per azioni ed ETF con distribuzione di dividendi può essere un’ottima strategia per il lungo termine, capace di minimizzare il rischio e portare profitti considerevoli nel giro di qualche anno.

Per avere la certezza di investire in totale sicurezza, consigliamo l’uso di piattaforme come Freedom24, così da fare trading e ottenere profitti con rischi minori.

Bonus: un ulteriore accorgimento che ridurrà il costo degli investimenti, aumentando così il reddito totale. Tutti i nuovi utenti di Freedom24 beneficiano automaticamente della tariffa promozionale che offre i primi 30 giorni di trading senza commissioni di intermediazione.

Domande frequenti su come ottimizzare gli investimenti in azioni ed ETF

Come scegliere i titoli con dividendi?

Per scegliere titoli con dividendi bisogna fare un’attenta analisi di mercato, delineare la propria strategia e cercare di capire quali sono gli obiettivi d’investimento da raggiungere. Fatto questo, sarà bene impostare un budget e trovare le azioni o gli ETF migliori per la distribuzione dei propri dividendi, selezionando soltanto asset sostenibili, con spese ragionevoli e appartenenti a società solide.

Come contenere le tasse sugli investimenti?

Per contenere la tassazione su ETF e le tasse sulle azioni è possibile optare per i cosiddetti ETF UCITS, ossia dei fondi che contengono Titoli di Stato e strumenti finanziari con tassazioni al 12,5% che, se comparati alla tassazione “classica” del 26%, possono risultare molto convenienti.

Come sfruttare la liquidità inutilizzata?

Per sfruttare la liquidità e i fondi non utilizzati si può accedere a conti di risparmio che permettono di ottenere interessi sul proprio capitale, come i conti D di Freedom24. Questi prevedono infatti un interesse annuo del 3%, maturato anche nei giorni festivi e non lavorativi.

Ricordiamo che gli investimenti in titoli e altri strumenti finanziari comportano sempre il rischio di perdita del capitale. L’acquisto di azioni a prezzi di IPO può comportare ulteriori restrizioni. Le previsioni o le performance passate non sono garanzia di risultati futuri.

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Pubblicato il 17 gen 2023
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