Crypto e riciclaggio, fenomeno nelle mani di pochi

Da un numero relativamente contenuto di wallet transita gran parte delle criptovalute derivanti da attività illecite e destinate al riciclaggio.
Da un numero relativamente contenuto di wallet transita gran parte delle criptovalute derivanti da attività illecite e destinate al riciclaggio.

Dove finiscono le criptovalute versate dalle vittime dei ransomware, dei raggiri  o da chi acquista illegalmente prodotti sul Dark Web? O sono a loro volta investite in altre attività di tipo illecito oppure vengono convertite in denaro attraverso i circuiti del riciclaggio. Il fenomeno è stato preso in esame dai ricercatori di Chainanalysis che nel fine settimana hanno pubblicato un interessante report in merito.

Che fine fanno le criptovalute dei cybercriminali?

Nel periodo compreso tra il 2017 e il 2020 un flusso di monete virtuali equivalente a circa 1,3 miliardi di dollari, pari al 55% di quello osservato a livello complessivo, è transitato da 270 wallet. Un numero esiguo da cui si apprende come gran parte delle campagne malevole e dei business criminali che prendono vita online siano gestiti o in qualche modo collegati a pochi.

Ancora, sempre prendendo in considerazione il 55% dei fondi illeciti in questione, Chainanalysis li ha osservati finire in soli 5 servizi dediti al riciclaggio. I ricercatori affermano sia necessario un maggiore impegno profuso da parte delle autorità, in primis prendendo in esame i movimenti collegati agli indirizzi per i quali è stato accertato un qualche coinvolgimento in attività non legali.

Le forze dell’ordine potrebbero colpire le abilità dei cybercriminali nel convertire criptovalute in denaro identificando e perseguendo i proprietari di questi indirizzi di deposito.

Necessaria anche la collaborazione attiva da parte degli exchange, le piattaforme che consentono a tutti di convertire valute come il dollaro o l’euro in crypto come Bitcoin, Ethereum (e viceversa).

Le fonti delle criptovalute provenienti da attività illegali

Chiudiamo con il grafico qui sopra che mostra come sia variata nel corso degli ultimi anni la composizione dei fondi illegittimi presi in esame tra quelli provenienti da ransomware, furti, mercati gestiti sul Dark Web e truffe.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Link copiato negli appunti